La Chiesa pagherà 16 mila euro a un'insegnante di religione licenziata perché 'conviveva'
Lesa laicità. Per questo 'reato', se come tale fosse configurabile, la Conferenza episcopale spagnola dovrà risarcire oltre 16 mila euro ad un'ex insegnante di religione, Maria del Carmen Galayo Macias, per averla licenziata senza giusta causa. A stabilirlo la Corte superiore di giustizia delle Canarie, con una sentenza che annulla il precedente dettato della Corte costituzionale. Il caso era stato portato nel 2002 di fronte al massimo tribunale iberico affinché determinasse l'esistenza di un eventuale conflitto tra gli Accordi Chiesa-Stato del 1979 e la Carta fondamentale del 1978. In quell'occasione, la Corte Costituzionale aveva riconosciuto alla Chiesa cattolica il diritto di destituire la Galayo Macias, per aver violato la dottrina cattolica: dopo la separazione (legale) dal marito, conviveva con un uomo con il quale non era sposata. Illegittimo, secondo il tribunale canario, il licenziamento, poiché, configurandosi la decisione della Chiesa come "un attentato ai diritti fondamentali", è punibile con sanzioni economiche, oltreché morali. Diecimila euro per danni materiali, seimila per danni morali.
Timore o terrore. La Conferenza episcopale spagnola, dal canto suo, ha annunciato che farà ricorso alla Corte suprema e in ultima istanza alla stessa Corte costituzionale. "Questo significa - osserva il quotidiano "El Pais" - che ci vorranno almeno sette anni prima che l'insegnante torni a esercitare la sua professione". Il caso Galay Macias investe il problema della potestà della Chiesa che, oltre a giudicare l'idoneità di un insegnante in funzione della sua conoscenza della materia, esercita il proprio arbitrio anche sulle sue convinzioni, sui suoi comportamenti privati, sui suoi vincoli affettivi o sessuali. La Conferenza episcopale ha da mesi dichiarato guerra alla nuova riforma dell'istruzione (Ley Organica de la educacion) voluta da Zapatero, e in special modo alle novità relative sia all'insegnamento della religione, che alle disposizioni che regolano una nuova materia, l'educazione alla cittadinanza. In un documento stilato dopo la riunione del Consiglio permanente della conferenza episcopale, nel febbraio scorso, i vescovi hanno denunciato il fatto che la nuova disciplina potrebbe diventare una sorta di "formazione statale obbligatoria della coscienza" e portare "all'imposizione del relativismo e dell'ideologia di genere". La materia dovrebbe essere obbligatoria per almeno un anno nella scuola primaria e un anno nella secondaria, abbracciando contenuti che spaziano dalle istituzioni della democrazia alla globalizzazione, dalla circolazione stradale ai diritti umani. Tra questi ultimi rientrano anche le 'nuove famiglie', compresi i matrimoni omosessuali (la Spagna è il quarto Paese, dopo Canada, Belgio e Olanda, a consentirli). Da qui, il timore - o terrore - della Chiesa che i giovani allievi apprendano principi in flagrante contraddizione con quelli trasmessi dalle famiglie tradizionali e dalla religione cattolica.
Contraddizioni. La riforma sottrae alla Chiesa il controllo totale che aveva sugli insegnanti di religione. I vescovi mantengono il diritto a nominare autonomamente gli insegnanti, ma la loro attività professionale si disciplina e si adatta allo statuto dei lavoratori. Questo fa sì che spetti alla giurisprudenza del lavoro, e cioè agli organi dello Stato, stabilire gli ambiti del diritto oltre i quali nessun datore di lavoro può andare. In attesa degli ulteriori gradi di giudizio cui verrà sottoposto il caso Galay Macias, la decisione del Tribunale superiore delle Canarie potrà forse aiutare a gettare nuova luce su una contraddizione che tutt'ora vige nella Spagna socialista di Zapatero: dal '98, l'assunzione di 17 mila insegnanti di religione dipende dallo Stato. Ma la possibilità della Chiesa di giudicarne l'idoneità all'insegnamento lascia aperta una falla concettuale e giuridica che ha come risultato l'associazione di un potere pubblico con la catechesi di una confessione religiosa. E questo in uno Stato costituzionalmente aconfessionale.
PeaceReporter - Spagna, lesa laicità




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