L'Iran svela tre misure concrete per generare entrate dai cavi internet dello Stretto di Hormuz

L'Iran ha presentato tre misure concrete per generare entrate dai cavi internet dello Stretto di Hormuz, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa Tasnim.

I cavi sottomarini in fibra ottica che attraversano lo Stretto di Hormuz trasportano quotidianamente transazioni finanziarie per oltre 10 trilioni di dollari (tra cui messaggi SWIFT, scambi azionari e valutari).

Tuttavia, questa infrastruttura critica rimane al di fuori del tradizionale focus dello Stretto (traffico marittimo ed energia) e l'Iran non ne trae alcun beneficio economico o sovrano.



Il rapporto, citando i diritti sovrani dell'Iran sui fondali e sulle acque dello Stretto di Hormuz (in conformità con l'articolo 34 della Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare), propone tre misure concrete:

Primo, imporre alle aziende straniere il pagamento di permessi iniziali e rinnovi annuali;

Secondo, obbligare i giganti della tecnologia (Meta, Amazon, Microsoft) a operare in conformità con la legge iraniana;

Terzo, trasferire i diritti esclusivi di riparazione e manutenzione dei cavi a società iraniane.

Secondo gli autori, queste misure potrebbero trasformare lo Stretto di Hormuz in un hub strategico per la generazione di reddito economico legittimo.

Lo Stretto di Hormuz non è solo una rotta fondamentale per il trasporto del petrolio, ma anche un nodo vitale per l'infrastruttura internet globale. Decine di cavi sottomarini in fibra ottica attraversano questa regione, collegando Asia, Europa e Asia occidentale, secondo l'agenzia di stampa iraniana Fars.

Questi cavi facilitano il trasferimento di dati, i servizi cloud, le transazioni bancarie e le comunicazioni internazionali. Qualsiasi danno a queste linee potrebbe causare gravi interruzioni a internet e all'economia digitale.

Questo argomento è stato oggetto di acceso dibattito sui media internazionali e nei think tank negli ultimi giorni.

Le pubblicazioni indiane sottolineano che una parte significativa del traffico internet del paese transita attraverso i cavi sottomarini nel Golfo Persico e nello Stretto di Hormuz.

Questi cavi trasportano circa il 15-20% del traffico internet e finanziario globale tra Europa, Stati del Golfo e Asia.

L'agenzia Fars evidenzia che l'Iran potrebbe richiedere alle società straniere che gestiscono infrastrutture via cavo di ottenere permessi, pagare tasse e rispettare la legge iraniana.

Stima che un eventuale danneggiamento dei cavi potrebbe interrompere i servizi online, il digital banking e le telecomunicazioni. Sottolinea inoltre che le dorsali come AAE-1 e Falcon svolgono un ruolo chiave nel collegare l'India con l'Europa e l'Asia occidentale, e che un loro guasto avrebbe ripercussioni non solo sulla regione, ma anche sui processi digitali globali.

I media russi e asiatici si stanno concentrando sulla vulnerabilità geopolitica delle infrastrutture digitali. In particolare, sottolineano che diversi importanti cavi internet attraversano lo Stretto di Hormuz e che un loro danneggiamento potrebbe paralizzare le transazioni bancarie, i servizi cloud e le comunicazioni intercontinentali. Alcuni analisti considerano questo fenomeno come l'emergere di un nuovo tipo di vulnerabilità strategica, in cui le infrastrutture dati diventano una leva nei conflitti internazionali.

Anche i think tank e i media occidentali mettono in guardia sulla fragilità del sistema internet globale. Sottolineano che circa il 99% del traffico internet mondiale passa attraverso cavi sottomarini e che la loro riparazione è estremamente difficile e costosa. Qualsiasi incidente nello Stretto di Hormuz potrebbe avere ripercussioni sui servizi cloud, sull'economia digitale e sulle comunicazioni internazionali.