Condannato per la strage di Corinaldo provoca un incendio in carcere e aggredisce due poliziotti
L’episodio ha visto protagonista Andrea Cavallari, il giovane della banda dello spray che era anche evaso dalla detenzione e poi trovato in Spagna
Torna al centro della cronaca Andrea Cavallari, 31 anni, condannato in via definitiva a 11 anni e 10 mesi per la strage di Corinaldo del 2018 che causò 6 morti e 59 feriti. Ieri mattina, nel reparto isolamento della casa circondariale di Cassino, il detenuto ha aggredito due agenti di polizia penitenziaria, secondo quanto denuncia il Sappe, sindaco di polizia. La dinamica, riferita dal sindacato, è iniziata quando Cavallari ha dato fuoco a uno sgabello nella cella, all’interno del primo piano del reparto di isolamento, provocando fumo denso al primo piano.
Il personale ha attivato le procedure d’emergenza e avviato il trasferimento dei detenuti nelle aree passeggio. Durante le operazioni, il detenuto non si è diretto al passeggio come disposto e ha colpito con pugni e schiaffi un giovane agente in servizio da pochi giorni. All’intervento di un collega più anziano, Cavallari avrebbe afferrato una gamba di tavolo dalla cella e l’avrebbe usata per colpire ripetutamente schiena e gambe dell’agente. L’aggressione è stata interrotta solo grazie all’intervento di un altro detenuto. I due poliziotti sono stati medicati in infermeria e poi portati al pronto soccorso: prognosi di 5 e 7 giorni. Oltre alle lesioni fisiche, riporta il Sappe, entrambi avrebbero subito un forte trauma psicologico. “Esprimiamo totale vicinanza ai colleghi feriti – dichiarano Donato Capece, segretario generale Sappe, e Maurizio Somma, segretario regionale Lazio –. Quanto accaduto è di gravità inaudita e conferma i rischi altissimi a cui è esposto il personale. Non può esistere tolleranza verso chi aggredisce gli appartenenti al Corpo. Serve risposta immediata da amministrazione e magistratura di sorveglianza”. Cavallari era già stato protagonista di una clamorosa evasione durante un permesso per discutere la tesi di laurea, prima di essere rintracciato e arrestato a Barcellona dal Nucleo Investigativo Centrale della Polizia Penitenziaria. Ora, riferisce il Sappe, sono chiesti i regimi detentivi più rigorosi e sanzioni disciplinari e penali per i responsabili di aggressioni al personale.
https://www.anconatoday.it/cronaca/a...nda-spray.html





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