Quasi il settanta percento dei mantenimenti alle coppie divorziate va alle donne. Percentuali oscillanti tra l'ottanta e il novanta percento degli affidi sempre per lo stesso sesso.
In Italia e nell'Occidente ricco e progredito, dove il settore terziario è avanzato, le donne hanno corsie preferenziali nel lavoro (quote rosa), negli studi (esistono diverse borse di studio SOLO per donne), hanno CAV (centri antiviolenza) interamente a loro dedicati. Esistono leggi che favoriscono l'inserimento femminile nella società e nel mondo del lavoro oltreché nel credito bancario.
Si parla di gap salariale, con una fantomatica teoria secondo la quale gli uomini complotterebbero per favorire sé stessi (mi viene da ridere) e si mischiano dati e statistiche a caso. Che io sappia, non esiste nessun contratto di lavoro né nella PA né nel privato che premia in base al sesso. Ma in compenso esistono i morti sul lavoro e gli infortuni (con invalidità) sul lavoro, per i quali sono oltre per il 90% di sesso maschile. Ma non una parola viene detta nei giornali né nei TG. In compenso si parla di femminicidi, ovvero di omicidi che verrebbero commessi dagli uomini che uccidono le donne "in quanto donne". Non si spiega allora perché uccidano una ben precisa donna (l'amante, la ex, la compagna) e non una donna a caso.
Si conteggiano i femminicidi, si urla ogni mese "allarme femminicidi". Eppure le statistiche dicono che gli uomini uccidono di più altri uomini, e anche le donne (curioso, vero?) uccidono di più altri uomini. Tra le persone uccise da uomini, le donne sono una frazione insignificante. Ma si va avanti lo stesso con questo copione: tutte le TV, i media, i giornali, le scuole, le accademie sono intrise di una martellante, asfissiante propaganda di condanna unilaterale verso il genere maschile, con tanto di discorsi riguardanti il "maschilismo tossico". Maschilismo tossico per intendere qualsiasi forma di espressione della sessualità maschile (dunque anche quella che ha dato il concepimento di suddette femminucce e maschipentiti a leccar loro le terga?).
Non solo: si urla alla parità di genere, e nonostante non si prenda in considerazione qualunque cosa penda negativamente per il sesso maschile, si insiste sempre nella direzione di chiedere parità sempre e soltanto laddove l'uomo ha qualcosa "In più", mai in meno.
Ad esempio si chiede parità negli ingaggi negli sport professionistici. Eppure lo sport lo fa chi lo guarda, e mi sembra che siano le donne stesse a scegliere di più lo sport maschile a quello femminile, e se quest'ultimo è guardato da 4 gatti e nessuno è intenzionato a investirci denaro, quale sarebbe la colpa maschile?
E di quali privilegi maschili parliamo?
Come già detto, il 90% dei morti e infortunati sul lavoro sono uomini. Ho già citato l'iniqua statistica su affidi e mantenimenti nei divorzi, che rendono quindi il matrimonio una vera e propria trappola per gli appartenenti al sesso maschile, per cui hanno solo da perderci (e le femmine hanno solo da guadagnarci).
Vogliamo parlare al diritto alla genitorialità? Le donne possono abortire anche senza il consenso del partner. Un uomo non può obbligare la compagna ad abortire, e se lei lo desidera può obbligare il compagno alla paternità, anche se quest'ultimo è stato ingannato.
Le donne possono anche ricorrere all'inseminazione artificiale, quindi possono avere figli SENZA un partner. L'uomo, perlomeno in Italia, non può fare altrettanto perché la GPA (Gestazione Per Altri) è stat dichiarata da questo governo Reato Universale.
Ancora: la coscrizione militare è SOLO per i maschi dai 17 ai 45 anni in Italia, più o meno la stessa cosa in altri paesi dell'Occidente. Uniche eccezioni: Israele, Danimarca e Svezia, che hanno la coscrizione militare obbligatoria ambo i sessi.
Ora chiediamoci, signori: ci dicono ogni giorno che in quanto maschi dobbiamo vergognarci di esistere, che siamo "oppressivi" e siamo "privilegiati".
Quale sarebbe il privilegio di nascere maschio in Occidente mi sfugge, dato che ho elencato una serie di leggi, fatti, dati che vanno tutti nell'unica direzione di privilegiare le donne.
Senza contare le deliranti leggi sulle molestie e le violenze sessuali, per le quali anche un normalissimo approccio può essere considerato come "stupro" o persino se prima avete scopato e poi lei ci ripensa può essere considerato stupro (vedasi i casi del figlio di La Russa o di Grillo).
Signori, non so voi, ma per "parità" io pensavo ad una società dove maschi e femmine avessero pari diritti e pari DOVERI, mentre a me sembra che le femministe (misandriche) chiedano piagnucolosamente e continuamente da brave vittimine PRIVILEGI e soltanto altri PRIVILEGI.
L'uomo di oggi, in Occidente, non ha più nemmeno il diritto alla riproduzione. È visto come carne da cannone, è sacrificabile e ancora coscritto in guerra contro la sua volontà. E le femminucce femministe si guardano bene dall'evidenziare questo grave e gigantesco problema che stride con il concetto di "parità".
Del resto, le femmine femministe sono pro-aborto: "il corpo è mio e scelgo io".
Bene, con la coscrizione in guerra allora invito TUTTI gli uomini a fare altrettanto: "il corpo è mio e scelgo io".
Resta però il fatto che la nostra società è passata dall'essere una società dei diritti ad una società dei privilegi ... Per le donne. E a pagare sono gli uomini con la loro libertà e il loro lavoro. Una società che ci disprezza in quanto uomini e per cui è legittimo allontanarsi e cominciare ad alzare la voce perché si inverta la rotta.




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