Er Che de noantri
Gran discussione sul fatto che un consiglio di istituto abbia deciso di cambiare il nome di una scuola da quello di Carlo Pisacane a quello di Makiguchi, un educatore buddista giapponese da noi non granchè noto, salvo tra addetti ai lavori. Occasione per una polemica basata sul vuoto.
Il nome Pisacane fu dato a quella scuola dall’elite massonica che governava la città ai tempi della sua istituzione, poco più di cent'anni fa. In spregio ai cattolici, diedero agli istituti di educazione i nomi di coloro che avevano tentato in ogni maniera di espellere il fatto cristiano dall'Italia, compreso quello di un cretino e illuso come Pisacane. Il "patriota" tentò una rivoluzione velleitaria armi in pugno e finì male – e, data l'approssimazione della preparazione, non poteva finire altrimenti. Quando i galeotti e delinquenti con cui pensava di condurre operazioni di guerriglia furono fatti a pezzi da quegli stessi contadini che secondo lui avrebbero dovuto "liberare", si sparò. Bell’esempio per la gioventù: un Che Guevara un poco più sfigato.
Adesso quella stessa elite che glorificava il rivoluzionario da strapazzo in nome dell'italianità si è prima comunistificata, e Pisacane andava ancora, e poi ha perso Marx e ogni altro riferimento. Rivoluzionariamente distruggendo, si è persa coscienza di chi si è; e per trovare un esempio non si cerca nella propria tradizione omai sconosciuta. Il nome di Pisacane è rimosso da quello stesso stesso processo da lui perseguito. Makiguchi per costoro è più reale dell'antico guerrigliero, perché a forza di sradicare hanno sradicato le proprie radici, anche quelle cattive. Non è questione di multiculturalismo, è questione che non si sa chi si è. E quando non si sa chi si è sono gli altri a dirti chi sei.





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