Uno scudo da 600 miliardi per l'euro - LASTAMPA.it
Uno scudo da 600 miliardi per l'euro
Piano Ue, in campo anche l'Fmi
Londra si sfila, poi fa dietrofront
Pressing su Spagna e Portogallo
La palla nelle mani delle Borse
Un piano da 600 miliardi per difendere l’Euro. Una «proposta ambiziosa e completa», la definisce la Commissione Europea. Dopo una giornata lunghissima e carica di tensioni da Bruxelles esce un accordo che, secondo le ultime indiscrezioni circolate a tarda serata, prevede un pacchetto «anticrisi» da 600 milioni composto da 60 miliardi provenienti dal bilancio dell’Unione europea, da 440 miliardi di prestiti bilaterali che gli Stati dell’Eurozona sono disponibili a concedere in caso di necessità, e 100 miliardi del Fondo monetario internazionale.
Disco verde per gli Eurobond
La Commissione Ue potrà raccogliere sul mercato prestiti offrendo come garanzia fondi del bilancio comunitario a favore dei paesi che fossero sotto attacco speculativo ed avessero difficoltà a reperire capitali sui mercati. Si va, dunque, verso una forma di «eurobond». Quello uscito a tarda notte dall’Ecofin è il compromesso a cui si giunge dopo una maratona partita in mattinata e terminata solo a notte fonda, una serie di misure che dovrebbe combattere la speculazione sui mercati finanziari. I ministri dell’Economia dell’Unione europea, inoltre, sono pronti a chiedere «misure aggiuntive» di controllo sui conti pubblici a Spagna e Portogallo, come condizione per poter eventualmente accedere, in caso di difficoltà, al pacchetto anticrisi.
Il gelo con la Gran Bretagna
La Gran Bretagna, che in mattinata aveva annunciato la volontà di sfilarsi, alla fine dice sì, anche se Londra non sembra disposta ad aggiungere garanzie. Ed è proprio il caso inglese a tenere banco durante la lunga maratona, che vede al comando il tandem Sarkozy-Merkel, per tutta la giornata in collegamento con Obama, che sta seguendo con attenzione la situazione europea. «E’ importante che i membri dell’Unione Europea prendano misure energiche per ridare fiducia ai mercati», ha detto il presidente degli Stati Uniti, che ha telefonato per la seconda volta in due giorni alla Cancelliera tedesca.
Via libera agli aiuti per Atene
Mentre a Bruxelles va in scena la lunga trattativa, il Fondo Monetario Internazionale (Fmi) dà il via libera a un pacchetto di aiuti da 30 miliardi di euro su tre anni per la Grecia. E pur precisando che gli aiuti Fmi-Ue sono un «esercizio di solidarietà internazionale» e che i vari paesi faranno tutto il necessario per aiutare, afferma: la «strada per Atene è difficile», anche perchè il prestito triennale «richiede sacrifici».
L'intervento di Washington
L’istituto di Washington renderà immediatamente disponibili per Atene 5,5 miliardi di euro, mentre per l’intero 2010 ne verserà 10 di miliardi, ai quali si affiancheranno i 30 miliardi di euro dell’Unione Europea. Con l’approvazione del pacchetto di aiuti il Fmi «ha dimostrato il proprio impegno a fare quello che può per aiutare la Grecia», che si troverà, comunque, di fronte a «una strada difficile», osserva il direttore generale del Fondo Dominique Strauss-Kahn mettendo in evidenza come il piano messo a punto da Atene per rimettere in ordine i propri conti pubblici «è credibile»: «la sua attuazione ora è essenziale».




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ostridicolo:
