In questi giorni sentiamo un pò da tutte le parti politiche che "Gli elettori hanno dato a Berlusconi il mandato di governare" (Bocchino, FLI), che "Un governo tecnico con Fini sarebbe un tradimento di elettori che sono stati chiamati a scegliere tra la destra da una parte e la sinistra dall'altra" (Di Pietro, IDV) che "un nuovo governo sarebbe un golpe" e che "si voterà solo per la Camera e non per il Senato" (Berlusconi, PDL). E a furia di sentir dire queste cose ci abituiamo a pensare in tutti questi modi, ma la nostra costituzione dice tutt'altro su come funziona il nostro sistema.
La Democrazia fu inventata dai Greci nelle loro piccole città stato in cui i cittadini si riunivano tutti insieme (anche se il suffragio 2500 anni fa non era certo universale), discutevano e decidevano. Con la nascita dei moderni, enormi stati nazionali, non è stato più possibile (Solo in italia, che non è certo il paese più popoloso della terra, siamo circa 60 milioni).
La soluzione fu creare una finzione, cioè fare eleggere dal popolo circa 700 propri rappresentanti e metterli in un parlamento. Lì avrebbero ricreato la città stato greca, ma avrebbero deciso in nome di un popolo molto più vasto, in sua rappresentanza. Tale sistema configurava una "democrazia indiretta" perchè mediata dalle elezioni, al contrario di alcune forme di "democrazia diretta" ancora vigenti (Vedi i Referendum).
Il sistema appena descritto, con "scimmiottamento" della forma greca ma in maniera indiretta, configura appunto una forma di stato Parlamentare. In essa è dunque il parlamento l'organo sovrano, in quanto unico organo ad essere legittimato dal voto. Tuttavia gli atti amministrativi, che necessitano di velocità di esecuzione, non potevano essere di competenza del parlamento: per dare ogni concessione per costruire o assegnare ogni patente di guida, non poteva doversi riunire, discutere e votare tutta l'assemblea. Inoltre si voleva che le decisioni "spicciole" non fossero espressione di una scelta politica, ideologica, quanto una decisione parlamentare. Così il parlamento creò una sorta di "grande segretaria", e cioè il Governo, un organo snello per gli atti di amministrazione. Il Governo non poteva però fare, ovviamente, come gli pareva: ma doveva essere dapprima nominato dal parlamento e poi dipendere da esso, e se gli veniva tolta la fiducia, veniva sostituito (da brava segretaria), sempre dal parlamento, che restava e resta l'unico "sovrano", perchè unico detentore della legittimazione popolare che viene dal voto.
Nei tempi moderni sempre più è necessario far presto, e sempre più si moltiplicano le occasioni in cui è impossibile organizzare un voto del parlamento (pensiamo ai trattati internazionali, che necessiterebbero della riunione di tutti i parlamentari di tutti gli stati interessati). Così il parlamento assegna sempre più spesso importanti funzioni al governo, e quest'ultimo diviene così sempre più potente. In alcuni paesi, sono state date così tante funzioni al governo, che è diventato così potente che in alcuni paesi si è deciso che anch'esso deve essere eletto dal popolo ed esso non dipende quindi dal parlamento, col quale invece deve solo accordarsi in una posizione quantomeno alla pari. Non è insomma un segretario, ma un socio. Pur essendo un organo snello, fatto di 10-20 persone, spesso anch'esso è troppo numeroso vista la necessità di prendere decisioni immediate. Ragion per cui il capo del governo va acquistando a sua volta sempre più poteri.
Questo sistema (presidenziale) tipico ad esempio degli Stati Uniti, può essere rischioso per la democrazia (fortissimi poteri a un uomo solo) e può quindi essere "retto" solo da un sistema di cultura democratica ampiamente consolidata e oliata, in cui ci si può permettere un pò meno di democrazia in nome della velocità d'azione, senza rischiare troppo che il sistema collassi in dittatura. Non è infatti Presidenziale il sistema italiano, che resta Parlamentare, cioè in cui è solo il Parlamento ad essere eletto, e dunque è il solo "sovrano" che viene eletto proprio per svolgere alcune funzioni tra le quali il nominare tutti i governi che gli pare, e sfiduciarli se non soddisfano. Il governo è talmente "sovrano" che la decisione di scioglierne le camere e andare a nuove elezioni è consentita solo al presidente della repubblica e solo laddove il parlamento sia "bloccato", immobilizzato dalle divisioni interne e non riesca quindi neppure a nominare un governo.
Quello che è purtroppo successo in italia è che una cultura tutt'altro che "solida" dal punto di vista della democrazia ha portato al governo un personaggio che già deteneva il "quarto potere" (quello mediatico), cosa che in paesi come gli Usa, che hanno leggi sul conflitto d'interessi maniacali (vedi cultura democratica) non avrebbe mai potuto succedere. La voglia di costui di "decidere da solo" di certo era incompatibile con un sistema parlamentare, e ha cercato di cambiarlo. Per cambiarlo bisognava cambiare la costituzione, che detta appunto i principi del parlamentarismo. Ma non ha mai trovato un consenso così ampio per una riforma costituzionale di tale portata.
Così si è fatta una specie di riforma nascosta, con delle semplici leggi ordinarie, per far diventare il sistema simile a quello presidenziale. Ad esempio, per legge ci deve essere indicato, sulla scheda elettorale, il nome dei candidati premier: ma questa è una finzione perchè i parlamentari non sono affatto tenuti a eleggere quel premier neppure all'indomani delle elezioni, infatti la costituzione parla chiaro: il parlamento è sovrano e dunque gode di piena libertà nella nomina del governo, il parlamentare agisce solo in coscienza, e senza vincolo di mandato, esattamente come farebbe un cittadino della antica Atene. Col voto, non si dice all'eletto "tu farai ciò che io che ti voto ti ordino" ma solo "la tua coscienza sia da oggi la mia coscienza".
Ma la più grande schifezza fatta per aggirare la costituzione senza riformarla è stata la legge elettorale, che il suo stesso autore, ridacchiando, ha definito una "porcata". Una legge che toglie alla nostra democrazia la sua funzione fondamentale, quella di eleggere i parlamentari. Questi infatti non vengono più scelti dal popolo, ma dal partito. Il cittadino deve solo votare per il partito e per la sua "lista" stilata nell'ordine voluto dal partito. Così non si vota più il parlamentare, ma il capo del partito, cioè il candidato premier, e i parlamentari diventano dei suoi subalterni, che devono la propria elezione non ai cittadini che l'hanno votato (perchè i voti vanno solo in capo al leader) ma al capo del partito che diventa premier. Una situazione totalmente rovesciata, in cui il governo, anzichè essere semplice esecutore delle leggi del parlamento (ragion per cui il governo ha sempre avuto il "potere esecutivo") diventa il vero sovrano in cui è il parlamento a dover eseguire gli ordini. E questo non solo di nascosto, ma palese, nelle parole dell'attuale premier, che ha lamentato la "scarsa gratitudine verso chi li ha messi in lista" da parte dei finiani.
Questo, dalle mie parti, si chiama attentato alla costituzione. E dalle vostre?




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