Abbiamo capito che per catturare un latitante ci vuole Robertino Dumaroni in persona, ma cosa ci vuole per fare un latitante?
Per fare un latitante ci vuole una condanna penale, e per condannare un mafioso ci vogliono nell'ordine:

1) Un giudice che abbia voglia di rischiare la pelle, lui e i suoi familiari per andare a condannare un pezzo grosso della malavita locale, uno che ha in mano praticamente tutto in una certa zona e che magari ha anche coperture politica, persino compagnucci al governo, chissà. QUindi magari rischia pure la carriera.

2) Prove, cioé intercettazioni ambientali

3) la dichiarazione di qualche collaboratore di giustizia o pentito, visto che di testimoni in questi casi non ce ne sono.

Ora, chi ha seguito la politica negli ultimi anni non può negare che l'azione dei governi di destra è andata esattamente nella direzione opposta alla lotta alla mafia, è stata una lotta per le mafie e contro la società civile che ha visto tre fronti di attacco:

1) attacco alla credibilità e al lavoro dei giudici, attraverso campagne di stampa diffamatorie contro la categoria e riduzione di fondi

2) attacco al pentitismo, attraverso campagne di stampa volte a delegittimare l'uso dei pentiti e leggi ad hoc.

3) attacco allo strumento dell'intercettazione. E' vero che si è parlato di escludere le intercettazioni dei mafiosi, ma non è che quando si incomincia a indagare su un traffico si abbiano già prove o indizi che dietro ci siano le mafie.

4) attacco alla strategia di aggressione ai beni dei mafiosi, con la creazione di agenzie che rimettono questi beni sul mercato e con lo scudo fiscale.

Per i fessi invece c'è lo sceriffo Maroni che arresta tutto solo mafiosi condannati anni fa.