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  1. #1
    Mé rèste ü bergamàsch
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    Predefinito Referendum in Svizzera - 28 novembre

    Solo un SÌ all’iniziativa-espulsioni e un NO al controprogetto sono coerenti e creano più sicurezza per tutti

    UDC - Unione Democratica di Centro - TICINO - UDC Ticino - Benvenuti online - Schweizerische Volkspartei SVP Tessin. Union Démocratique du Centre UDC Tessin

    Molte Svizzere e Svizzeri non si sentono più sicuri nel loro paese. Non solo la gente anziana non osa più uscire di casa la sera: anche molti giovani subiscono quotidianamente provocazioni e risse. Quasi la metà dei crimini in Svizzera è commesso da stranieri. Con l’iniziativa dell’UDC, gli stranieri che commettono reati gravi nel nostro paese saranno finalmente espulsi in modo sistematico e colpiti da un divieto d’entrata della durata minima di cinque anni. L’UDC aveva depositato l’iniziativa-espulsioni nel febbraio 2008, corredata da circa 211'000 firme.

    Circa la metà dei criminali è di origine straniera. Delle bande criminali, approfittando dell’apertura delle frontiere, effettua delle scorrerie a scopo di effrazione. Molti criminali utilizzano la via dell’asilo per compiere i loro delitti in Svizzera. Non deve perciò sorprendere che la quota di stranieri nelle condanne emesse sia aumentata negli ultimi 25 anni del 65%. La proporzione di stranieri fra gli accusati di omicidi intenzionale è del 59%, nelle violenze carnali addirittura del 62%! Se si considera la percentuale di stranieri nelle prigioni, la problematica si evidenzia ancora di più: nel 2009, il 70,2% dei detenuti era di origine straniera. Le nostre prigioni di lusso non costituiscono ormai più da tempo un deterrente!

    Anche la percentuale di stranieri nell’abuso sociale è superiore alla media. Questa situazione è una conseguenza dell’immigrazione incontrollata e delle pene miti applicate in Svizzera. L’iniziativa-espulsioni risponde al bisogno delle Svizzere e degli Svizzeri di una maggiore sicurezza, di più limiti e, soprattutto, di un intervento più rigoroso. Con l’iniziativa dell’UDC, gli stranieri che commettono reati gravi nel nostro paese saranno finalmente espulsi in modo sistematico e colpiti da un divieto d’entrata della durata minima di cinque anni. L’Ufficio federale della migrazione stima oggi il numero di espulsioni di straniere e stranieri con permesso B e C a circa 400 casi l’anno. Con un SÌ all’iniziativa si può contare su circa 1'500 espulsioni l’anno.

    Per paura di un SÌ popolare all’iniziativa, il Parlamento le contrappone un controprogetto inefficace. Con questo, il diritto internazionale verrebbe ancorato nella Costituzione, diventando così preminente sul diritto svizzero. In questo modo, avvocati e giudici potrebbero continuare ad impedire l’espulsione di autori di gravi crimini. Un articolo sull’integrazione dovrebbe addirittura iscrivere nella Costituzione delle norme d’integrazione per Confederazione, cantoni e comuni. Questo è un principio completamente sbagliato. L’iniziativa-espulsioni vuole più sicurezza, in quanto esige che chi non si attiene alle nostre regole e commette dei delitti gravi sia sistematicamente espulso dalla Svizzera.

    Unione democratica di centro UDC


    Dato che questa è una Magnum 44, cioè la pistola più precisa del mondo, che con un colpo ti spappolerebbe il cranio, devi decidere se è il caso. Dì, ne vale la pena? ("Dirty" Harry Callahan)

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  2. #2
    Mé rèste ü bergamàsch
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    Ultima modifica di Bèrghem; 18-11-10 alle 20:15
    Dato che questa è una Magnum 44, cioè la pistola più precisa del mondo, che con un colpo ti spappolerebbe il cranio, devi decidere se è il caso. Dì, ne vale la pena? ("Dirty" Harry Callahan)

  3. #3
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    Predefinito Rif: Referendum in Svizzera - 28 novembre

    Interessante, ma i signori dell'UDC per la loro propaganda da quattro soldi omettono volontariamente una marea di cose.

    L'importante è fare la sparata propagandistica a scopo elettorale senza voler risolvere i problemi alla base.

  4. #4
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    Predefinito Rif: Referendum in Svizzera - 28 novembre

    perchè un divieto di soli 5 anni? il divieto deve essere per sempre
    «Feared neither death nor pain,
    for this beauty;
    if harm, harm to ourselves.»
    (Ezra Pound - Canto XX, The Lotus Eaters)

  5. #5
    Mé rèste ü bergamàsch
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    Predefinito Rif: Referendum in Svizzera - 28 novembre

    E sul secondo referendum...


    La libertà elvetica a rischio

    Le prossime elezioni in Svizzera minacciano democrazia diretta e federalismo

    di Sergio Morisoli

    IBL - La libertà elvetica a rischio

    Il prossimo 28 novembre saremo chiamati al voto su un tema determinante per l’indipendenza svizzera, la democrazia diretta e il federalismo.

    Nell’ordine. Indipendenza. Il fisco è da sempre la cartina di tornasole del livello di libertà di un Paese; più è rapace e meno c’è libertà, meno fiducia e meno intraprendenza nella società civile. Un sistema fiscale unico come tendenzialmente di fatto diventerebbe quello fiscale svizzero se dovesse passare la proposta del PS (Partito socialista svizzero), ci metterebbe in una posizione di debolezza verso l’Unione europea. Infatti l’UE oggi non può dirci molto in materia fiscale perché dovrebbe influenzare 26 sistemi diversi, mentre domani le basterebbe fare pressioni sul Governo federale per vedere poi a poco a poco applicati i suoi desideri a livello cantonale dietro il paravento dell’armonizzazione fiscale.

    La democrazia diretta. La Svizzera ha una quota statale inferiore al 50% (rapporto fra spesa pubblica e PIL annuale), modesta e invidiata da tutti gli altri Paesi. Non è un caso. Da noi il cittadino ha il potere di decidere o di bloccare le spese direttamente raccogliendo le firme e facendo votare, rispettivamente ha il privilegio di potersi opporre agli aumenti fiscali o di favorire la diminuzione della pressione fiscale pure direttamente.

    Che il cittadino abbia gli strumenti democratici per decidere sia la spesa sia la sua copertura (imposte) ha fatto sì che nei decenni la Confederazione e i Cantoni abbiano sempre mantenuto un equilibrio finanziario invidiabile. Questo ha favorito insediamenti innovativi ad alto valore aggiunto, nuovi investimenti infrastrutturali, la fioritura di una piazza finanziaria di livello mondiale, l’arrivo di benestanti e una minore pressione fiscale per i cittadini svizzeri e residenti. L’armonizzazione proposta, la solita enfasi dell’uguaglianza, della reciprocità e della solidarietà tra Cantoni, annienterebbe invece la libertà individuale di scelta e il legame diretto tra cittadino, spesa e imposte. Inutile dire che nessuna armonizzazione fiscale ha mai armonizzato verso il basso le imposte, ma sempre e solo verso l’alto.

    Il federalismo. Il nostro Paese vive del principio - sancito nella Costituzione - del federalismo. È la sussidiarietà verticale istituzionale, dal basso verso l’alto: quello che non può fare il singolo cittadino lo fa il Comune, ciò che non può fare il Comune lo fa il Cantone e quello che non fa il Cantone lo fa la Confederazione. Questo enorme vantaggio svizzero funziona solo se chi decide la spesa è anche colui che decide le imposte. In altre parole, si tratta di ciò che il popolo svizzero accettò a larghissima maggioranza nel 2004 nell’ambito degli articoli costituzionali per la Nuova perequazione finanziaria e il nuovo riparto dei compiti tra Confederazione e Cantoni. In una frase: chi comanda paga, chi paga comanda (K. Villiger).

    L’armonizzazione distruggerebbe, rendendolo impotente, il nostro federalismo fiscale, cioè la giusta concorrenza al ribasso delle imposte cantonali e comunali, e rovinerebbe per sempre la generosa ed efficace solidarietà perequativa tra Comuni e tra Cantoni forti e meno forti finanziariamente. Il rifiuto dell’armonizzazione continuerà ad obbligare lo Stato a fare il passo secondo la gamba in materia di spesa pubblica, anziché applicare il «tassa e spendi» tanto sospirato e desiderato a sinistra.

    Da Il Corriere del Ticino, 11 novembre 2010
    Dato che questa è una Magnum 44, cioè la pistola più precisa del mondo, che con un colpo ti spappolerebbe il cranio, devi decidere se è il caso. Dì, ne vale la pena? ("Dirty" Harry Callahan)

  6. #6
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    Predefinito Rif: Referendum in Svizzera - 28 novembre

    Citazione Originariamente Scritto da Bèrghem Visualizza Messaggio

    [L'utente si trova nella tua lista ignorati] Visualizza citazione
    E sul secondo referendum...


    La libertà elvetica a rischio

    Le prossime elezioni in Svizzera minacciano democrazia diretta e federalismo

    di Sergio Morisoli

    IBL - La libertà elvetica a rischio

    Il prossimo 28 novembre saremo chiamati al voto su un tema determinante per l’indipendenza svizzera, la democrazia diretta e il federalismo.

    Nell’ordine. Indipendenza. Il fisco è da sempre la cartina di tornasole del livello di libertà di un Paese; più è rapace e meno c’è libertà, meno fiducia e meno intraprendenza nella società civile. Un sistema fiscale unico come tendenzialmente di fatto diventerebbe quello fiscale svizzero se dovesse passare la proposta del PS (Partito socialista svizzero), ci metterebbe in una posizione di debolezza verso l’Unione europea. Infatti l’UE oggi non può dirci molto in materia fiscale perché dovrebbe influenzare 26 sistemi diversi, mentre domani le basterebbe fare pressioni sul Governo federale per vedere poi a poco a poco applicati i suoi desideri a livello cantonale dietro il paravento dell’armonizzazione fiscale.

    La democrazia diretta. La Svizzera ha una quota statale inferiore al 50% (rapporto fra spesa pubblica e PIL annuale), modesta e invidiata da tutti gli altri Paesi. Non è un caso. Da noi il cittadino ha il potere di decidere o di bloccare le spese direttamente raccogliendo le firme e facendo votare, rispettivamente ha il privilegio di potersi opporre agli aumenti fiscali o di favorire la diminuzione della pressione fiscale pure direttamente.

    Che il cittadino abbia gli strumenti democratici per decidere sia la spesa sia la sua copertura (imposte) ha fatto sì che nei decenni la Confederazione e i Cantoni abbiano sempre mantenuto un equilibrio finanziario invidiabile. Questo ha favorito insediamenti innovativi ad alto valore aggiunto, nuovi investimenti infrastrutturali, la fioritura di una piazza finanziaria di livello mondiale, l’arrivo di benestanti e una minore pressione fiscale per i cittadini svizzeri e residenti. L’armonizzazione proposta, la solita enfasi dell’uguaglianza, della reciprocità e della solidarietà tra Cantoni, annienterebbe invece la libertà individuale di scelta e il legame diretto tra cittadino, spesa e imposte. Inutile dire che nessuna armonizzazione fiscale ha mai armonizzato verso il basso le imposte, ma sempre e solo verso l’alto.

    Il federalismo. Il nostro Paese vive del principio - sancito nella Costituzione - del federalismo. È la sussidiarietà verticale istituzionale, dal basso verso l’alto: quello che non può fare il singolo cittadino lo fa il Comune, ciò che non può fare il Comune lo fa il Cantone e quello che non fa il Cantone lo fa la Confederazione. Questo enorme vantaggio svizzero funziona solo se chi decide la spesa è anche colui che decide le imposte. In altre parole, si tratta di ciò che il popolo svizzero accettò a larghissima maggioranza nel 2004 nell’ambito degli articoli costituzionali per la Nuova perequazione finanziaria e il nuovo riparto dei compiti tra Confederazione e Cantoni. In una frase: chi comanda paga, chi paga comanda (K. Villiger).

    L’armonizzazione distruggerebbe, rendendolo impotente, il nostro federalismo fiscale, cioè la giusta concorrenza al ribasso delle imposte cantonali e comunali, e rovinerebbe per sempre la generosa ed efficace solidarietà perequativa tra Comuni e tra Cantoni forti e meno forti finanziariamente. Il rifiuto dell’armonizzazione continuerà ad obbligare lo Stato a fare il passo secondo la gamba in materia di spesa pubblica, anziché applicare il «tassa e spendi» tanto sospirato e desiderato a sinistra.

    Da Il Corriere del Ticino, 11 novembre 2010





    L’iniziativa indebolisce i cantoni

    Oggi le cittadine e i cittadini hanno la possibilità di fissare autonomamente il livello delle imposte nei propri cantoni e comuni. Se l’iniziativa del PS venisse accettata, tutto ciò non sarà più possibile. Sarà la Confederazione a determinare il livello delle imposte nei cantoni.




    Aumento delle imposte per tutti

    L’iniziativa del PS in realtà è un aumento delle imposte camuffato. Gli ammanchi nelle casse cantonali, dovuti all’esodo di buoni contribuenti, dovranno essere compensati dalla classe media.




    Riduce l’attrattività della piazza economica svizzera

    Grazie al sistema fiscale attuale la Svizzera è competitiva a livello internazionale. L’iniziativa causerà la fine della politica fiscale elvetica mettendo a repentaglio la crescita economica e numerosi posti di lavoro.




    SP Steuerinitiative - NEIN - Home steuerinitiative

    No all'iniziativa fiscale del PS Home steuerinitiative - IT

    http://www.inferno-fiscale.ch/filead...200_Tessin.pdf
    Dato che questa è una Magnum 44, cioè la pistola più precisa del mondo, che con un colpo ti spappolerebbe il cranio, devi decidere se è il caso. Dì, ne vale la pena? ("Dirty" Harry Callahan)

  7. #7
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    Predefinito Rif: Referendum in Svizzera - 28 novembre

    Citazione Originariamente Scritto da Squalo Visualizza Messaggio

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    Interessante, ma i signori dell'UDC per la loro propaganda da quattro soldi omettono volontariamente una marea di cose.

    L'importante è fare la sparata propagandistica a scopo elettorale senza voler risolvere i problemi alla base.
    e i problemi li risolveranno il partito socialista e tutti gli altri "accentratori", allora...

    Comunque, alla fine, l'UDC non ha fatto altro che dare ai cittadini qualcosa in più, cioè la possibilità di esprimere la propria opinione su un determinato tema.

  8. #8
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    Predefinito Rif: Referendum in Svizzera - 28 novembre

    Citazione Originariamente Scritto da k21 Visualizza Messaggio

    [L'utente si trova nella tua lista ignorati] Visualizza citazione
    e i problemi li risolveranno il partito socialista e tutti gli altri "accentratori", allora...

    Comunque, alla fine, l'UDC non ha fatto altro che dare ai cittadini qualcosa in più, cioè la possibilità di esprimere la propria opinione su un determinato tema.
    L'Unione Democratica di Centro non ha mai fatto tesoro di tirare gli interessi delle classi benestanti guardando con malcelato disprezzo chi non dispone di risorse finanziarie. Infatti si battono per una politica borghese affermando questa linea a più riprese.

    Ma la stragrande maggioranza dei suoi cavalli di battaglia sono falsi... nell'articolo riportato all'inizio dell'argomento si citano gli stranieri che secondo loro abusano del sociale... quando è arcinoto che gli immigrati in Svizzera svolgono mansioni usuranti sul piano della salute e rischiose. Sui cantieri è più facile sentire parlare in italiano, portoghese, serbo e albanese piuttosto che il tedesco.

    Vogliamo poi parlare di come gli stranieri corrano più facilmente il rischio di essere precari e malpagati per la gioia del padronato elvetico?

    Sui reati penali va analizzata attentamente la situazione che c'è dietro, l'UDC poi se non erro parla di reati violenti, non di quelli commessi da brave persone in giacca e cravatta.

    La fiscalità elvetica fa vomitare per l'organizzazione che ha dietro nei confronti dei ceti medio-bassi. Nei cantoni di Zugo e Svitto l'attrattività fiscale la stanno pagando i poveri con un enorme rincaro del prezzo degli immobili e le speculazioni che ci stanno dietro. L'UDC non è favorevole all'afflusso di immigrati... se però questi hanno i soldi allora si chiudono entrambi gli occhi...

    Nel panorama politico svizzero non c'è una grande scelta di partiti... in governo ci sono quattro partiti che si definiscono borghesi (democentristi, liberali, democristiani e borghesi-democratici) e uno pseudosocialista che è notoriamente il partito che difende la casta dei dipendenti pubblici.

  9. #9
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    Predefinito Rif: Referendum in Svizzera - 28 novembre

    Citazione Originariamente Scritto da Bèrghem Visualizza Messaggio

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    Solo un SÌ all’iniziativa-espulsioni e un NO al controprogetto sono coerenti e creano più sicurezza per tutti

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    Molte Svizzere e Svizzeri non si sentono più sicuri nel loro paese. Non solo la gente anziana non osa più uscire di casa la sera: anche molti giovani subiscono quotidianamente provocazioni e risse. Quasi la metà dei crimini in Svizzera è commesso da stranieri. Con l’iniziativa dell’UDC, gli stranieri che commettono reati gravi nel nostro paese saranno finalmente espulsi in modo sistematico e colpiti da un divieto d’entrata della durata minima di cinque anni. L’UDC aveva depositato l’iniziativa-espulsioni nel febbraio 2008, corredata da circa 211'000 firme.

    Circa la metà dei criminali è di origine straniera. Delle bande criminali, approfittando dell’apertura delle frontiere, effettua delle scorrerie a scopo di effrazione. Molti criminali utilizzano la via dell’asilo per compiere i loro delitti in Svizzera. Non deve perciò sorprendere che la quota di stranieri nelle condanne emesse sia aumentata negli ultimi 25 anni del 65%. La proporzione di stranieri fra gli accusati di omicidi intenzionale è del 59%, nelle violenze carnali addirittura del 62%! Se si considera la percentuale di stranieri nelle prigioni, la problematica si evidenzia ancora di più: nel 2009, il 70,2% dei detenuti era di origine straniera. Le nostre prigioni di lusso non costituiscono ormai più da tempo un deterrente!

    Anche la percentuale di stranieri nell’abuso sociale è superiore alla media. Questa situazione è una conseguenza dell’immigrazione incontrollata e delle pene miti applicate in Svizzera. L’iniziativa-espulsioni risponde al bisogno delle Svizzere e degli Svizzeri di una maggiore sicurezza, di più limiti e, soprattutto, di un intervento più rigoroso. Con l’iniziativa dell’UDC, gli stranieri che commettono reati gravi nel nostro paese saranno finalmente espulsi in modo sistematico e colpiti da un divieto d’entrata della durata minima di cinque anni. L’Ufficio federale della migrazione stima oggi il numero di espulsioni di straniere e stranieri con permesso B e C a circa 400 casi l’anno. Con un SÌ all’iniziativa si può contare su circa 1'500 espulsioni l’anno.

    Per paura di un SÌ popolare all’iniziativa, il Parlamento le contrappone un controprogetto inefficace. Con questo, il diritto internazionale verrebbe ancorato nella Costituzione, diventando così preminente sul diritto svizzero. In questo modo, avvocati e giudici potrebbero continuare ad impedire l’espulsione di autori di gravi crimini. Un articolo sull’integrazione dovrebbe addirittura iscrivere nella Costituzione delle norme d’integrazione per Confederazione, cantoni e comuni. Questo è un principio completamente sbagliato. L’iniziativa-espulsioni vuole più sicurezza, in quanto esige che chi non si attiene alle nostre regole e commette dei delitti gravi sia sistematicamente espulso dalla Svizzera.

    Unione democratica di centro UDC


    che paese!

  10. #10
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    Grande Svizzera! :gluglu:

 

 
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