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Discussione: La guerra delle monete

  1. #2551
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    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

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  2. #2552
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    Predefinito Re: La guerra delle monete

    Appena draghi ha annunciato la terronata prodi ha prontamente dichiarato ai giornali che il sud è una grande risorsa ma non deve essere lasciato solo...e vvai col debito, puntualmente hano preso la palla al balzo i sindaci del zudde dichiarando che per il sud servono altre risorse...si siamo fuori dal tunnel.

    Quete cavallette vogliono altre risorse, ricordiamo che.....la sicila ha un residuo fiscale di meno ventidue miliardi di euro, cioè si tiene tutte le sue tasse e consuma 22 miliardi di euro di tasse degli altri, la campania ha un residuo fiscale di meno 17 miliardi di euro, cioè dopo aver consumato le sue tasse consuma anche 17 miliardi di tasse altrui, la calabria e la puglia hanno un residuo fiscale di meno 15 miliardi di euro, cioè dopo aver consumato le loro tasse assieme consumano circa 30 miliardi di tasse altrui, e hanno il coraggio di chiedere ulteriori risorse.

    Come si possono definire? i ladri sono galantuomini in confronto.
    k21 and cgs71 like this.



  3. #2553
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    Predefinito Re: La guerra delle monete

    dai ragazzi ... è finita, zaini a terra .... anche l'ultima sparita che avevamo per mandare all'aria tutto il sistema itagliota è ormai tramontata, questi potranno continuare a spendere per mantenere il carrozzone poi Europa e Padania dovranno aprire il portafoglio

  4. #2554
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    Predefinito Re: La guerra delle monete

    Negli ultimi anni, la tendenza era di contrarre debiti su un periodo sempre pù lungo. Ora, siccome la BCE è pronta ad acquistare il debito a breve scadenza (non più di tre anni) scatterà la drastica diminuzione della "durata di vita" media del debito.

    Tra l'altro... per la prima volta da oltre un anno e mezzo l'Euro ha guadagnato valore sul Franco senza l'intervento della BNS. È passato da circa 1,2010 dell'altroieri a quasi 1,21.
    Bisogna vedere se durerà, perché se la BCE vorrà davvero acquistare le centinaia di miliardi di Euro di debito dei paesi in difficoltà dovrà prima o poi immettere nuova moneta. E saremo a punto a capo, sperando che non avvenga nuovamente ciò che avvenne con l'introduzione dell'Euro, ovvero che i tassi di interese crollati favorirono la nuova spesa piuttosto che il risanamento.

    Tra l'altro ho trovato un articolo dalla curiosa conclusione.
    La Svizzera sostiene l’euro, ma vende Btp

    [...]

    Ma quanto potrà durare ancora la difesa del cambio a 1,20? La Svizzera, benché sia diventata la sesta potenza mondiale in termini di riserve valutarie, non potrà però accollarsi all’infinito il debito sovrano di altri paesi europei per difendere l’export e (soprattutto) un’industria bancaria e finanziaria che da più di 100 anni attira capitali da ogni angolo del pianeta. Quindi è probabile – come osserva Frank Mannheimer della Swiss National Competence Centre for Finance Research – che prima che cada la diga di cambio fra franco svizzero ed euro a 1,20, la Germania permetta alle istituzioni finanziarie europee (BCE in primis) di acquistare massicciamente titoli di stato spagnoli e soprattutto italiani calmierando il mercato, proprio per salvaguardare gli assets tedeschi custoditi nelle banche svizzere che altrimenti sarebbero costrette a liquidare forzatamente costringendo così la Germania a pagare il denaro preso a prestito ai valori di mercato e non più a costo zero.
    InvestireOggi - La Svizzera sostiene l'Euro ma vende BTP

    Non so quanto ci sia di vero in tale analisi, ma è certo che se la sola BNS dispone di almeno 220 miliardi di Euro convertiti in titoli di Stato, anche ammettendo che solo la metà siano tedeschi ed ammettendo almeno una cifra pari o superiore in mano alle banche private o Cantonali, si tratterebbe del 10% dell'intero debito pubblico tedesco. Una cifra sufficiente a creare qualche "fastidio", in effetti, anche considerando che le ultime aste di Bund non sono andate poi così bene.

    Comunque, pare che il piano straordinario della BCE stia già creando forti attriti in Germania:
    Euro kaputt. La stampa tedesca si ribella a Draghi. Bild: assegno in bianco. Faz: speriamo nella Corte

    FRANCOFORTE – Euro "kaputt". Durissime reazioni della stampa tedesca all'annuncio del presidente della Banca centrale europea Mario Draghi di voler acquistare titoli del debito dei Paesi europei in difficoltà per salvare l'euro. Un assegno in bianco ai Paesi in crisi, secondo la Bild, il più venduto quotidiano della Germania, che afferma appunto che le politiche della Bce metteranno l'euro ko. Secondo un editoriale del giornale popolare, la medicina di "Herr Draghi" è sbagliata e farà ammalare l'eurozona invece di risanarla.

    I giornali riprendono molte delle argomentazioni esposte ieri in un'inusuale nota pubblicata dopo il consiglio della Bce dal presidente della Bundesbunk, Jens Weidmann, per motivare il suo no alle decisioni dell'Eurotower, l'unico fra i 22 votanti. Secondo la stampa, Draghi ha superato il confine fra la politica monetaria e la politica fiscale e ha assunto un ruolo che dovrebbe spettare invece a organi democraticamente eletti.

    Più di un giornale, in testa il conservatore Frankfurter Allgemeine Zeitung, spesso amplificatore alle opinioni della Bundesbank, fa appello alla Corte costituzionale tedesca, che si deve pronunciare mercoledì prossimo sulla legittimità del fondo salva-Stati Esm, senza il quale anche le misure decise dalla Bce perderebbero efficacia. Ma piovono critiche anche da sinistra. La Sueddeutsche Zeitung sostiene che in questo modo la Bce premia le cattive poliiche economiche e ad avvantaggiarsene sarà la speculazione, a scapito dei cittadini. La Szz afferma addirittura che Draghi finirà per spingere i tedeschi sulle barricate.
    Euro kaputt. La stampa tedesca si ribella a Draghi. Bild: assegno in bianco. Faz: speriamo nella Corte - Il Sole 24 ORE

  5. #2555
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    Predefinito Re: La guerra delle monete

    Le mosse di Draghi e il futuro dell'euro
    Alfonso Tuor

    La Banca centrale europea mette in campo l'artiglieria pesante per combattere le aspettative di una spaccatura dell'euro. L'istituto diretto da Mario Draghi ha annunciato che procederà ad acquisti illimitati di titoli statali della durata fino a tre anni dei Paesi che hanno richiesto l'aiuto del Fondo salva-Stati e che rispettano le condizioni concordate per ridurre lo squilibrio dei loro conti pubblici. L'annuncio della BCE è stato accolto con grande entusiasmo da parte dei mercati finanziari che lo hanno giudicato come una mossa vincente contro la crisi che affligge l'euro. L'obiettivo dell'istituto di Francoforte non è solo ridurre i rendimenti che devono pagare i Paesi in difficoltà, ma anche combattere la crescente frammentazione del sistema finanziario europeo. Infatti, proprio a causa dei timori sul futuro dell'euro i sistemi bancari dei Paesi forti beneficiano della disponibilità di ingenti quantità di liquidità, mentre quelli dei Paesi deboli soffrono di una sua rarefazione.

    Questo fenomeno è dovuto alla riduzione dell'esposizione delle banche tedesche, francesi, eccetera in titoli dei Paesi deboli e anche a una diminuzione delle loro attività di credito in queste economie. A tale scopo la Banca centrale europea ha ulteriormente diminuito i requisiti richiesti per l'accettazione di titoli in pegno in cambio di liquidità. Inoltre spera che con la diminuzione dei rendimenti dei titoli statali dei Paesi deboli cali pure il costo del denaro (i tassi di interesse sono nettamente superiori a quelli per ottenere un credito in Germania) che penalizza le loro economie. Ci si può ora domandare se queste mosse si riveleranno decisive.

    Le decisioni della BCE allontanano il timore di un default improvviso di un Paese di Eurolandia e indubbiamente contrastano l'effetto perverso determinato dall'aumento del costo del denaro per Paesi già in difficoltà e alle prese con dolorosi programmi di risanamento delle finanze pubbliche. In pratica, risponde alla richiesta italiana di avere un meccanismo di intervento contro l'aumento del differenziale dei tassi di interesse tra Paesi deboli e virtuosi (il famoso spread).

    Essa non risolve però il problema di politiche di austerità, fatte di tagli della spesa pubblica e di aumenti della pressione fiscale, che stanno provocando recessioni sempre più gravi e che rendono più arduo quel recupero di competitività necessario per rilanciare la crescita. L'aiuto della BCE è inoltre limitato ai Paesi che hanno chiesto aiuto. Quindi per il momento non tocca, se non indirettamente, Spagna ed Italia. I Governi di Madrid e di Roma dovrebbero subire l'onta di chiedere aiuto a Bruxelles per beneficiare del sostegno della BCE. Questo aiuto è però connesso con l'introduzione di condizioni economiche più severe che questi Paesi non sembrano in grado di rispettare. Dunque, una prima conclusione è che questa mossa non è destinata a contrastare la recessione che oramai sta toccando l'intera Eurolandia, come hanno confermato le previsioni diffuse dalla stessa BCE, e a stimolare una crescita che sembra indispensabile anche per allentare le tensioni sociali che si stanno accumulando in molti Paesi mediterranei.

    Una seconda conclusione appare d'obbligo: la rete di interventi predisposta dalla BCE non elimina il rischio di spaccatura dell'euro e non conferisce all'Unione monetaria quel carattere di irreversibilità tanto enfatizzato da Mario Draghi. Infatti restano aperte numerose questioni. In primo luogo, se i Paesi in difficoltà ritroveranno la strada della crescita. In secondo luogo, se Eurolandia è un'area economica ideale, dove possono convivere economie con strutture e gradi di competitività molto diversi. In terzo luogo, rimane ancora senza risposta l'interrogativo fondamentale che riguarda la disponibilità della Germania e degli altri Paesi virtuosi di trasferire una parte consistente dei loro risparmi e del loro potere d'acquisto ai Paesi deboli. Questa è la condizione essenziale per salvare l'euro. In Germania la battaglia politica è in corso: Angela Merkel ha plaudito alla mossa della BCE, ma la Banca centrale tedesca si è opposta. La settimana prossima la Corte costituzionale tedesca si pronuncerà sul nuovo Fondo salva-Stati europeo. In conclusione, si può affermare che le mosse di Mario Draghi non fugano i timori sul futuro dell'euro.
    CdT.ch - Corriere del Ticino

  6. #2556
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    Predefinito Re: La guerra delle monete

    Citazione Originariamente Scritto da sciadurel Visualizza Messaggio
    dai ragazzi ... è finita, zaini a terra .... anche l'ultima sparita che avevamo per mandare all'aria tutto il sistema itagliota è ormai tramontata, questi potranno continuare a spendere per mantenere il carrozzone poi Europa e Padania dovranno aprire il portafoglio
    Non essere così pessimista.
    Non credo proprio sia finita.
    Hanno solo messo l'ennesima toppa.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  7. #2557
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    Predefinito Re: La guerra delle monete

    Negli ultimi anni, la tendenza era di contrarre debiti su un periodo sempre pù lungo. Ora, siccome la BCE è pronta ad acquistare il debito a breve scadenza (non più di tre anni) scatterà la drastica diminuzione della "durata di vita" media del debito.
    Circa il perchè dei 3 anni è spiegato molto bene nell'articolo da me linkato, è solo perchè Draghi vuole ricomprarsi i titoli merda delle banche per foraggiarle, vero ed unico scopo del tutto. Ma l'operazione è molto meno importante di quanto sembri, perchè per ora almeno molto limitata nei numeri.


    Secondo la stampa, Draghi ha superato il confine fra la politica monetaria e la politica fiscale e ha assunto un ruolo che dovrebbe spettare invece a organi democraticamente eletti.
    E' quanto ho scritto pochi giorni fa e sempre sostenuto.
    Il potere dei tecnocrati e dei banchieri.

    I Governi di Madrid e di Roma dovrebbero subire l'onta di chiedere aiuto a Bruxelles per beneficiare del sostegno della BCE.
    Non so Madrid, ma per quanto ci ruguarda, già ieri su sky quel maledetto perdofilo che risponde al nome di Prodi, candidato unico al posto del Napuli, sosteneva la necessità e ha fatto quindi passare come cosa necessaria per il nostro bene, l'accettazione degli ovvi controlli, troika in primis, necessari a far rispettare le necessarie politiche di veri lacrime e sangue relative. E per inciso tra le righe ha già posto le condizioni per un Satana bis, sistematicamente negato (e quindi confermato) oggi da Satana in persona. Così come Grilli ha sostenuto che PER ORA non abbiamo bisogno di aiuti.
    Lo spread è sceso.
    Ovvio, per risalire occorre prima che scenda. Ed il PER ORA sarà cancellato.
    Ma che prima che l'Euro crolli (perchè crollerà!) le provassero tutte e ci succhiassero sino all'ultima goccia di sangue, già si sapeva.
    Infatti TUTTE le misure prese da Satana e dal suo chierichetto lanciafiamme hanno un unico obiettivo: distruggere l'economia e spillare tutto il possibile.

    Dunque, una prima conclusione è che questa mossa non è destinata a contrastare la recessione che oramai sta toccando l'intera Eurolandia,
    E questa ne è una conferma.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  8. #2558
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    Predefinito Re: La guerra delle monete

    Anche la Lombardia si prepara al crollo dell’euro

    10 settembre 2012 | Autore Redazione
    Dal blog di Giovanni Lollo * Link

    Ormai è un fatto incontestabile: coloro che hanno basato la loro carriera sulla scommessa dell’euro sono letteralmente alla disperazione.

    Fanno di tutto per infondere sicurezza nei mercati, quando anche il minimo “battito di ali” di una farfalla, fa saltare equilibri che sembravano acquisiti, ogni solenne dichiarazione viene puntualmente smentita nel giro di massimo 24 ore e il frenetico ritmo di incontri che il nostro dipendente a capo del governo sta organizzando è utile soltanto a riempire i titoli dei giornali, dato che parlare delle reali condizioni economiche del paese, sarebbe troppo deprimente. L’ultima trovata è stata quella di incontrare anche il papa, nella speranza che almeno lui lo ascolti…
    Nel frattempo, chi ha la sensazione chiara di come sta andando realmente l’economia, si prepara all’inevitabile crollo dell’euro, studiando la possibilità di introdurre forme di moneta complementare (clicca qui) indispensabili a risollevare le aziende dalla crisi e propedeutica al passaggio epocale di cambio monetario che seguirà il disastro dell’euro. Diverse amminstrazioni locali, tra cui la Regione Lombardia, stano valutando attentamente i vari esperimenti condotti in Italia e all’estero per non trovarsi impreparata agli eventi futuri (clicca qui per approfondire).
    Torniamo Sovrani dell’emissione Monetaria!

    Anche la Lombardia si prepara al crollo dell’euro | STAMPA LIBERA


    LEGHISMI (?)/ Una moneta "lombarda" contro il fallimento dell'euro
    Giovanni Passali
    lunedì 27 agosto 2012

    Grazie a una recente intervista al vicegovernatore Gibelli abbiamo avuto una interessante conferma del fatto che la Regione Lombardia si sta preparando all'introduzione di una moneta complementare sul proprio territorio. In quell'articolo, sicuramente per esigenze di sintesi, si accenna solo alle peculiarità della moneta complementare. Cerchiamo quindi di essere qui un attimo più precisi.
    Il concetto fondamentale è stato espresso con chiarezza dallo stesso Gibelli: mentre gli euro costano, le monete complementari non costano quasi nulla. Per essere precisi, gli euro costano euro, ma chi riceve euro, per legge, non ha il potere di creare nuovi euro, quindi non è in grado di restituirli. Può recuperare più euro dalla sua attività economica, ma sempre da soggetti che per legge non possono creare euro. Questo vuol dire che il debito finanziario di tutto il sistema economico nei confronti del sistema bancario è impagabile per mancanza di euro. L'unico modo per poter far andare avanti un sistema così mal concepito è la continua crescita del debito. Il risultato di tutto questo lo abbiamo sotto gli occhi, con l'attuale crisi.
    In questo sistema perverso, si continuano a stampare euro per tentare di non far fallire banche e stati: ma tali euro vengono distribuiti col solito vincolo, cioè a debito. Grecia e Spagna continuano a ricevere sostegno dalla Bce, ma il debito continua a crescere. L'Italia finora non ha ricevuto aiuti diretti, ma, nonostante gli sforzi del tecnico Monti, il debito continua a crescere.
    In questa dinamica, il sistema bancario tenta di difendere i propri interessi e quelli dei risparmiatori, ma questo vuol dire, in un frangente in cui l'economia reale soffre tanto, spostare denaro verso i mercati finanziari, anche finanziando di meno l'economia reale. E questo provoca una oggettiva situazione di rarefazione monetaria. Da qui si ha il crollo dei consumi e degli investimenti.
    Le moneta complementare interviene proprio a questo livello. Sia perché non costa debito, ma solo il costo di produzione (carta e inchiostro; ma se si contabilizza elettronicamente allora nemmeno quello); sia perché viene inserita nel tessuto economico, direttamente in mano agli utilizzatori (consumatori e commercianti), senza intermediari bancari e senza costi di intermediazione, in un contesto in cui manca moneta (ufficiale, cioè mancano euro) e occorre trovare un sistema che permetta comunque gli scambi commerciali.
    Non si tratta qui di fare della facile demagogia contro le banche. Bisogna affermare invece con chiarezza due elementi fondamentali: il primo è che una qualsiasi banca, con le attuali regole, non ha la possibilità di comportarsi molto differentemente da quello che fanno oggi la maggior parte delle banche; secondo, il costo del denaro diviene un costo insostenibile in un periodo di recessione economica. Anzi, la pretesa di certi rendimenti finanziari può far diventare depressione quella che ora è recessione. I segnali già si vedono e sono preoccupanti. La recente caduta del 21% delle immatricolazioni di nuove auto è un segnale di grandissima gravità, soprattutto perché non si vedono all'orizzonte azioni di governo o monetarie in grado di cambiare questo trend.

    Ben vengano quindi le iniziative di istituzione di circuiti di monete complementari. Il coinvolgimento delle istituzioni locali è di fondamentale importanza, soprattutto nel momento in cui tali istituzioni diventeranno parte attiva di tali circuiti, accettando tali monete complementari come forme di sconto su una qualche tassa (per esempio), e utilizzando le stesse nel pagare i propri fornitori, sempre come forma di sconto (per esempio). I fornitori stessi non avranno molte difficoltà nell'accettare tali buoni sconto, poiché potranno riutilizzarli (cioè rispenderli) in un territorio nel quale tutti sapranno che tali buoni sconto vengono accettati dalla Regione Lombardia.
    Questo riguarda una tipologia di moneti complementari, quella distribuita gratuitamente e utilizzata come buono sconto. Un esempio tra i più diffusi in Italia è il Progetto Scec, nato a Napoli; un altro è il Movimento Sereno, diffuso nel Veneto. Ma vi è un altro tipo di moneta complementare, quella proposta per esempio dal circuito Sardex, presente in Sardegna, che invece è dedicata allo scambio commerciale tra aziende, favorendo lo scambio di crediti, acquisiti vendendo beni e servizi alle altre imprese presenti nel circuito. Tale modello deriva dal Wir, un circuito presente in Svizzera da quasi ottanta anni.
    Tutte queste tipologie di Monete Complementari hanno comunque lo stesso identico obiettivo: favorire lo scambio commerciale laddove in questo momento la moneta Euro sta fallendo perché assente. Vengono in mente le parole di Péguy, scritte circa cento anni fa: “...mai si era visto tanto denaro scorrere verso il piacere, e il denaro rifiutarsi fino a tal punto al lavoro”.
    Ora viene invece da osservare che mai, in Italia, si è visto tanto fermento di gente semplice, che si prepara e prepara la società tutta ad un cambiamento epocale. Se pure le istituzioni locali collaborano, c'è da essere ottimisti.



    LEGHISMI (?)/ Una moneta "lombarda" contro il fallimento dell'euro


    La liquidità diminuisce e la Moneta Complementare cresce: le principali iniziative italiane

    febbraio 22, 2012

    La Moneta Complementare non è più un tabù ormai e anzi si diffonde sempre più rapidamente grazie alla sua funzione “anti-crisi” che garantisce un risparmio di cassa e di risorse liquide e, al contempo, uno sviluppo economico sostenibile slegato da logiche finanziarie quali l’indebitamento finanziario e i relativi interessi sul debito.
    Ma a che punto siamo in Italia? Facciamo un’analisi, in ordine cronologico, delle realtà attive sviluppate o in fase sperimentale:
    • EuroBexB: la società BexB, nata nel 2001 a Brescia, presenta al mercato industriale e commerciale italiano il Corporate Barter (o compensazione multilaterale), realtà ampiamente sviluppata negli Stati Uniti (dove copre il 2% del PIL) e in Svizzera (con Wir Bank). All’interno del Network le aziende associate (oggi oltre 2200) acquistano beni e servizi senza pagare in moneta tradizionale (o solo in parte con moneta tradizionale), ma pagando con nuove vendite alle imprese del circuito.. un vero e proprio baratto evoluto poiché lo scambio è diventato multilaterale! Tutto ciò è possibile grazie alla gestione di un sistema di crediti e debiti commerciali (a tasso zero, essendo non bancari) in EuroBexB: una vera e propria unità di conto che regola gli scambi in compensazione multilaterale. Tale sistema permette alle aziende di risparmiare liquidità e costi di finanziamento, ma anche di aumentare le proprie vendite. E’ importante valutare anche il positivo impatto sul mercato circostante: i costi risparmiati dalle imprese possono trasformarsi, ad esempio, in investimenti di ricerca e sviluppo o nell’assunzione di nuove risorse umane. [www.bexb.it]
    • SCEC: nata a Napoli nel 2007 la moneta SCEC (Solidarietà che Cammina) è rivolta principalmente al commercio locale e oggi si sta diffondendo anche su scala nazionale sotto il coordinamento di ArcipelagoSCEC. La Moneta SCEC funge da buono sconto utilizzabile presso i commercianti aderenti per una percentuale sul prezzo che può variare dal 5 al 30. Per ottenere gli SCEC è necessario iscriversi all’associazione versando un contributo libero dato che l’iniziativa non ha scopo di lucro e si autosostiene. La moneta complementare SCEC è senza dubbio un’iniziativa di notevole impatto sociale e di forte sostegno all’economia locale considerando che in questo momento nei portafogli dei consumatori si vedono sempre meno Euro! [www.scecservice.org/wp/]
    • Sardex.net: è il 2009 quando nella splendida Sardegna tre ragazzi intuiscono la potenzialità della Moneta Complementare e sviluppano Sardex la moneta a chilometri zero! Si può definire una moneta locale rivolta appunto al mercato locale e quindi a favore dello sviluppo dell’economia sarda: il successo è arrivato molto rapidamente e la diffusione nell’isola ha raggiunto quota 400 aziende iscritte. Il circuito è basato sul sistema di crediti e debiti commerciali della compensazione multilaterale e il suo scopo è, come evidenziato nel sito Sardex.net, “far si che centinaia di imprese in Sardegna si sostengano reciprocamente a tasso zero”. Se il modello funziona nell’isola sarda allora perché non replicarlo nell’altra grande isola italiana? Dopo l’esperienza di Sardex si prevede la nascita di un circuito gemello nell’isola sicula: anche la Sicilia avrà la sua Sicanex! [www.sardex.net]
    • Banca del tempo: ne parliamo pur non trattandosi di una vera e propria moneta complementare. Le BdT sono associazioni basate sullo scambio gratuito di tempo in cui ogni socio mette a disposizione le proprie competenze e abilità, ovviamente misurate in ore lavoro.
    • Monete locali: recentemente stiamo assistendo a diverse iniziative sviluppate da alcune amministrazioni o associazioni locali. A Pisa è stata ideata, da parte dell’associazione culturale “La colonna di Traiano”, una banconota che ha il valore di un’ora di lavoro, cioè 7 Euro e 50 centesimi, per consentire alle persone di scambiarsi beni e servizi; a Varese è stata proposta la valuta locale “Bosino” per rilanciare l’economia dell’Insubria; a Torino la giunta comunale sembra sia propensa all’erogazione della moneta Taurino direttamente da parte delle banche cittadine.
    Continueremo a seguire tutte le iniziative di Monete Complementari nel mondo prestando particolare attenzione a quelle Made in Italy anche grazie alle vostre segnalazioni!

    La liquidità diminuisce e la Moneta Complementare cresce: le principali iniziative italiane « Moneta Complementare
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  9. #2559
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    Predefinito Re: La guerra delle monete

    Ma no..por favor....
    l'euro rimarra' ad libitum.
    E' lo strumento di tortura per popoli e paesi
    Possiamo concludere che tutto il peggio che succede in Italia e' dovuto alle elites comuniste ed al vaticano?
    Stupri, attentati, invasione, fallimenti, disoccupazione, emergenza sociale, denatalita',violenza verbale , suicidi, omicidi....

  10. #2560
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    Predefinito Re: La guerra delle monete

    Un sunto tratto da RPL con Ortelli che intervista Massimo Lodi Rizzini

    Alla fiera del levante Vendola ha elogiato Monti quasi come casini e fini, non esiste quindi neppure una sinistra estrema.
    Gli stessi sindacati italiani, differentemente da quelli britannici che non vogliono piu' la speculazione, mostrano di essere o dei talebani o degli inconpetenti. Questi fanno si che piu' di 1000 persone ogni giorno perdono il lavoro.
    Bisogna opporsi all'oligarchia che ci sta rapinando.
    Non c'e' nessuno che parli contro Monti, gli stessi del gruppo fininvest lo elogiano a dimostrazione che o non ci sono idee o nessuno si vuole prendere la responsabilita' di governare (sinistra in primis).

    Importanti sono le dichiarazioni che Putin ha fatto in occasione del vertice dei 20 paesi del nord est asiatico.
    Dice che i problemi dell'eurozona sono piu' politici che economici.
    Putin di fatto ha una visione tipo Mattei.
    Con i cinesi infatti sta sviluppando le infrastrutture nel nord est con progetti di lunga durata e ad ampie vedute.
    Nei prossini 5 anni investiranno 100 miliardi di euro per fare collegamenti ferroviari. Di fatto invece di buttare soldi per salvare le banche le mettono in investimenti produttivi.
    Era cio' che faceva Mattei 60 anni fa facendo cosi' da volano all'economia.
    Adesso c'e' uno come Passera che dice di chiudere le fabbriche. Ed intanto il Pil cade del 2%.

    In Grecia la troika ha detto che se vogliono i soldini devono tagliare..tagliare e la ripresa non avverra'mai,mentre la gente muore di fame.

    Putin dichiara inoltre che se l'europa va male l'altro mondo e' rappresentato dall' Apec( associazione paesi del pacifico) che contribuisce ad un PIL mondiale del 51%
    Nel proprio far east russo ci sarannouna serie di colossali investimenti con prospettive di crescita, mentre l'europa vuole scaricare la crisi sulla Russia stessa.
    Gli europei stanno giocando al suicidio dato che vogliono multare la Russia per il gas pur dipendendo dalla stessa per la quasi totalita'.
    Putin sta facendo economia reale in un'area dove ci sono 3 miliardi di persone e dove nel 2050 sono previste 800 nuove centrale nucleari, mentre in italia si pensa a 2 pale eoliche.

    Ultima ora:
    In Spagna stanno pensando addiritura di saccheggiare il fondo pensioni per 60 miliardi.
    Possiamo concludere che tutto il peggio che succede in Italia e' dovuto alle elites comuniste ed al vaticano?
    Stupri, attentati, invasione, fallimenti, disoccupazione, emergenza sociale, denatalita',violenza verbale , suicidi, omicidi....

 

 

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