Con The Way Martin Sheen ed Emilio Estévez raccontano il loro Camino
Santiago de Compostela è ancora sotto i riflettori spagnoli, dopo la visita di Benedetto XVI. Questa sera ospiterà la prima nazionale di The Way, il film che Emilio Estévez ha scritto e diretto e che suo padre Martin Sheen ha interpretato sul Camino de Santiago. "E' la mia lettera d'amore alla Galizia e alla Spagna" ha detto Emilio, orgogliosissimo delle radici galiziane della sua famiglia, non per niente è l'unico degli Estévez ad aver mantenuto il cognome spagnolo e a non essere passato a quello che suo padre Ramon Estévez, diventato in arte Martin Sheen, ha reso famoso. La famosa dinastia hollywoodiana ha in realtà origini a poche decine di km da Santiago de Compostela, a Salceda de Caselas, in provincia di Pontevedra; da lì è partito Francisco Estévez, il padre di Martin Sheen, per cercare fortuna prima a Cuba e quindi nell'Ohio, dove ha sposato l'irlandese Mary Anne Phelan e ha avuto dieci figli.
A Santiago sono arrivati sia Martin che Emilio, che oggi hanno incontrato i media spagnoli. Hanno girato The way lo scorso autunno, lungo il Cammino Francese, dai Pirenei fino alla Galizia. La storia narrata dal film è quella di Tom Avery, un prestigioso oftalmologo vedovo che vive in California e che un giorno riceve una telefonata dall'Europa, che gli comunica che il figlio Daniel è morto in Spagna, all'inizio del Camino de Santiago. Tom vola in Europa e decide, come ultimo omaggio al figlio, di percorrere il Cammino, portando con sé le sue ceneri. Lungo il percorso verso Santiago incontrerà altri pellegrini, con le loro storie, e scoprirà cose sconosciute non solo di suo figlio, ma anche di se stesso.
"Il Camino può sembrare un'esperienza fisica, ma finisce con il diventare un qualcosa di molto spirituale" assicura Martin Sheen, che era già stato pellegrino lungo il Cammino alcuni anni prima di girare il film. Il messaggio che The way vuole dare ai telespettatori, dice, è che "uno può anche fare da solo il Camino, ma si rende poi conto che ha bisogno della comunità".
Chi risulta davvero innamorato del significato del Camino per la Spagna e per la Cristianità, è Emilio Estévez, che ha fortissimamente voluto questo film e che interpreta Daniel, il figlio del protagonista, che, con la sua morte, mette in moto tutto il processo spirituale del padre. E' stato lui a scrivere la sceneggiatura, ispirandosi ad alcuni racconti del giornalista Jack Hitt raccolti in Off the road. E' stato lui a volere che gli spettatori possano arrivare non solo "al senso spirituale del Camino, ma anche alla gastronomia, ai paesaggi, ai pellegrini, a tutto quello che da millenni si muove intorno a questa strada". E' stato lui ad ottenere l'impensabile, "il miracolo", dice: il permesso di girare alcune scene del film nella Cattedrale di Santiago, con il butafumeiro che corre da una parte all'altra della navata, e, addirittura, nella cripta in cui riposano i resti dell'Apostolo. "Non volevo fare un film che arrivi al pubblico internazionale raccontandogli il Camino, ma il mio desiderio era che fosse accolto bene anche dagli spagnoli. Non ho scritto la sceneggiatura solo come cineasta, ma anche come spagnolo e gallego, nel mio cuore e nella mia anima". Emilio sostiene di conservare abitudini molto spagnole nella sua fattoria californiana e di sentirsi spesso guidato dallo spirito del nonno.
The way esce in Spagna in queste ultime settimane del Xacobeo 2010, approfittando dell'eco lasciata dalla visita del Papa a Santiago de Compostela: sarà in 150 cinema dal 19 novembre.
Martin Sheen rueda 'The Way' en Santiago de Compostela - RTVE.es
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