Nove milioni di spettatori, qualcuno parla "nuova televisione" post-berlusconiana, facili attacchi alla Chiesa cattolica sulla bioetica, e ovviamente la politica: l'uomo delle liberalizzazioni sotto il governo Prodi (Bersani), la 'nuova sinistra' (Vendola) e la 'nuova destra' (Fini) infine l'attacco diretto alla Lega - associata alla 'ndrangheta - di Saviano (Maroni rimasto, ed a ragione, di sasso).
Ma seppur lungi dal preoccuparci del calo di ascolti del 'Grande fratello' - anzi tutto il contrario - l'impressione è quella di un ritorno in auge della sinistra più nauseabonda che recita ancora un volta la stessa solfa lungo il solito copione, e fa impunemente politica attraverso un servizio pubblico, oltretutto sfacciatamente in barba di "pluralismo & parcondicio" - Santoro con i monologhi di Travaglio o il pubblico di Ballarò già erano ben poco credibili, ma tant'è... - con la Rai che nega il diritto di replica ad un Maroni ministro di un Interno da cifre record nella lotta alla mafia e che preferisce di gran lunga celebrare uno scrittore che con la letteratura antimafia si è indubbiamente arricchito (senza contare che non è stato dato alcuno spazio nemmeno a chi ha una sensibilità differente da quella di Beppino Englaro...).
Insomma, il ribaltone è pronto, i megafoni della propaganda già ci assillano.
Comunque, se la scelta è tra 'Grande fretello' e Fazio, tanto vale spegnere la televisione.
carlomartello




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iaociao: :see:


