
Originariamente Scritto da
tipo destro
di siti che dicono che i Savoia (anzi i Sa-Boia come li hanno soprannominati) abbiano depredato il Meridione ce ne sono a bizzeffe,però si scordano di citare tutti i dati.
Faccio un esempio. L'economia borbonica,sebbene apparisse florida,non la era. Le industrie,ad esempio, erano attive solo (o almeno in buona parte) grazie ai dazi che erano del 100%. In pratica,quando un prodotto forestiero giungeva ai confini del Reame,metà veniva sequestrato ed il prezzo doveva così raddoppiare. Quando il Meridione venne unito al resto d'Italia il regime protezionista venne sostituito dal liberismo,facendo crollare le industrie del sud,che non erano pronte ad un simile passaggio.
Passando poi ai primati tecnologici,posso dirti la situazione ferroviaria (credo sia la terza volta che espondo questi dati ma ripetere giova)

l Reame fu il primo ad avere una ferrovia,è vero,ma nel 1860 questa ferrovia contava appena 100 chilometri. Per fare dei confronti,basti pensare che il Piemonte aveva oltre 900 chilometri di ferrovie,la Lombardia ne aveva 500,la Toscana 250.
C'è poi il discorso dei bilanci,che viene spesso usato come motivo per ritenere che il Meridione fosse prospero. In effetti nel 1860 le casse piemontesi erano vuote mentre quelle del regno borbonico erano piene. Ma questo è comprensibile:nel Piemonte quei soldi erano stati usati per costruire strade,ferrovie,scuole e per pagare le guerre d'unificazione. Il Reame invece tendeva a tesaurizzare tutto il denaro non usandolo per opere di pubblica utilità.
Naturalmente cito la fonte di questi dati,ossiala "Storia d'Italia" di Indro Montanelli.