LA PADANIZZAZIONE DI DUE SUPERBANCHE
Con due Regioni Bossi padanizza le grandi banche
La padanizzazione delle superbanche di GIULIANO ZULIN
Se la Lega prende Veneto e Piemonte potrà "padanizzare" le grandi banche del Nord. Il derby con il PdL non è solo politico. Con due governatori in casa, Luca Zaia in Veneto e Roberto Cota (...) segue a pagina 7
Con due Regioni Bossi padanizza le grandi banche. II Senatur ha già dalla sua parte numerose Popolari ma con due governatori può influenzare le nomine nelle fondazioni locali, grandi azioniste di Intesa e Unicredit in Piemonte, il Senatur potrà influenzare i poteri fortì. I grandi totem della finanza italiana: Unicredit e Intesa Sanpaolo. Soprattutto la banca di Alessandro Profumo, primo istituto italiano, potrebbe trovarsi tra i suoi azionisti molti leghisti. Tutto passa dalle fondazioni, quegli enti eredi delle vecchie casse di risparmio, che determinano i nomi dei consigli d'amministrazioni dei due colossi finanziari del Nord.
SENATUR IN UNICREDIT
Già adesso la Lega può sfoderare una potente influenza su Cariverona, primo socio di Unicredit con oltre il 5%. Il perché è presto detto. Fra gli oltre trenta consiglieri dell'ente presieduto da Paolo Biasi - che tra l'altro scade a ottobre di quest'anno - ben ventidue devono provenire per statuto dagli enti territoriali. Quattro sono di nomina del sindaco di Verona, cioè del padanissimo Flavio Tosi. La lista non finisce qui. Un altra "carega" sarà decisa dal sindaco di Legnago, Roberto Rettondini, leghista pure lui. Deciderà un nome anche Attilio Schneck, presidente della Provincia di Vicenza in quota Carroccio. Gianvittore Vaccari, senatore e sindaco di Feltro (Belluno), nominerà un altro consigliere ancora. Se poi l’attuale ministro delle Politiche Agricole conquisterà Palazzo Balbi, sicuramente le scelte delle Camere di Commercio di Verona e Vicenza saranno influenzate dal vento leghista. Cosi come il cambio in Regione potrebbe pesare nella doppia scelta che spetta al Rettore dell'Università di Vero- na. In pratica quasi metà degli uomini che occupano la stanza dei bottoni di Cariverona potrebbero essere leghisti o amici di leghisti. Dal Veneto al Piemonte, dove la Cassa di Risparmio di Torino governata da Fabrizio Palenzona meglio conosciuta come fondazione Crt - ha quasi il 3,7% di Unicredit. Qua dodici su 22 consiglieri "sono espressione del territorio di riferimento": uno deve uscire da una tema di nomi preparati dalla leghista Gianna Gancia, presidente della provincia di Cuneo, molto vicina a Roberto Calderoli. Un altro deve essere espressione del numero uno della provincia di Biella, l'onorevole padano Roberto Simonetti. E poi spetterà direttamente alla Regione - quindi eventualmente a Cota - un altro consigliere. Gli "eletti" poi continuano con le nomine ad opera della Camera di Commercio di Torino e dell'unione piemontese delle Camere di Commercio. Anche qui vale lo stesso discorso del Veneto: quando cambia il presidente della Regione, i poteri locali si adeguano al mutamento d'aria. Tirando le somme, Bossi potrebbe dire la sua su quasi F8% di Unicredit. Tirando all'estremo le conseguenze il Senatur sarebbe primo azionista di piazza Cordusio. Un paradosso giornalistico, ma dal grande peso politico-eco. nemico.
INTESA DIFFICILE
Ma se il Carroccio potrà parcheggiare davanti all'Unicredit, sarà più difficile entrare nelle stanze di Intesa Sanpaolo. I padani devono sperare in qualche favore da parte degli alleati delPdLper conquistare delle poltrone nella Cariparo, ovvero la Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, azionista con il 4,18% della banca di Giovanni Bazoli: tré sono di nomina della Camera di Commercio di Padova e due del presidente della provincia di Padova. Sarà difficile, ma nel "Cencelli" degli equilibri politici post Galan, qualche posto potreb be andare a un leghista. Qualche speranza in più per i bossiani nella Compagnia Sanpaolo, potentissimo azionista di Intesa con il 7,684%: là c'è un consigliere di nomina della Regione Piemonte, due della Camera di Commercio di Torino, uno della Camera di Commercio di Milano e uno dell'unione piemontese delle Camere di Commercio.
PARTITO POPOLARE
Per Bossi la partita finanziaria è fondamentale. Dalla parte sua anche grazie al lavoro di Giancarlo Giorgettì - ha già i dipendenti e il nuovo entourage della Popolare di Milano, capitanato da
Massimo Ponzellini. Anche al Banco Popolare riscontra numerose simpatìe. Per non parlare del mondo cooperativo, vicino ai sempre più numerosi sindaci leghisti. Se Bossi prenderà due regioni (con un vice governatore anche in Lombardia) potrà dunque ricreare quel meccanismo partito-banca-famiglia che ha permesso alla De di dominare il Nord per mezzo secolo.
Libero 07/01/10
Data Rassegna: 07/01/10 08.09
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