Mentre a Roma Berlusconi regge l’anima coi denti, a Venezia si consuma quella rottura dell’asse Lega-Pdl tanto temuta dal premier. È Luca Zaia, uomo di ferro di Bossi nel Nordest, a rompere gli indugi e far barcollare il governo della Regione di centrodestra.
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Il governatore, in pratica, si appella alle opposizioni perché lo salvino dai suoi alleati. Che però non usano il fioretto. Non può passare inosservato il gesto di Chisso, che ha strappato la lettera del suo presidente. Oppure la reazione di Massimo Giorgetti, che si occupa di lavori pubblici, ma anche della sicurezza, uno degli argomenti che Zaia, in campagna elettorale, ha battuto più forte: “Il mio budget era di 70 milioni e scenderà a 35. Di questi 33 sono vincolati dal piano triennale dell’Ater. Col resto cosa ci faccio?”, ha detto Giorgetti che vede andare in fumo il progetto della scuola regionale di sicurezza, altro argomento chiave quando si trattava di raccogliere voti.
Il Fatto Quotidiano




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