Rif: Universitari , ma perchè protestate ?
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Giò91
La laurea non ti garantisce il lavoro. Senza la laurea è ancora peggio.
Io mi sono diplomato come perito chimico e poi mi sono laureato in scienze internazionali. Adesso faccio un lavoro per cui serve la terza media (e pagato come tale), mentre se mi fossi fermato al diploma superiore adesso farei l'analista di laboratorio e porterei a casa molti più soldi stando seduto tutto il giorno.
Veramente senza la laurea è peggio? Io vedo il mio caso e quello di molte persone: la laurea, se scelta male e se non fatta in modo particolarmente brillante, diventa una terribile palla al piede. Ascolta uno stupido che c'è passato.
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Imperium
Io mi sono diplomato come perito chimico e poi mi sono laureato in scienze internazionali. Adesso faccio un lavoro per cui serve la terza media (e pagato come tale)
Ma perché, con le tue opinioni politiche chi accidenti ti dovrebbe dare incarichi di rilievo (o anche non di rilievo) accollandosi un elemento ostile?
Rif: Universitari , ma perchè protestate ?
Mi dispiace Gio91 , ma non sono d'accordo!
Ci saranno certo scuole private che, dell'eccellenza, fanno la loro forza; cioè, si sa già che andare lì , vuol dire studiare ed uscire con una preparazione doppia o tripla rispetto alla media .-
Tuttavia , la stragrande maggioranza delle scuole private , sono "diplomifici" dove le famiglie ricche mandano le loro "teste di C@@o a diplomarsi e poi a laurearsi!
Ho un'esperienza personale con mia nipote, inviata dai genitori ingenui in una scuola privata di Lecco ad euro 700 al mese "per costruirsi una cultura superiore " .
Ma la sorpresa fu che i ragazzi , tutti di famiglia ricca , non studiavano e quasi non frequentavano ma superavano gli anni "per magia".
Alla fine diploma per loro , comprato per "la modica somma" di 35.000 euro in cinque anni ; contenti loro , contenta la scuola !
Ecco cosa sono spesso le scuole private !
Io sarei drastico : scuole private o no , a fine anno , ogni anno, invierei un test di 60 domande dal ministero, che gli studenti devono superare per essere promossi.
Con questo sistema si bloccherebbe la facile via degli asini al diploma e laurea senza sforzo.
Questo in prima battuta ; ( e quindi nuovi operai per le nostre fabbriche in sostituzione degli immigrati) )
Ma il meglio verrebbe fuori dal costatare , di conseguenza, la totale incapacità degli insegnanti e dei presidi di insegnare e gestire le scuole .
Gli insegnanti "che non insegnano" verrebbero inviati ad un corso di preparazione statale e il suo posto verrebbe preso da persone capaci di insegnare che hanno superato la selezione .
Se l'insegnante di ruolo riesce a rimettersi al par, i bene , in caso contrario a casa a fare altro , perfino l'operaio laureato .
Spazio al merito e alle capacità e fine del sistema sinistroide dove tutti hanno il diritto a tutto ma senza doveri di sorta .
Oltre a questo, doterei l'insegnante della qualifica di pubblico ufficiale per allontanare per sempre i bulli e disturbatori dalle scuole .
la scuola diverrebbe un tempio del sapere dove non c'è spazio per chi non vuole studiare .
Una nazione, in pratica , che si basa sul merito , dove va avanti chi studia e ha le capacità.
Chi non ha le capacità per andare avanti negli studi avrà altri mille modi per sistemarsi "più in basso" e senza drammi !
Ma è un sogno una nazione cosi; il sogno di stanotte!
E vai raccomandato , vai , il futuro e tuo !
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Giò91
No, ma sinceramente il luogo comune "private = diplomifici" è una stronzata che non trova riscontro nella realtà.
Come ho scritto anche sul Nazionale, a Milano le scuole migliori sono private paritarie e non pubbliche. Basterebbe che lo Stato desse i fondi non a cazzo di cane e a tutti indistintamente ma solo a scuole private paritarie di un certo livello e non a quelle che de facto sono diplomifici.
Poi, io capisco perfettamente che un conto è la realtà delle grandi città come Milano o Roma o Torino e un'altra è la realtà di centri abitati più piccoli. Però, ripeto, se si applicasse un criterio meritocratico sarebbe solo meglio e il problema neanche si porrebbe.
Non dico che tutte le private siano diplomifici ma tante ci marciano , è un business parassitario , più gente diplomo alla carlona e più studenti avrò e probabilemente più fondi governativi.
Comunque il mio truffa era riferito soprattutto all'aspetto fiscale.
Se tu Stato mi tassi e poi con quelle tasse invece di migliorare la scuola pubblica che è la scuola per default , in cui tutti vanno a meno di scelte diverse , mi vai a finanziare la scuola privata , che è di pochi anzi pochissimi allora è una truffa.
Per non parlare delle bustarelle e altri inghippi , i fondi alle private , molte appartenenti alla Chiesa , non sono per "diritto" ma in deroga , decide il governo a chi dare e a chi no , è un sistema che mi garantisce poca trasparenza.
Il metodo migliore sarebbe mettere le private e le pubbliche in competizione onesta , non finanziare nessuna delle due ma dare un buono-scuola alle famiglie , tarato su reddito , storia scolastica e condotta dello studente (se ne può parlare comunque....) e poi le famiglie decidono dove mandare i propri figli.
In questo modo le tasse pagate dai cittadini tornerebbero indietro concretamente.
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Giò91
No, ma sinceramente il luogo comune "private = diplomifici" è una stronzata che non trova riscontro nella realtà.
Come ho scritto anche sul Nazionale, a Milano le scuole migliori sono private paritarie e non pubbliche. Basterebbe che lo Stato desse i fondi non a cazzo di cane e a tutti indistintamente ma solo a scuole private paritarie di un certo livello e non a quelle che de facto sono diplomifici.
Poi, io capisco perfettamente che un conto è la realtà delle grandi città come Milano o Roma o Torino e un'altra è la realtà di centri abitati più piccoli. Però, ripeto, se si applicasse un criterio meritocratico sarebbe solo meglio e il problema neanche si porrebbe.
Sì, ma non vedo perché si dovrebbero favorire le une a scapito delle altre. Avresti ragione se avessero dati ulteriori fondi sia all'istruzione pubblica che a quella privata, ma così non ha senso.
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Rasputin
Su Mediaset passa ogni tre per due la pubblicità dell'università privata "Nicolò Cusani".
Qui a Torino invece tagliano posti letto, borse di studio per i meno abbienti e riducono alla fame facoltà come Fisica, Chimica oltre alle "umanistiche" che disprezzate.
Poi non chiedetevi come mai gli studenti votano sinistra e alle vostre manifestazioni ci sono solo sottoproletari esasperati e/o figli di conti fascisti.
uno dei miei migliori amici, ricercatore universitario da sempre cattolico di sinistra anti berlusconiano convinto , mi ha confidato che per lui l'unica cosa buona dell'attuale governo è la riforma Gelmini
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Imperium
Il discorso sull'università italiana è lungo e sinceramente ho il vomito al sol pensiero, dallo strapotere dei baroni, alle facoltà inutili, passando per lo sciagurato 3+2...
Mi limiterò a dire quanto segue: decine di migliaia di studenti e laureati negli ultimi 5-6 anni non hanno (o non avranno) la benchè minima possibilità di trovare una occupazione adatta non solo ai loro studi universitari ma anche ai loro studi superiori. Con questo mi riferisco a tutti quelli che faranno per anni stage non retribuiti, quelli a cui toccherà andare a fare il manovale o l'operaio per riuscire a portare a casa almeno 1000 euro/mese, quelli che faranno ancora un pò i lazzaroni a casa da mammà e papà, quelli che lavoreranno al macdonald, quelli nei call center a 800 euro al mese, quelli che faranno gli impiegati con i contratti a progetto ecc. ecc.
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Imperium
Io mi sono diplomato come perito chimico e poi mi sono laureato in scienze internazionali. Adesso faccio un lavoro per cui serve la terza media (e pagato come tale), mentre se mi fossi fermato al diploma superiore adesso farei l'analista di laboratorio e porterei a casa molti più soldi stando seduto tutto il giorno. Veramente senza la laurea è peggio? Io vedo il mio caso e quello di molte persone: la laurea, se scelta male e se non fatta in modo particolarmente brillante, diventa una terribile palla al piede. Ascolta uno stupido che c'è passato.
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Imperium
Ma stiamo parlando di lauree o di banane? Se uno è portato per frequentare ingegneria farà quello, se uno non è portato per quel tipo di studi farà altro. Certo, uno che si laureerà in lettere avrà infinitamente meno possibilità di uno che si laureerà in ingegneria ma questo non è colpa dello stato perchè non offre occupazione, in realtà è colpa dello stato perchè non ha imposto numeri limitati alla frequentazione dei corsi di laurea e non ha dissuaso abbastanza i ragazzi dal frequentare simili università.
Concordo con ciò che dice Imperium. Valutando le prospettive - e le vicende personali - ho preferito ritirarmi dall'Università e cercare un lavoro. Qualora il tempo libero, il lavoro, etc. lo consentano, riprenderò più avanti. Sono sempre più convinto che l'Università vada fatta cercandosi prima l'occupazione. Amenochè non si stia facendo giursprudenza o economia, o si sia bravissimi nello studio.
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amerigodumini
Ci fidiamo della tua parola.
Intendevo dire che spesso dietro a ''ricercatore confermato'' ci sono professori a tutti gli effetti (titolari di una cattedra loro, con assistenti, presenti in commissione nelle commissioni dei dottorati e con tutoraggio dei dottorandi stessi etc etc) che, non essendo abbastanza soldi, vanno a finire sotto quella denominazione per pagarli di meno. Poi ovviamente parlo per esperienza personale, non dubito che in altri lidi quei posti siano occupati da cazzeggiatori indefessi.
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Imperium
Ma stiamo parlando di lauree o di banane? Se uno è portato per frequentare ingegneria farà quello, se uno non è portato per quel tipo di studi farà altro.
Certo, uno che si laureerà in lettere avrà infinitamente meno possibilità di uno che si laureerà in ingegneria ma questo non è colpa dello stato perchè non offre occupazione, in realtà è colpa dello stato perchè non ha imposto numeri limitati alla frequentazione dei corsi di laurea e non ha dissuaso abbastanza i ragazzi dal frequentare simili università.
Guarda io frequento una laurea umanistica, sia per passione sia perché mi piacerebbe continuare in quell'ambito, ma onestamente non mi aspetto niente, se non riuscirò a raggiungere il mio obbiettivo sarà unicamente a causa mia. Se uno sceglie di andare in università per ''lavorare'' dovrebbe sapere prima su quali facoltà puntare.
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Giò91
Basterebbe che lo Stato desse i fondi non a cazzo di cane e a tutti indistintamente ma solo a scuole private paritarie di un certo livello e non a quelle che de facto sono diplomifici.
E ma gio il problema è proprio questo, che si può estendere anche al discorso delle università, i soldi in Italia raramente vengono dati su base meritocratica, e finiscono quasi sempre là dove ci sono agganci politici.