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  1. #1
    ex unalei
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    Predefinito Difendiamo l'Università dalla demagogia

    Poiche' le TV " asservite " al Presidente del governo e a quel che resta della maggioranza , stanno illustrandoci rigorosamente ' a senso unico " quanto succede in merito al decreto Gelmini , ecco che si rende necessario rivolgersi alle fonti 'alternative' per portare a conoscenza quanto segue :

    ****

    E’ troppo tempo che l’Università italiana ha bisogno di una cura incisiva ed efficace.

    È troppo tempo che il mondo accademico aspetta una riforma capace di restituirgli il prestigio perduto.

    È troppo tempo che gli studenti italiani bravi e meritevoli non hanno più la possibilità di frequentare istituzioni universitarie competitive rispetto al resto dell’Europa e del mondo.

    Pertanto i sottoscritti docenti universitari intendono ribadire il loro generale apprezzamento per il disegno di legge sull’Università in discussione in queste ore alla Camera.

    Per più di un motivo:

    - perché riorganizza e moralizza gli organi di governo degli atenei;

    - perché limita la frantumazione delle sedi universitarie, dei corsi di laurea e dei dipartimenti;

    - perché introduce norme più efficaci e razionali per il reclutamento dei docenti;

    - perché stabilisce regole certe e trasparenti per disciplinare i casi di disavanzo finanziario e di mala gestione;

    - perché fissa dei criteri di valutazione per le singole sedi universitarie e per i singoli professori;


    questo provvedimento rappresenta un passo nella direzione giusta per cercare di far uscire l’Università italiana dallo stato di grave prostrazione in cui essa si trova.


    Tutto è sempre migliorabile; anche questo disegno di legge lo è.

    Ma non ci sembra né logico né onesto invocare la diminuzione dei finanziamenti all’intero comparto dell’istruzione, provocati dalla difficile situazione finanziaria del Paese, come una buona ragione per respingere il provvedimento.

    Tanto più adesso che il governo sembra stia trovando le risorse utili per avviare il necessario processo riformatore.

    Ci sembra, inoltre, intollerabile che, dopo anni e anni di tanto sistematico quanto sterile ostruzionismo, una parte del mondo universitario e del corpo studentesco prepotente nei comportamenti ma modesto nelle dimensioni abbia saputo produrre solo una protesta demagogica fine a se stessa, dando spazio alla violenza di piazza e contribuendo al contempo a lasciare gli Atenei italiani fermi nel loro attuale stato di crisi.

    Firme

    I docenti che hanno aderito all'appello:


    NICOLA A. UCCELLA
    ELENA AGA ROSSI
    LEONARDO ALLODI
    CLELIA ALTIERI
    RENZO ALZETTA
    FRANCESCA AMATI
    ANTONIO AMBROSETTI
    CARLO ANDREANI
    LUCA ANSELMI
    PAOLO ARMAROLI
    DEODATO ASSANELLI
    FRANCESCO ASTA
    FRANCESCO ASTONE
    ALBERTO AUDENINO
    MASSIMO AVIAN
    GEREMIA B. BOLLI
    GIACINTO BACIARELLO
    PIERO BAGLIONI
    MAURIZIO BALESTRINO
    GRAZIANO BARBERA
    GIULIANO BARSOTTI
    CLARA BARTOCCI
    SERGIO BELARDINELLI
    CARLO BELLIENI
    ZOURAB BEREJIANI
    PIERALBERTO BERTAZZI
    FABRIZIO BERTI
    GIORGIO BERTON
    GIUSEPPE BERTONI
    CLAUDIO BINICl
    STEFANO BOCCALETTI
    MONICA BOCCHIA
    ROSANGELA BOCCHIO
    GIANFRANCO BOFFA
    CRISTIANO BOITI
    DONATELLA BOLECH CECCHI
    LUCIA BONFRESCHI
    CORRADO BORAGNO
    FLAVIO BOSCACCI
    PATRIZIA BOTTA
    LIVIO BOTTANI
    CARLO BOTTARI
    SALVATORE BOZZARO
    MARIO BRESSAN
    FRANCESCO BRUNO
    MICHELE BUQUICCHIO
    GUIDO BUSCA
    SILVESTRE BUSCEMI
    EZIO BUSSOLETTI
    ERNESTO BUZANO
    CLAUDIO CACCIAMANI
    ERNESTO CAFFO
    GIAN PIETRO CALABRO'
    VIOLA CALABRO'
    FRANCESCO CAMBULI
    ANDREA CAMPERIO CIANI
    LEONARDO CANNAVO'
    EUGENIO CAPOZZI
    IGNAZIO CARABELLESE
    ANGELA CARACCIOLO ARICO'
    ANNA MARIA CARAFA
    LUIGI CARAMIELLO
    BENIAMINO CARAVITA DI TORITTO
    GABRIELLA CARISTI
    GIOVANNI MARIA CARLOMAGNO
    ANNA MARIA CAROLI
    ROSARIO CARUSO
    SALVATORE CASALE
    PATRIZIO CASTELLI
    PAOLO CASTELNUOVO
    GIORGIO CAVICCHION
    GIULIANO CAZZOLA
    CESARE CERRI
    BERNARDINO CHIAIA
    ACHILLE CHIAPPETTI
    ROBERTO CHIARINI
    CLAUDIO CHIOLA
    MASSIMO CIAMBOTTI
    ROBERTO CINGOLANI
    FABIO CINTIOLI
    MARIA LAURA CIOMPI
    MASSIMO CIRILLO
    FRANCESCO CLEMENTI
    LUCA CODIGNOLA
    DINO COFRANCESCO
    DANIELA COLI
    GIUSEPPE COLOMBO
    ANDREA CORVI
    AUGUSTO COSENTINO
    CARLO COSMELLI
    PASQUALE COSTANZO
    PIERO CRAVERI
    ANTONELLO CRISCI
    RENATO CRISTIN
    RAIMONDO CUBEDDU
    NICOLA CUCUZZA
    MARIA PIA CUNICO
    FRANCESCO D'AGOSTINO
    LEONARDO DAMIANI
    VITO DANIELE
    BRUNO DANIELI
    BIAGIO DE GIOVANNI
    LEONARDO DE LEO
    PIETRO DE LEO
    MASSIMO DE LEONARDIS
    PIETRO DE MARCO
    ROBERTO DE MATTEI
    FLAVIA MARIA DE NITT
    FRANCESCO DE NOTARISTEFANI
    GIUSEPPE DE VERGOTTINI
    RICCARDO DEL PUNTA
    GIOVANNI DELOGU
    FILIPPO MARIA DENARO
    ANTONIO DESSANTI
    MARIARITA DESSì
    RICCARDO DESTRO
    GIUSEPPE DI MAIO
    ENNIO DI NOLFO
    EUGENIO DI RIENZO
    MARCO DIANA
    GIORGIO DILLON
    GIANLORENZO DIONIGI
    ANTONIO DONNO
    GIANNI DONNO
    PIETRO DRI
    GIACOMO ELIAS
    MARCO ELLI
    ENRICO FACCO
    MASSIMO FANFANI
    CLAIRE FANNELL
    STEFANO FANTONI
    GIUSEPPE FELLONI
    GIOVANNI FERRARIS
    LUIGI VITTORIO FERRARIS
    RUGGERO FERRO
    ALESSANDRO FINZI
    SILVANO FOCARDI
    FRANCESCO FORTE
    BRUNO FRANCESCO
    MASSIMO FRANCO
    DARIO FRISIO
    TOMMASO EDOARDO FROSINI
    CARLO FUSARO
    STEFANIA FUSCAGNI
    PIA G. CELOZZI BALDELLI
    PIERO GAGLIARDO
    GAETANO GALANTE
    GIORGIO GALANTI
    MICHELE GALEOTTI
    ERNESTO GALLI DELLA LOGGIA
    ATTILIO GARDINI
    ANDREA GATTO
    GIANCARLO GENTA
    CARLO GHISALBERTI
    CRISTINA GIACOMA
    FABIO GIANNONI
    PIA GIARRUSSO
    GIOVANNI GIAVELLI
    NICOLA GIOCOLI
    ALESSANDRO GIORGETTI
    CLAUDIO GIORGI
    GIANLUIGI GIUSSANI
    ALFREDO GORIO
    BRUNO GRANCELLI
    FABIO GRASSI ORSINI
    MAURIZIO GRASSINI
    ROBERTO GRECO
    MAURO GREPPI
    STEFANO GRESTA
    MAURIZIO GRIFFO
    PIETRO GRILLI DI CORTONA
    FRANCESCO GUERRERA
    LUCIANO GUERRIERO
    GUGLIELMO GUGLIELMI
    LAURA GUIDOTTI
    UGO GULINI
    GIORGIO GUIZZETTI
    GIUSEPPE GULLINO
    MARIA LODOVICA GULLINO
    GIULIO IANNELLO
    SEBASTIANO IMPOSA
    ALBERTO INDELICATO
    BRUNA INGRAO
    SERGIO INVERNIZZI
    TOMMASO INVERNIZZI
    BENEDETTO IPPOLITO
    GIORGIO ISRAEL
    GIULIANA IURLANO
    PIETRO JOLI ZORATTINI
    SERGIO LA CHINA
    GIAMPAOLO LADU
    FABIO LAVAGETTO
    CLAUDIO LO STERZO
    GIAN LUIGI LENZI
    GIOVANNI LUCHENA
    SILVIO LUGNANO
    MARCO LUISE
    FRANCESCO MACARIO
    PAOLO MACRY
    TOMMASO MAGGIORE
    MARIO MAGO CLERICI
    LAURA MALECI
    ANNAMARIA MARCARI
    VALERIA MARCENO’
    STEFANO MARGARITORA
    CLERICO MARINA
    FRANCA MARINO
    LUIGI MARZIO BIASUCCI
    SALVATORE MASALA
    ANNALISA MASSERONI ROBINSON
    SANDRO MATTIOLI
    DOMENICO MAUGERI
    MARCO MAZZAMUTO
    PIER GINO MEGALE
    VALERIO MELANDRI
    FELICE MENICACCI
    FERNANDO MEZZETTI
    ALDO ALESSANDRO MOLA
    MAURIZIO MONACI
    ANTONIO MORETTI
    GIACOMO MORPURGO
    JODY MOSS
    GIANCARLO MOVIA
    ARMIDA MUCCI
    LUIGI MUSELLA
    STEFANIA NANNI
    LUIGI NAVAS
    IDA NICOTRA
    ANDREA NOVELLI
    GIUSEPPE O. LONGO
    FRANCESCO OCCHIUTO
    MARIO OLIVARI
    TITO ORLANDI
    GIOVANNI ORSINA
    ANTONIO OSCULATI
    ALDO P. SANTO
    FRANCESCA PADOVESE
    LUCA PALMAS
    FABIO PAMMOLLI
    ANNA PANDOLFI
    GIULIANO PANE
    MARCO PAOLETTI
    PAOLO PAOLUZI
    FEDERICO PAPINESCH
    MASSIMO PARADISO
    LUCILLA PARNETTI
    RENATO PASQUALI
    BIAGIO PECORINO
    ANTONIO PENNISI
    GIUSEPPE PENNISI
    FRANCESCO PERFETTI
    GUIDO PERIN
    ROBERTO PERTICI
    GUIDO PESCOSOLIDO
    GREGORIO PIAIA
    PATRIZIA PIETROGRANDE
    FEDERICO PIGLIONE
    CARLO PINCELLI
    FRANCESCO PIO LUISO
    FRANCO PIRRI
    MICHELE PISANTE
    GIOVANNI PITRUZZELLA
    MAURO PODDA
    NELLO POLESE
    VALERIA POLONIO
    PAOLO POMBENI
    CACARLO POMPEI
    EUGENIO POMPEO
    GIORGIO PRADERIO
    ROBERTO PRETOLANI
    GIGLIOLA PUPPI
    FABIANA QUAGLIA
    PAOLO RANDACCIO
    FRANCO ORESTE RANELLETTI
    MATTEO RANIERI
    MARCO RAVERA
    DOMENICO REGOLI
    GIOVANNI RESTA
    ALESSANDRO RICCINI
    PIETRO RICCIU
    UGO RIGONI
    SEBASTIANO RIZZO
    RENATO RIZZOLI
    VITTORIO RIZZOLI
    GIORGIO RODA
    FRANCO ROSA
    ANNALISA ROSSI
    MARIA CLARA RUGGERI
    MARIA VITTORIA RUSSO
    DARIO SACCHETTI
    ANGELO SANTAGOSTINO
    LAURA SBORDONE
    ROSARIO SCAGLIONE
    MARCO SCALERANDI
    LUCETTA SCARAFFIA
    FRANCA SCIARAFFIA
    GIUSEPPE SCIDA’
    GIANFRANCO SCORRANO
    VITTORIO SCRIBANO
    FRANCESCO SECHI
    SALVATORE SECHI
    RENATO SEEBER
    GIOVANNI SERRA
    MONICA SIENA TANGHERONI
    VINCENZO SIMEONE
    BIAGIO SIMONETTI
    BRUNO SITZIA
    GIULIO SOLDANI
    CARLO SOAVE
    LUCA SOLARI
    ERNESTO SOMMA
    DOMENICO SPINELLI
    ROBERTA STRAPPINI
    GIANCARLO SUCCI
    GIUSEPPE TAGLIOLI
    BRUNA TELLIA
    GIUSEPPE TISONE
    ANTONIO TONIOLO
    DONATO TRIGIANTE
    CARLO VALENTE
    FOSCO VALOROSI
    BIANCA VALOTACAVALLOTTI
    GIAN MARIA VARANINI
    DANIELA VERDUCCI
    PAOLO VESTRUCCI
    ANDREA VINDIGNI
    LORENZO VIOLINI
    SILVIO VITA
    RAFFAELE VITIELLO
    ANDREA ZAMBRINI
    AUGUSTO ZANELLA
    GIOVANNI ZANINOTTO
    NICOLETTA ZANNI
    ROBERTO ZANNOTTI
    NICOLÒ ZANON
    FRANCESCO ZARDO
    GAETANO ZILIO GRANDI

    Aderiscono all'iniziativa anche:
    Fausto Gallo, Camilla Pasquali, Francesca Padovese, Annalisa Rossi, Luca Pignataro, Dalmazio Picchio, Giovan Battista Orsini, Giovanni Stefanelli, Luca Ranotto, Luciana Valent, Giuseppe Bagnato, Giovanni Lombardo, Giovanni De Merulis, Carmen De Volpe, Marco Cavallotti, Stefano Santini, Nadia Paligada, Iaia Palazzetti, Francesco F. Marotta, Angela Piscitelli, Leonardo De Leo, Francesco Solfrizzi, Francesca Padovese, Ezio Biglieri, Bianca De Simone, Leonardo Cammarano, Emilio Andreini, Angela Ronchini, Daria Mizzi, Walter Saluzzi, Pietro Franco Messa, Riccardo Ghezzi Antonioli, Giovanni Guzzoni, Andrea Volpi, Samanta Segatori, Luigi Foschini, Iva Paiusco, Carlo De Mauri, Luca Rocca, Stefano Cicetti, Federico Mugnai, Marisa Radin, Franco Coruzzi, Antonio Ruggiano, Daria Mizza, Carlo Rossi, Michele Affinito, Leo Corneli, Leonardo Pierdominici, Stefano Santini, Renato Domenico Orsini, Pompea Borrelli, Teresa Belfatto, Giovanna Corneli, Mario Secomandi, Raffaella Greco, Francesco F. Marrotta, Carlo Spantigati, Andrea Frabetti, Marco Anastasia, Sandro Emanuelli.

    Sostenete l'appello lasciando un commento e indicate - specificando il vostro nome e cognome - se volete entrare nella lista di chi aderisce all'iniziativa.

    Difendiamo l'Università dalla demagogia | l'Occidentale


    Luca Pignataro
    25/11/10 20:43
    "proteste" vergognose
    Quanto sta accadendo è semplicemente vergognoso, una ennesima ripetizione dell'ipocrisia e dell'ignoranza italiana da decenni, che mantiene- essa sì - il nostro Paese tra le nazioni incivili e immature per la democrazia. Aderisco in pieno all'appello. Luca Pignataro


    Anonimo
    25/11/10 20:49
    la minoranza sembra la maggioranza
    Secondo i media di sinistra le proteste di una minoranza appaiono come maggioritarie in Italia, questo è il vero regime

    Federico da Miami
    25/11/10 21:25
    Aderisco!
    La riforma va fatta giungere in porto! Il consenso e la forza degli italiani che capiscono la vitale importanza del lavoro della Gelmini, fara' da pilota. Aderisco con slancio all`iniziativa.



    25/11/10 225
    Adesione
    Concordo con l'iniziativa e firmo la lista per aderire all'appello. Usciamo una volta per tutte da ogni sessantotto, vecchio o nuovo che sia. Giovan Battista Orsini

    E. Pontieri
    25/11/10 22:47
    AMMIRO LA GELMINI
    Ammiro la Gelmini che osa sfidare un "regime" che non consente nessuna modifica allo status-quo e soprattutto annulla il libero pensiero con caciare assordanti che ricordano tanto le pecore della "Fattoria degli animali". Ha voluto una riforma delle superiori che si sono palleggiati ministri degli ultimi 5 governi e adesso sfida uno degli zoccoli duri della cultura italiana. E chi se ne frega che ha fatto l'esame di procuratore a Reggio Calabria, è molto più virile (dal latino vir=forza) di tutti i suoi colleghi.
    BRAVA MARYSTAR



    Giovanni Stefanelli
    26/11/10 10:23
    Sono d'accordo
    Condivido l'appello dei Professori e mi associo ad esso. Giovanni Stefanelli

    LUCA RANOTTO
    26/11/10 10:27
    condivido pienamente
    condivido pienamente l'appello dei professori universitari. Luca Ranotto

    dreofla
    26/11/10 10:28
    La sinistra sente che la
    La sinistra sente che la riforma le toglie un privilegio che è quello CULTURALE e formativo, oltre a i suoi privilegi. Non mollare Ministra, il paese silenzioso e non, è con te.



    Giovanni
    26/11/10 11:05
    condivido
    condivido. Giovanni Lombardo

    Giovanni De Merulis
    26/11/10 114
    Appello
    Condivido e sottoscrivo l'appello. Giovanni De Merulis - Roma


    Bianva Valota
    26/11/10 143
    Appello inndifesa della riforma Gelmini
    Condivido l'appello! Bianca Valota

    Marco Cavallotti
    26/11/10 144
    Appello sulla riforma Gelmini
    Condivido l'appello! Marco Cavallotti

    .
    Angela Ronchini
    26/11/10 17:40
    Riforma Gelmini
    Approvo pienamente il Dl Gelmini: è ora che l'Università Italiana riacquisti il prestigio che aveva e che ha prodotto un Enrico Fermi. Purtoppo la fantasia portata al potere nel '68, non lo ha più laSsciato il potere ed i danni li pagano i nostri ragazzi/e non con la tessera giusta o il parente giusto. Potete inserire il mio nome nell'appello!
    Grazie
    Dott.ssa Angela Ronchini

    DARIA MIZZA
    26/11/10 18:04
    dagli USA adesione con speranza
    Finalmente si sente odore di riforma.
    Non sarà l'optimum ma è un buon auspicio per migliorare. Era squallido sfacelo dieci anni fa quando mi sono laureata con il massimo dei voti (cum laude) ; di male in peggio come avevo intuito all'epoca. Me ne sono andata subito; non volevo far parte della schiera degli illusi aspiranti dalla vita grama che aspettano la manna comoda che non cade più. Mi sono qualificata, conseguendo a mie spese specializzazioni, ho conosciuto lavorando e studiando, realtà universitarie diverse e migliori :
    Inghilterra dove le tasse sono adeguatamente pesanti ;
    Finlandia dove non si scherza e si paga ; e udite, udite anche Ungheria dove ho trovato molta serietà nei docenti e negli studenti che per accedere devono essere bravi ;
    Tunisi dove non ci sono grandi mezzi ma docenti e studenti si danno da fare ammirevolmente.
    Cari precari lamentosi italiani mollate le lagne , accogliete senza tanti politicismi distorcenti questo provvedimento che è un segnale di rinnovamento per riportare l'università italiana ai valori che si meriterebbe e dove operano anche tante persone di tutto rispetto, fatevi un esame di coscienza, uscite dal ghetto ideologico e proponetevi con la voglia di migliorare questo anticipo di riforma.
    Attualmente,sono impegnata in USA a Washington presso una prestigiosa università internazionale, arrivata di mia iniziativa senza alcun santo in paradiso; ho incominciato con contratti e visti annuali rinnovabili ; da un anno per merito dimostrato sul campo della professionalità , mica per regalo o protezionismi o per dovuti avanzamenti precostituiti , ho avuto un contratto e relativo visto per più anni; alla fine di questo periodo se me lo meriterò mi rinnoveranno il contratto , sempre a tempo determinato come è sistema qui anche per i cittadini americani, e forse mi arriverà anche la Green Card.
    Secondo voi che protestate , questa è precarietà inaccettabile perché non assicura uno stipendio garantito a vita anche per i somari.
    E gli studenti, invece di studiare, se ne vanno sui tetti, raggiunti da politici malaccorti!
    Roba da matti!

    Girolamo
    26/11/10 20:21
    Condivido e apprezzo molto
    Condivido e apprezzo molto questo elenco di buoni motivi per appoggiare la riforma Gelmini. Lasciate il link perennemente in homepage, e che sia il primo di molti altri elenchi da contrapporre a quelli fighetti ma tarocchi del duo Fazio & Saviano

    placido saya
    26/11/10 204
    l'università premii il merito
    aderisco pienamente. Brava Gelmini!

    franco coruzzi
    26/11/10 21:02
    Scuola e propaganda
    Condivido pienamente l'articolo e l'appello.
    Franco Coruzzi,Parma.


    Antonino Ruggiano
    27/11/10 029

    Sono con Voi E a vedere la firma di Beniamino Caravita di Toritto, mio prof di Diritto Costituzionale, mi addolcisce il cuore ...
    Avv. Antonino Ruggiano.
    Sindaco di Todi



    Fabrizio Bocciolini
    28/11/10 13:29
    Riforma dell'Universirà
    Sono d'accordo sul progetto di riforma universitaria in discussione alla Camera.
    Fabrizio Bocciolini

    Patrizia
    28/11/10 15:46
    favorevole al cambiamento
    Aderisco con orgoglio all'iniziativa.
    Patrizia Macioce.

    Massimo Tarsia
    28/11/10 167
    Difendiamo l'Università dalla demagogia
    Aderisco all'appello a favore della riforma universitaria che, spero, verrà approvata al più presto.

    Francesco
    28/11/10 19:00
    Aderisco con convinzione
    Aderisco con convinzione assoluta all'iniziativa.
    Francesco Di Ciano, Pescara



    **

    Solo per evidenziare che NON ci sono solo tetti e proteste ...:giagia:
    Sono l'unica persona al mondo che vorrei conoscere a fondo

  2. #2
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    Predefinito Rif: Difendiamo l'Università dalla demagogia

    la riforma Gelmini è una riforma ottima e va lodata, questo lo pensa chiunque con onestà intellettuale si appresta a dare un giudizio sulla riforma, non importa se di destra o sinistra.

    il fatto che nei media invece si perpepisca un altro giudizio è solo l'ennesima conferma che quanto andiamo dicendo da tempo è vero, ovvero che i media italiani sono stati abilmente infiltrati da tempo da beceri propagandisti di sinistra.

    in particolare si spacciano le proteste di alcune migliaia di manifestanti antiberlusconi, antipdl, dei centri sociali come se fossero degli "studenti" e questa manipolazione mediatica fa veramente rabbrividire.
    Ultima modifica di QUINTO; 30-11-10 alle 15:54
    Diciamo basta alla sinistra dei colpi di Stato e delle menzogne!

  3. #3
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    Predefinito Rif: Difendiamo l'Università dalla demagogia

    Citazione Originariamente Scritto da QUINTO Visualizza Messaggio
    la riforma Gelmini è una riforma ottima e va lodata, questo lo pensa chiunque con onestà intellettuale si appresta a dare un giudizio sulla riforma, non importa se di destra o sinistra.

    il fatto che nei media invece si perpepisca un altro giudizio è solo l'ennesima conferma che quanto andiamo dicendo da tempo è vero, ovvero che i media italiani sono stati abilmente infiltrati da tempo da beceri propagandisti di sinistra.

    in particolare si spacciano le proteste di alcune migliaia di manifestanti antiberlusconi, antipdl, dei centri sociali come se fossero degli "studenti" e questa manipolazione mediatica fa veramente rabbrividire.
    secondo Bossi pero' hanno ragione gli studenti. Come la mettiamo?

    Universita': Bossi, Studenti Hanno Qualche Ragione a Protestare - Yahoo! Notizie
    Siamo noi, siamo noi, i Campioni dell'Europa siamo noi

  4. #4
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    Predefinito Rif: Difendiamo l'Università dalla demagogia

    Citazione Originariamente Scritto da brunik Visualizza Messaggio
    secondo Bossi pero' hanno ragione gli studenti. Come la mettiamo?

    Universita': Bossi, Studenti Hanno Qualche Ragione a Protestare - Yahoo! Notizie
    Ancora? Ma tu leggi solo io titoli!

    (ASCA) - Roma, 30 nov - ''Gli studenti hanno qualche ragione a protestare ma non si devono far strumentalizzare''. Lo dichiara il leader della Lega, Umberto Bossi, parlando con i giornalisti a Montecitorio che gli chiedono di commentare le manifestazioni degli studenti contro la riforma dell'Universita' in discussione alla Camera. ''E' importante che gli studenti non si facciano trascinare troppo da qualche parte politica. E' gia' accaduto in passato. Gli studenti - conclude il senatur - dovrebbero soprattutto studiare. La Lega ha detto ai propri giovani di non protestare''

  5. #5
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    Predefinito Rif: Difendiamo l'Università dalla demagogia

    se Bossi ha detto ai propri giovani della Lega che anche se hanno ragione non devono protestare allora i giovani della lega non gli devono aver dato retta.

    Comunque il dato di fatto è che il governo riconosce che gli studenti hanno ragione, e che quindi ha torto il governo.

    Menomale che mancano 14 giorni poi non se ne parla piu'
    Ultima modifica di brunik; 30-11-10 alle 16:27
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  6. #6
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    Predefinito Rif: Difendiamo l'Università dalla demagogia

    Citazione Originariamente Scritto da brunik Visualizza Messaggio
    se Bossi ha detto ai propri giovani della Lega che anche se hanno ragione non devono protestare allora i giovani della lega non gli devono aver dato retta.
    A Genova bandiere verdi NON ne ho viste!
    Era TUTTO ROSSO! hefico:

  7. #7
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    Predefinito Rif: Difendiamo l'Università dalla demagogia

    Citazione Originariamente Scritto da brunik Visualizza Messaggio

    Menomale che mancano 14 giorni poi non se ne parla piu'
    Veramente!
    Vi si mette in soffitta per un po'! hefico:

  8. #8
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    Predefinito Rif: Difendiamo l'Università dalla demagogia

    Citazione Originariamente Scritto da acquazzurra Visualizza Messaggio
    A Genova bandiere verdi NON ne ho viste!
    Era TUTTO ROSSO! hefico:
    si vede che gli studenti della lega non hanno portato le bandiere verdi
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  9. #9
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    Predefinito Rif: Difendiamo l'Università dalla demagogia

    UNIVERSITA', IL REALISMO NECESSARIO
    Riforma che va difesa
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    Riforma che va difesa


    «Del valore dei laureati unico giudice è il cliente; questi sia libero di rivolgersi, se a lui così piaccia, al geometra invece che all'ingegnere, e libero di fare meno di ambedue se i loro servigi non gli paiano di valore uguale alle tariffe scritte in decreti che creano solo monopoli e privilegi». (Luigi Einaudi, La libertà della scuola, 1953).

    Il ministro Gelmini non ha il coraggio di Luigi Einaudi, non ha proposto di abolire il valore legale dei titoli di studio. Né la sua legge fa cadere il vincolo che impedisce alle università di determinare liberamente le proprie rette, neppure se le maggiori entrate fossero interamente devolute al finanziamento di borse di studio, cioè ad «avvicinare i punti di partenza» (Einaudi, Lezioni di politica sociale, 1944). Né ha avuto il coraggio di separare medicina dalle altre facoltà, creando istituti simili a ciò che sono i politecnici per la facoltà di ingegneria. Perché a quella separazione si oppongono con forza i medici che grazie al loro numero oggi dominano le università e riescono a trasferire su altre facoltà i loro costi.

    Ma chi, nella maggioranza o nell'opposizione, con la sola eccezione del Partito Radicale, oggi appoggerebbe queste tre proposte? La realtà è che la legge Gelmini è il meglio che oggi si possa ottenere data la cultura della nostra classe politica.

    Il risultato, nonostante tutto, non è poca cosa. La legge abolisce i concorsi, prima fonte di corruzione delle nostre università. Crea una nuova figura di giovani docenti «in prova per sei anni», e confermati professori solo se in quegli anni raggiungano risultati positivi nell'insegnamento e nella ricerca. Chi grida allo scandalo sostenendo che questo significa accentuare la «precarizzazione» dell'università dimostra di non conoscere come funzionano le università nel resto del mondo. Peggio: pone una pietra tombale sul futuro di molti giovani, il cui posto potrebbe essere occupato per quarant'anni da una persona che si è dimostrata inadatta alla ricerca.

    «Non si fanno le nozze con i fichi secchi», è la critica più diffusa. Nel 2007-08 il finanziamento dello Stato alle università era di 7 miliardi l'anno. Il ministro dell'Economia lo aveva ridotto, per il 2011, di un miliardo. Poi, di fronte alla mobilitazione di studenti, ricercatori, opinione pubblica e alle proteste del ministro Gelmini, Tremonti ha dovuto fare un passo indietro: i fondi sono 7,2 miliardi nel 2010, 6,9 nel 2011, gli stessi di tre anni fa. «La legge tradisce i giovani che oggi lavorano nell'università, non dando loro alcuna prospettiva». Purtroppo ne dà fin troppe. Per ogni dieci nuovi posti che si apriranno, solo due sono riservati a giovani ricercatori che nell'università non hanno ancora avuto la fortuna di entrare: gli altri sono destinati a promozioni di chi già c'è.


    La legge innova la governance delle università: limita l'autoreferenzialità dei professori prevedendo la presenza di non accademici nei consigli di amministrazione (seppure il ministro non abbia avuto la forza di accentuare la «terzietà» del cda impedendo che il rettore presieda, al tempo stesso, l'ateneo e il suo cda). Per la prima volta prevede che i fondi pubblici alle università siano modulati in funzione dei risultati.

    La valutazione è l'unico modo per non sprecare risorse, per consentirci di risalire nelle graduatorie mondiali e fornire agli studenti un'istruzione migliore. Per questo l'Anvur, l'Agenzia per la valutazione degli atenei, è il vero perno della riforma. Purtroppo il ministro Mussi, che nel precedente governo la creò, ne scrisse un regolamento incoerente con la legge. Fu bocciato dal Consiglio di Stato e ha dovuto essere riscritto da zero con il risultato che l'Anvur parte soltanto ora.

    La legge però non deve essere approvata ad ogni costo. Agli articoli ancora da discutere sono opposti (dall'opposizione, ma anche dalla Lega) emendamenti che la snaturerebbero. Uno alquanto bizzarro, dell'Udc, abroga il Comitato dei garanti per la ricerca, introdotto su richiesta del Gruppo 2003, i trenta ricercatori italiani i cui lavori hanno ottenuto il maggior numero di citazioni al mondo. La scorsa settimana Fli ha proposto che i 18 milioni che la legge finanziaria destina ad aumenti di stipendio per chi nell'università già c'è non siano riservati ai giovani, ma estesi a tutti. Così quei 18 milioni si sarebbero tradotti in venti euro al mese in più per tutti, anziché quaranta al mese per i giovani. Fortunatamente quell'emendamento non è passato. Ma altri sono in agguato, tra cui alcuni che introducono ope legis di vario tipo. Se passassero, meglio ritirare la legge.

    Il Pd ha annunciato che voterà contro. Davvero Bersani pensa che se vincesse le elezioni riuscirebbe a far approvare una legge migliore? Migliore forse per chi nell'università ha avuto la fortuna di riuscire a entrare. Dubito per chi ne è fuori nonostante spesso nella ricerca abbia ottenuto risultati più significativi di chi è dentro.


    Francesco Giavazzi
    30 novembre 2010
    Riforma che va difesa - Corriere della Sera
    Nulla alle spalle, dubbi sul futuro
    Oggi m'hanno incuXXto...ma con che austerità ragazzi! Roba da signori! Ho ringraziato e chiesto un'altro appuntamento.

  10. #10
    Super Troll
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    Predefinito Rif: Difendiamo l'Università dalla demagogia

    Vuol dire che in futuro acquisteremo laureati "buoni" dall'India e dalla Cina... i nostri andranno a lavorare tutti nei call-center o alle casse delle varie coop.:giagia:

 

 
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