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    Arrow Aderirono alla R.S.I. - Nomi e cognomi di personaggi famosi combattenti a Salò

    Aderirono alla R.S.I.






    ALBERTAZZI Giorgio
    attore- Sottotenente della Legione Tagliamento – GNR , proveniente dalla Scuola A.U. Lucca

    AMERI Enrico
    giornalista sportivo-Militò nella GNR durante la R.S.I.

    AMICUCCI Ermanno
    Scrittore -Fra i giornalisti e scrittori che vivono l'esperienza della R.S.I. troviamo Ermanno Amicucci

    ANGELINI Cinico
    Maestro musica-Fra gli artisti ritroviamo al Nord, nella R.S.I., il maestro Cinico Angelini

    BARTALI GINO
    Ciclista-Aderisce alla R.S.I. nella GNR motociclisti.

    BUZZATI Dino
    Scrittore -Fra i giornalisti e scrittori che vivono l'esperienza della R.S.I. troviamo Dino Buzzati

    CAPORILLI Pietro
    Scrittore Fra i giornalisti e scrittori che vivono l'esperienza della R.S.I. troviamo Pietro Caporilli

    CARBONI Oscar
    Cantante-Fra gli artisti ritroviamo al Nord, nella R.S.I., Oscar Carboni

    CARRARO Tino
    Attore -Fra gli artisti ritroviamo al Nord, nella R.S.I., Tino Carraro..

    CHIARI Walter
    Attore -militò nelle Decima Mas collaborò al suo settimanale con il titolo "L'Orizzonte", con una tiratura di cinquantamila copie, quale autore di vignette umoristiche….dopo la Liberazione fu prigioniero nel campo di Coltano, vicino a Pisa.

    CIVININI Guelfo
    Aderiscono alla R.S.I. uomini del mondo della cultura come Guelfo Civinini

    COPPOLA Goffredo
    Aderiscono alla R.S.I. uomini del mondo della cultura come Goffredo Coppola

    DANIELLI Giotto
    Aderiscono alla R.S.I. uomini del mondo della cultura come Giotto Dainelli che scrive su ”Italia e Civiltà” un giornale cattolico di ispirazione fascista uscito a Firenze nel gennaio ‘44

    DAPPORTO Carlo
    Fra gli artisti ritroviamo al Nord, nella R.S.I., Carlo Dapporto

    DEL BOCA Angelo
    Il futuro storico antifascista Angelo Del Boca aderisce alla R.S.I. convinto sia "la repubblica ideale", inquadrato come ufficiale nella Monterosa partecipa allo sfondamento in Garfagnana e viene proposto per la "croce di ferro" germanica, ma negli ultimi mesi di guerra passa nelle file partigiane.

    DORDONI Pino
    Sportivo – Aderisce alla RSI ed alla fine della guerra viene rinchiuso a Coltano

    DUCATI Pericle
    Aderiscono alla R.S.I. uomini del mondo della cultura come Pericle Ducati,che collabora a La Settimana, suppl. del Resto del Carlino diretto da Giorgio Pini

    ERCOLE Francesco
    Fra i giornalisti e scrittori che vivono l'esperienza della R.S.I. troviamo Franceso Ercole (direttore della "Nuova antologia", edita da Mondadori, cui collabora anche mons. Luigi Martini)

    FERRATI Sarah
    Fra gli artisti ritroviamo al Nord, nella R.S.I.,Sarah Ferrati

    FO Dario
    attore-Militò nella R.S.I. tra i Paracadutisti e partecipò, assieme ad E.M.Salerno, alla riconquista del caposaldo di Cannobbio, nell’Ossola, nell’ottobre 1944.

    GAMBETTI Dario
    Pittore-Prigioniero degli americani, dopo l’8 settembre 1943 si rifiuta di “collaborare” e viene rinchiuso nel campo dei “fascisti”

    GELLI Licio
    Factotum del GUF di Pistoia pur non avendo fatto la scuola media… Volontario in Spagna con le CCNN… Factotum del federale di Pistoia….nel 1943 collabora con i tedeschi con il grado di sergente maggiore delle SS, giura fedeltà alla R.S.I ma fa il doppio gioco con i partigiani che gli daranno certificati di credito

    GIORGIERI Licio
    Ten Col. Aereonautica , cl. 1925, ucciso dalle BR- Era alla Scuola Allievi Ufficiali della GNR a Modena, poi sottotenente al Battaglione Granatieri della Guardia.. .Non rinnegò mai il suo passato.

    GIOVANNINI Alberto
    Fra i giornalisti e scrittori che vivono l'esperienza della R.S.I. troviamo Alberto Giovannini

    GOTTA Salvatore
    Poeta, piemontese,autore delle parole di Giovinezza , durante la R.S.I. collabora a La Settimana, suppl. del Resto del Carlino diretto da Giorgio Pini

    GOVI Gilberto
    Durante la R.S.I.....Gilberto Govi, ritornato sulle scene dopo molti anni, nella sua Genova, ha devoluto l'intero incasso della prima serata a beneficio della sottoscrizione per un Mas alla Marina Repubblicana.

    GOVONI Corrado
    scrittore poeta-...Aderiscono alla R.S.I. uomini del mondo della cultura come Corrado Govoni

    GRANZOTTO Gianni
    giornalista- Fra i giornalisti e scrittori che vivono l'esperienza della R.S.I. troviamo Gianni Granzotto

    INTERLANDI Teresio
    Fra i giornalisti e scrittori che vivono l'esperienza della R.S.I. troviamo Teresio Interlandi..

    KRAMER Gorni
    Fra gli artisti ritroviamo al Nord, nella R.S.I., Gorni Kramer ...La Decima Mas ha il suo settimanale con il titolo "L'Orizzonte", e con una tiratura di cinquantamila copie, questo giornale ospita molte delle migliori firme dei momento, fra queste vi è Gorni Kramer..

    MANACORDA Guido
    Aderiscono alla R.S.I. uomini del mondo della cultura come Guido Manacorda

    MANUNTA Ugo
    Frai giornalisti e scrittori che vivono l'esperienza della R.S.I. troviamo lo scrittore Ugo Manunta.....La Decima Mas ha il suo settimanale con il titolo "L'Orizzonte", e con una tiratura di cinquantamila copie, questo giornale ospita molte delle migliori firme dei momento, fra queste vi è Ugo Manunta.......Il 14 febbraio' 45, Mussolini autorizza la costituzione del l Raggruppamento Nazionale Repubblicano Socialista, che in breve si ritrova con due-tremila iscritti, Aderiscono, fra gli altri Ugo Manunta, l'antifascista socialista Gabriele Vigorelli, l'anarchico Puivio Zocchi, il comunista libertario Germinal Concordia

    MARCHESI Concetto
    Accademico d’Italia, confermato dal ministro Biggini, durante la R.S.I., rettore dell’Università di Padova

    MARINETTI Filippo Tommaso
    scrittore poeta- Aderiscono alla R.S.I. uomini del mondo della cultura come Filippo Tommaso Marinetti

    MASTROIANNI Marcello
    militare della R.S.I. in servizio a Dobbiaco, nei ranghi dell'Istituto geografico militare e poi della Todt.

    NAVARRINI Nuto
    Fra gli artisti ritroviamo al Nord, nella R.S.I., Nuto Navarrini insignito del grado di capitano delle Brigate Nere

    NAZZARI Amedeo
    Fra gli artisti ritroviamo al Nord, nella R.S.I., Amedeo Nazzari

    OJETTI UGO
    Scrittore. Aderiscono alla R.S.I. uomini del mondo della cultura come Ugo Ojetti

    OPPO Cipriano Efisio
    Aderiscono alla R.S.I. uomini del mondo della cultura come Cipriano Efisio Oppo

    OSIRIS Wanda
    Fra gli artisti ritroviamo al Nord, nella R.S.I., Wanda Osiris

    PAVESE Cesare
    Pavese è autore di un paio di lettere di sottomissione al Duce e simpatizzò per la R.S.I

    POZZO Vittorio
    Fra i giornalisti e scrittori che vivono l'esperienza della R.S.I. troviamo Vittorio Pozzo

    RADIUS Emilio
    Fra i giornalisti e scrittori che vivono l'esperienza della R.S.I. troviamo Emilio Radius

    RAMPERTI Marco
    Fra i giornalisti e scrittori che vivono l'esperienza della R.S.I. troviamo Marco Ramperti

    RANDONE Salvo
    Fra gli artisti ritroviamo al Nord, nella R.S.I., Salvo Randone

    ROCCA Massimo
    ex anarchico, interventista, collabora all’Avanti, fascista, si staccò dal fascismo durante il Regime, aderì però poi alla R.S.I., ridivenne antifascista dopo il ‘45

    ROLL Vera
    Fra gli artisti ritroviamo al Nord, nella R.S.I., Vera Roll, compagna di Nuto Navarrini e stella della rivista,

    ROSSI KOBAU Lionello
    padre di Paolo Rossi, comico di sinistra, bersagliere volontario della R.S.I., autore di un libro

    ROSSO di San Secondo
    Fra i giornalisti e scrittori che vivono l'esperienza della R.S.I. troviamo Rosso di S.Secondo

    RUINAS Stanis
    Fra i giornalisti e scrittori che vivono l'esperienza della R.S.I. troviamo Stanis Ruinas...(Salvatore Francia-L’altro Volto Della Repubblica Sociale Italiana , ed.Barbarossa, Saluzzo CN 1988)[1]

    SALCE Luciano
    regista di sinistra -A Coltano ..affluirono ben 35mila prigionieri di guerra delle unità della R.S.I., e di un numero imprecisato di civili, rei di essere fascisti e collaborazionisti. Fra cui il regista Luciano Salce

    SALERNO Enrico Maria
    attore- Allievo Ufficiale della Scuola GNR di Varese- partecipò, assieme a Dario Fo, alla riconquista del caposaldo di Cannobbio, nell’Ossola, nell’ottobre 1944.

    SALVO Aldo
    giornalista RAI-ex-ufficiale dellAviazione R.S.I., autore di “Mal di Roma”,romanzo autobiografico. (Carlo Mazzantini- I balilla andarono a Salò-ed.MaR.S.I.lio, Venezia, 1995, pag.39)

    SOFFICI Ardengo
    Scrittore- Aderiscono alla R.S.I. uomini del mondo della cultura come Ardengo Soffici che scrive su ”Italia e Civiltà” giornale cattolico di ispirazione fascista uscito a Firenze nel gennaio ‘44

    SPADOLINI Giovanni
    Segretario PSDI- Spadolini scrive nel,1944:"Tra Fascismo e antifascismo, sempre il Fascismo,tra il nemico e l'alleato tedesco, sempre l'alleato tedesco"(La Stampa 23/4/94)..... Giovanni Spadolini su Italia e Civiltà del 15 febbraio 1944 (cioè sei anni dopo le leggi razziali), si lamentava che il fascismo avesse perso "a poco a poco la sua agilità e il suo dinamismo rivoluzionario, proprio mentre riaffioravano i rimasugli della massoneria, i rottami del liberalismo, i detriti del giudaismo".

    TOGNAZZI Ugo
    attore-combattente della R.S.I., della Brigata Nera di Mantova .

    VIANELLO Raimondo
    attore- Militò nella R.S.I nei bersagliere ed a guerra finita fu imprigionato a Coltano il fratello era tenente di vascello della X Mas

    VOLONTE’ Mario
    padre di Gian Maria, … Il 16 setembre 1943, nella Casa della GIL, in piazza Bernini 2 , viene costituito ufficialmente il Partito Fascista Repubblicano di Torino, tra il gruppo di fondatori, il conte Gaschi, Pernice e Mario Volontè….. poi tenente della Brigata Nera Capelli ,di Torino, e Comandante il Presidio di Chivasso. Il 30 novembre del 1944 , Mario Volontè, , dopo esser stato fermato dai fascisti stessi, viene denunciato dalla Federazione al Consiglio Militare per malvessazioni e soprusi contro la popolazione. Arrestato e condotto alle Carceri Nuove, verrà trasferito nella Fortezza di Pinerolo, dove resterà recluso sino alla fine della guerra…










    http://www.laltraverita.it/aderirono_alla_rsi.htm
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    “Non vi è socialismo senza nazionalizzazione e socializzazione delle industrie” STANIS RUINAS

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    PIETRO CAPORILLI




















    Le Storie



    memorie di PIETRO CAPORILLI Corrispondente di guerra imbarcato su regi sommergibili

    Improvvisamente dietro l'isolotto, ecco spuntare la prora di un cacciasommergibili inglese che dirige con rotta inclinata in modo da ta*gliare al Capponi ogni possibilità di allontanarsi dalla costa; d'immer*gersi non c'è tempo ed è troppo breve la distanza per sfuggire, più che a uno speronamento, alle bombe di profondità, dati i bassi fondali in vicinanza dell'isola.

    È nella drammaticità di questo attimo che il coraggio e la freddezza del comandante Romei toccano il leggendario.

    Vedendo un sommergibile avvicinarsi così tranquillamente in emer*sione, con la vecchia bandiera a riva i cui colori non erano stati certa*mente identificati, il cacciasommergibili ha un attimo di esitazione a prua si affolla la gente di coperta curiosa di sapere cosa è questa storia.

    Il comandante Romei gesticola, facendo segni di saluto col passa*montagna, mentre Stea e il puntatore Bumbaca si tengono a portata delle mitragliatrici pronti a vender cara la pelle.

    La camera di lancio di prora ha avuto il "pronti" nella eventualità che il caccia, il quale essendo di prua non offre un bersaglio utile, capiti in posizione buona.

    Intanto il marconista del nostro sommergibile intercetta in chiaro il susseguirsi delle segnalazioni del caccia nemico che dicono;

    - Sommergibile francese sembra voglia arrendersi!

    - Sommergibile non est francese ma italiano.

    - Sommergibile ha aperto il fuoco. Chiedo intervento di forze aeronavali.

    La commedia è difatti durata fino a quando la distanza s'è raccorciata a settanta metri circa. L'espressione degli uomini del Pier Capponi è quella delle estreme decisioni. Il tenente Stea e il mitragliere Bumbaca si avventano alle mitragliatrici ed iniziano il fuoco. Le armi sgranano a sventagliate il loro rosario di morte contro gli uomini che dalla prua del cacciasommergibili stavano lì a curiosare, il tiro bene aggiustato dei caricatori che si vuotano con rapidità fulminea, falcia inesorabilmente tutti, fra alte grida di dolore.

    Ne nasce un pandemonio. Razzi s'alzano contro il cielo invocando aiuto anche dalle batterie costiere. Con rapida manovra, prima ancora che a bordo della nave nemica, decimata nell'equipaggio e sbalordita dalla sgradevole sorpresa, il Capponi si disimpegna, emettendo a protezione cortine fumogene e puntando verso il largo per un rapida immersione. Intanto anche le batterie costiere di Marsa Scirocco aprono il fuoco.

    I colpi piovono sollevando funghi d'acqua intorno allo scafo, che con i motori termici fila a tutta forza. D'improvviso uno schianto contro le lamiere fa sussultare il comandante Romei che dalla torretta domina la critica situazione.

    Un colpo ha raggiunto a poppa il sommergibile che, decisamente, ha la fortuna dalla sua, perché nessuna via d'acqua ha invaso il battello; solo le lamiere esterne sono state lacerate dal colpo arrivato a segno. L'allarme intanto farà sì che dal porto de La Valletta una muta di siluranti ed aerei si lanci alla caccia e non c'è altro da fare che immergersi, giocando ancora d'astuzia. Due fischi di sirena e il Pier Capponi s'inabissa nell'attimo in cui le batterie costiere hanno inquadrato il tiro, tanto che un altro colpo esplode in prossimità della torretta che una scheggia fora sul lato sinistro.

    Anche il caccia giocato ha aperto il fuoco col cannone prodiero, dirigendo con l'evidente intenzione di speronare, sul punto in cui il sommergibile s'inabissa. A tutto vapore altri due caccia, arrivano di rinforzo.

    Dalla fessura praticata dalla scheggia, l'acqua ha allagato rapidamente tutta la torretta che oltre ad appesantire di ben otto tonnellate il sommergibile, ne compromette anche la stabilità. La situazione è grave ma il giuoco d'astuzia continua. Il comandante Romei ordina di tornare indietro facendo rotta, cioè, verso il porto nemico di La Valletta. Qui, pensa, non verranno a cercarci! I motori elettrici sibilano sotto lo sforzo massimo cui sono sottoposti mentre la discesa continua rapida: ses*santa. .. ottanta... cento metri.

    La caccia si manifesta rabbiosa attraverso le comunicazioni che ad alta voce il sottocapo agli idrofoni Gemme trasmette dalla cabina di ascoltazione. Le esplosioni però, come aveva previsto il freddo calcolo del comandante, si allontanano sempre più. Finalmente la discesa si arresta. Con dolce dondolio il Pier Capponi si posa sul fondo. La lancetta del manometro si arresta sui 102 metri! Tutti tirano un sospiro di sollievo e col solito straordinario ottimismo Romei, ridendo, commenta: - Bene siamo andati!

    Dalla torretta allagata intanto, sotto la forte pressione, l'acqua stilla giù provocando avarie d'ogni genere. L'orologio segna le 13,30: fino alle 22 e cioè col favore delle tenebre, è inutile pensare di venire in su*perficie. Ma sarà poi possibile l'emersione col sommergibile appesan*tito da otto tonnellate d'acqua e con le scorte d'aria compressa pressoché esaurite? Per quindici ore questa domanda martella il cervello del comandante, dei suoi ufficiali e dell'equipaggio, che non possono ignorare la situazione.

    I manometri sono dei congegni, a bordo di un sommergibile, sui quali a lungo andare sa leggere anche il cuoco. Nessuna penna potrà mai rendere quelle ore posati sul fondo di un porto nemico. Una sere*nità ascetica domina l'equipaggio eroico. Il cuoco Rima mescola l'im*possibile nelle sue casseruole elettriche serve i pasti e il caffè con insolita generosità. Nessuno si scompone. Tutti sono ai loro posti. C'è chi legge e c'è chi ha il coraggio di schiacciarci su, al dramma, un pisolino. Ad un certo momento le infiltrazioni d'acqua mettono in avaria il circuito luce. Tutte le lampadine si spengono ed è necessario ricorrere alla scialba illuminazione degli accumulatori di riserva. Il mitragliere Bumbaca, il più scanzonato dell'equipaggio, non ha perduto il suo buon umore neanche quando verso sera i primi colpi di tosse denunciano la comparsa del più terribile nemico a bordo di un sommergibile: il cloro!

    Com'è noto, questo gas altamente tossico si forma quando l'acqua salata viene a contatto con l'acido cloridrico degli accumulatori elettrici. Il comandante è nella sua angusta cuccetta, ma non dorme mai. Come faccia a resistere nessuno sa spiegarselo. Pisola qualche attimo, seduto, ma le orecchie sono sempre vigili. Ai primi colpi di tosse balza fuori: - Mettete subito le maschere!

    La respirazione è greve, ma, sia pure con l'anima fra i denti, si resiste. Il comandante, mentre si procede alla distribuzione delle maschere, percorre da prora a poppa tutti i locali del battello. Sulle facce, cui la barba incolta, l'insonnia e il disagio, hanno scavato i loro segni, non un nervo si contrae. È un equipaggio che si è "tirato su" in pace per la guerra. Cinquantaquattro uomini e una volontà sola.

    Finalmente l'ora della prova suprema, che deciderà del ritorno alla vita o della morte lenta in quella bara d'acciaio, si avvicina. Alle 21,30, non senza una certa emozione per l'incognita cui si va incontro, Romei ordina: - In moto la pompa dell'esaurimento centrale! Aria all'emersione!

    Sotto l'azione del volantino l'aria compressa sibila nei doppi fondi, ma la lancetta del manometro rimane ferma sui 102 metri; il sommergi*bile è come inchiodato sul fondo del mare. Si prova ancora: niente! Non rimane che un tentativo disperato, l'ultimo, e cioè quello di smuovere dal fondo il sommergibile mettendo in moto le eliche coi motori elettrici a rischio di fracassarle, e azionare contemporaneamente l'aria compressa. Prima di dare quello che potrebbe essere l'ultimo ordine, il comandante Romei si avvicina al microfono dell'interfonico in camera di manovra e, togliendosi la maschera, ordina - Tutti i locali attenzione! - e poi dice queste brevi terribili parole al suo fedele equipaggio:

    - Ragazzi, la situazione è disperata. Abbiamo un solo tentativo an*cora da fare, fallito il quale sapete la fine che ci attende. Ciò rientra del resto nell'ordine normale della nostra vita di sommergibilisti in difesa della Patria alla quale abbiamo votato la nostra esistenza. Se il destino dovrà compiersi la nostra coscienza di soldati è tranquilla. Altri camerati ci vendicheranno!

    Segue una breve pausa, un silenzio soprannaturale e poi l'ordine: - Timori orizzontali a salire... motori elettrici avanti al minimo di giri... tutta l'aria all'emersione!

    Il momento è il più drammatico che mente umana possa immaginare. La vita di tutti è legata a un sottilissimo filo. Tutti i respiri sono sospesi. Solo i cuori forse avranno accelerato i loro battiti. Dopo un attimo si ode, sotto i piedi il lento frusciare dello scafo sul fondo; poi il sommergibile resta un po' in forse, ondeggia leggermente come per scrollarsi un grosso peso di dosso e subito la lancetta del manometro di profondità prende a tornare lentamente indietro.

    - Sale! - è il grido soffocato di tutti attraverso la maschera. Quell'attimo di angoscia in cui dietro le grandi occhiaie di celluloide gli uomini in camera di manovra fissavano il manometro, è una visione impossibile a rendere con la penna! Come Dio vuole, lentissimamente si arriva in superficie. Dal portello di prora Romei, il nostromo Rigon e il marinaio De Donno, saltano in coperta per dare un'occhiata all'intorno; per fortuna tutto è tranquillo. Solo quattro proiettori da terra, frugano sulle acque con il loro enorme occhio ed uno di essi centra per qualche attimo il lungo fuso del sommergibile e poi riprende la sua corsa di esplorazione. Cautamente coi motori elettrici, il Pier Capponi si allontana da quella zona pericolosa. Intanto nell'interno dello scafo si procede allo svuotamento della torretta che è possibile solo mercé la forza erculea del motorista Toson il quale, puntando testa e braccia come una cariatide, riesce a spostare il portello della torretta di quel tanto necessario a provocare la caduta delle otto tonnellate d'acqua in camera di manovra e che via via vengono espulse dallo scafo con la pompa della sentina. Anche l'avviamento dei motori termici, a causa dello esaurimento dell'aria compressa, da dei seri grattacapi. Tre tentativi falliscono mentre i riflettori sciabolano il mare; finalmente al quarto avviamento fatto con l'ultimo residuo di aria a 50 Kg i motori accennano a partire, ma ormai la vita, strappata al destino coi denti, ha centuplicato il coraggio degli uomini. Prima il motore di dritta e successivamente l'altro sia pure zoppicando, riprendono a rombare.

    - Anche questa è andata! - esclama Romei.

    La prua verso casa, il sommergibile fila allegramente per il rientro. Alla base, il capogruppo Longobardo che lo aspettava da due giorni, era nero di peste. Purtroppo egli, vecchio sommergibilista, sapeva cosa do*ver pensare quando un battello è in così lungo ritardo su l'ora prevista per il ritorno.

    - Speriamo che non ci abbia lasciate le penne! - non faceva che dire. E quando il semaforo segnalò che stava rientrando il Capponi, la sua voce tuonò come quella di un profeta in tempesta. In un battibaleno tutto il personale della base fu mobilitato per ricevere con particolare effusione il figliol prodigo.

    Mentre da bordo tirano la cima per attraccare, Longobardo grida:

    - Romei! Non ci mettere più di questi spaventi! - Poi lo abbraccia fraternamente.

    Sulle lamiere di poppa e della torretta, il sole baciava le ferite delle granate nemiche.









    www.gammasom.it/.../Storia/Pier_Capponi.htm


    Pietro Caporilli - Biografia | Movieplayer.it
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    Predefinito Rif: Aderirono alla R.S.I. - Nomi e cognomi di personaggi famosi combattenti a Salò

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    “Non vi è socialismo senza nazionalizzazione e socializzazione delle industrie” STANIS RUINAS

 

 
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