LAZIO: DESIDERI (FLI), MANIFESTAZIONE PDL CONTRO FINI CONFERMA LA FORZA DI FLI A ROMA E NEL LAZIO
(AGENPARL) - Roma, 30 nov - “A molti cittadini della capitale stanno giungendo in queste ore, anche a chi non lo desidera, sms in cui viene comunicato che domenica prossima si terrà una manifestazione del PDL romano. Il raduno, organizzato da una delle correnti più strutturate dell’ex Alleanza Nazionale, quella cioè che fa capo al ministro Meloni e al deputato Rampelli, sarà preceduto da una iniziativa che avrà luogo sabato, davanti alla Camera dei Deputati, caratterizzata dallo slogan: ‘Fini dimettiti’. Tutto ciò dimostra come l’attenzione di quella parte del PDL romano che ha fatto e disfatto di tutto e di più nelle vicende politiche del territorio negli ultimi anni si va consolidando soprattutto nel contrasto a quanto sta realizzando FLI nel territorio regionale”. Lo dichiara, in una nota, Fabio Desideri, già consigliere regionale ed esponente di Futuro e Libertà. “Questa - prosegue Desideri - è già di per sé una notizia, in quanto conferma lo spontaneo radicarsi nel territorio di Futuro e Libertà, contrariamente al tentativo di accreditare nell’opinione pubblica l’idea che a Roma e nel Lazio ciò non fosse possibile perché il PDL, ed in particolare le esperienze che in esso facevano riferimento ad Alleanza Nazionale, lo potevano facilmente impedire”. “Inoltre una simile manifestazione testimonia come alcuni esponenti politici cresciuti all’ombra di Gianfranco Fini, pur avendo beneficiato nel tempo quanto meno degli imput politici del leader della destra italiana, ne chiedano oggi le dimissioni dal ruolo di Presidente della Camera dei Deputati, cioè dalla funzione svolta, senza avere il benché minimo argomento a sostegno delle proprie tesi. E’ infatti opinione comune e condivisa che mai e poi mai il presidente della Camera sia venuto meno durante questa legislatura all’imparzialità ed alla terzietà che è propria del suo incarico nei lavori dell’aula”. “Ma si sa come funzionano le cose nel PDL. Si può non presentare una lista alle regionali e continuare a svolgere i propri incarichi senza che nulla accada e si può organizzare una manifestazione per chiedere le dimissioni di chi sta lavorando e svolgendo una funzione nel pieno rispetto delle regole assembleari. L’importante, in entrambi i casi, è far parte delle ‘famiglie politiche’ che contano a Roma e nel Lazio. Ci si può diventare consiglieri comunali, provinciali, regionali, assessori, parlamentari e perfino amministratori delegati -conclude”.
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