Pagina 1 di 2 12 UltimaUltima
Risultati da 1 a 10 di 13
  1. #1
    email non funzionante
    Data Registrazione
    06 Mar 2002
    Messaggi
    13,127
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Follia Vendola: paragona Italia al Cile!

    di V. Macioce prima pg. e pg.9 de ilgiornale.it 2 12 2010

    La colpa non è della Gelmini, ma di quel vecchio bastardo di Holden e di gente come lui.
    I ventenni che si arrampicano sui tetti e fermano i treni forse ancora non l’hanno capito.
    La storia è questa.
    A quella che chiamano generazione Facebook probabilmente stanno rubando il futuro. Non è del tutto vero, ma a vederlo da lontano sembra molto oscuro. Questo crea incertezza. Ti senti naufrago. Non sai dove andare.
    Non hai punti di riferimento e devi ogni giorno improvvisare.

    Ti tocca vivere nell’incertezza.
    Non è sempre un male, ma se scopri che quelli che sono venuti prima di te si sono mangiati tutto e ora chiedono tagli e sacrifici un po’ ti girano.
    La rabbia è più che giustificata.
    Solo che dovreste andare davanti a Montecitorio a chiedere una batteria di riforme, senza perdere tempo: università, fisco, lavoro, previdenza, welfare.

    Stavolta davvero la parola d’ordine dovrebbe essere tutto e subito.
    I ventenni di vent’anni fa, per esempio, sono invecchiati aspettando le riforme. È la fine che farete anche voi se non vi date una mossa.
    L’Italia purtroppo è ancora tarata sulla società del posto fisso.
    L’esempio più classico è questo: se si va in banca per un mutuo vi chiedono un contratto a tempo indeterminato.
    Qualcosa che non funziona evidentemente c’è.
    L’università non fa eccezione.
    È un sistema che anno dopo anno si è incancrenito, svalutato, recluso.

    Questo lo sanno gli studenti, i professori e i genitori.
    Tempo fa Pier Luigi Celli, amministratore delegato della Luiss, scrisse una lettera aperta al figlio Mattia.
    Il senso era: vattene all’estero. È il segno di una resa e di un fallimento. L’unica ribellione possibile a questo punto è ribaltare gli atenei. Pretendere che i professori facciano sul serio il loro lavoro.
    Buttare giù gli esamifici del tre più due. Non cadere nella logica dei quiz e delle risposte multiple. Non lasciare fuori dalla porta le aziende. Non chiudersi in una torre d’avorio. Non dannarsi per parlare con un ordinario affaccendato e latitante. Non chiedere la luna, ma qualcosa di concreto.
    Magari scendere in piazza contro la Gelmini, ma per dire: caro ministro, quello che ha fatto non basta, è solo un antipasto.

    La risposta degli studenti è stata purtroppo reazionaria. Sono scesi in piazza per dire: non si tocca nulla. È qui che entra in ballo il maledetto Holden.

    Questi ragazzi sono costretti a vedere il mondo con gli stessi occhi degli studenti di quarantadue anni fa. Seguono un copione già scritto, ma non da loro. È un remake, un anniversario, una commemorazione di quel ’68 che si ripete ogni anno, come fosse il 2 novembre o San Valentino.
    E da lì non riescono a deviare. Non hanno nulla in comune con quei fantasmi di allora. Non sono in bianco e nero.
    Ma appena scendono in piazza scoloriscono, vengono inghiottiti dal passato. Questo è un Paese ingabbiato in una camicia vecchia.
    Le parole della politica sono vecchie e invecchiando diventano esagerate.
    Si parla di regime, fascismo, Cln, resistenza.

    È un’ossessione.
    L’antiberlusconismo per sconfiggere Berlusconi sa solo ramazzare nel passato. Il guaio è che questi studenti persi nelle piazze si fidano di loro.
    Si fanno guidare dalla loro ossessione.
    La vera rivoluzione sarebbe non parlare solo di Berlusconi.
    Allora davvero si potrebbe inventare un’alternativa. E invece nulla.
    Il vecchio trasfigura la realtà. La deforma. Come fa Nichi Vendola.

    La polizia che fa un cordone davanti a Montecitorio e controlla senza degenerare, senza sangue e senza feriti, diventa una tenaglia militare.
    Roma - dice il nuovo leader della sinistra - blindata e sequestrata come Santiago del Cile.
    Ecco il maledetto trucco. Vendola con questi paragoni non fa male a Berlusconi ma alle vittime di Pinochet.
    Chi glielo spiega ora agli studenti che a Santiago si moriva davvero?

    La colpa non è della Gelmini, ma di quel vecchio bastardo di Holden e di gente come lui.
    I ventenni che si arrampicano sui tetti e fermano i treni forse ancora non l’hanno capito.
    La storia è questa.
    A quella che chiamano generazione Facebook probabilmente stanno rubando il futuro. Non è del tutto vero, ma a vederlo da lontano sembra molto oscuro. Questo crea incertezza. Ti senti naufrago. Non sai dove andare. Non hai punti di riferimento e devi ogni giorno improvvisare.

    Ti tocca vivere nell’incertezza.
    Non è sempre un male, ma se scopri che quelli che sono venuti prima di te si sono mangiati tutto e ora chiedono tagli e sacrifici un po’ ti girano.
    La rabbia è più che giustificata. Solo che dovreste andare davanti a Montecitorio a chiedere una batteria di riforme, senza perdere tempo: università, fisco, lavoro, previdenza, welfare. Stavolta davvero la parola d’ordine dovrebbe essere tutto e subito. I ventenni di vent’anni fa, per esempio, sono invecchiati aspettando le riforme. È la fine che farete anche voi se non vi date una mossa.

    L’Italia purtroppo è ancora tarata sulla società del posto fisso. L’esempio più classico è questo: se si va in banca per un mutuo vi chiedono un contratto a tempo indeterminato. Qualcosa che non funziona evidentemente c’è.
    L’università non fa eccezione. È un sistema che anno dopo anno si è incancrenito, svalutato, recluso.

    Questo lo sanno gli studenti, i professori e i genitori. Tempo fa Pier Luigi Celli, amministratore delegato della Luiss, scrisse una lettera aperta al figlio Mattia. Il senso era: vattene all’estero. È il segno di una resa e di un fallimento. L’unica ribellione possibile a questo punto è ribaltare gli atenei. Pretendere che i professori facciano sul serio il loro lavoro. Buttare giù gli esamifici del tre più due. Non cadere nella logica dei quiz e delle risposte multiple. Non lasciare fuori dalla porta le aziende. Non chiudersi in una torre d’avorio. Non dannarsi per parlare con un ordinario affaccendato e latitante. Non chiedere la luna, ma qualcosa di concreto. Magari scendere in piazza contro la Gelmini, ma per dire: caro ministro, quello che ha fatto non basta, è solo un antipasto. La risposta degli studenti è stata purtroppo reazionaria. Sono scesi in piazza per dire: non si tocca nulla. È qui che entra in ballo il maledetto Holden.

    Questi ragazzi sono costretti a vedere il mondo con gli stessi occhi degli studenti di quarantadue anni fa. Seguono un copione già scritto, ma non da loro. È un remake, un anniversario, una commemorazione di quel ’68 che si ripete ogni anno, come fosse il 2 novembre o San Valentino. E da lì non riescono a deviare. Non hanno nulla in comune con quei fantasmi di allora. Non sono in bianco e nero. Ma appena scendono in piazza scoloriscono, vengono inghiottiti dal passato. Questo è un Paese ingabbiato in una camicia vecchia. Le parole della politica sono vecchie e invecchiando diventano esagerate. Si parla di regime, fascismo, Cln, resistenza.

    È un’ossessione.
    L’antiberlusconismo per sconfiggere Berlusconi sa solo ramazzare nel passato. Il guaio è che questi studenti persi nelle piazze si fidano di loro. Si fanno guidare dalla loro ossessione. La vera rivoluzione sarebbe non parlare solo di Berlusconi. Allora davvero si potrebbe inventare un’alternativa. E invece nulla. Il vecchio trasfigura la realtà. La deforma. Come fa Nichi Vendola. La polizia che fa un cordone davanti a Montecitorio e controlla senza degenerare, senza sangue e senza feriti, diventa una tenaglia militare. Roma - dice il nuovo leader della sinistra - blindata e sequestrata come Santiago del Cile. Ecco il maledetto trucco. Vendola con questi paragoni non fa male a Berlusconi ma alle vittime di Pinochet.
    Chi glielo spiega ora agli studenti che a Santiago si moriva davvero?

    saluti

  2. #2
    Forumista
    Data Registrazione
    28 May 2010
    Messaggi
    913
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Rif: Follia Vendola: paragona Italia al Cile!

    Citazione Originariamente Scritto da mustang Visualizza Messaggio
    di V. Macioce prima pg. e pg.9 de ilgiornale.it 2 12 2010

    La colpa non è della Gelmini, ma di quel vecchio bastardo di Holden e di gente come lui.
    I ventenni che si arrampicano sui tetti e fermano i treni forse ancora non l’hanno capito.
    La storia è questa.
    A quella che chiamano generazione Facebook probabilmente stanno rubando il futuro. Non è del tutto vero, ma a vederlo da lontano sembra molto oscuro. Questo crea incertezza. Ti senti naufrago. Non sai dove andare.
    Non hai punti di riferimento e devi ogni giorno improvvisare.

    Ti tocca vivere nell’incertezza.
    Non è sempre un male, ma se scopri che quelli che sono venuti prima di te si sono mangiati tutto e ora chiedono tagli e sacrifici un po’ ti girano.
    La rabbia è più che giustificata.
    Solo che dovreste andare davanti a Montecitorio a chiedere una batteria di riforme, senza perdere tempo: università, fisco, lavoro, previdenza, welfare.

    Stavolta davvero la parola d’ordine dovrebbe essere tutto e subito.
    I ventenni di vent’anni fa, per esempio, sono invecchiati aspettando le riforme. È la fine che farete anche voi se non vi date una mossa.
    L’Italia purtroppo è ancora tarata sulla società del posto fisso.
    L’esempio più classico è questo: se si va in banca per un mutuo vi chiedono un contratto a tempo indeterminato.
    Qualcosa che non funziona evidentemente c’è.
    L’università non fa eccezione.
    È un sistema che anno dopo anno si è incancrenito, svalutato, recluso.

    Questo lo sanno gli studenti, i professori e i genitori.
    Tempo fa Pier Luigi Celli, amministratore delegato della Luiss, scrisse una lettera aperta al figlio Mattia.
    Il senso era: vattene all’estero. È il segno di una resa e di un fallimento. L’unica ribellione possibile a questo punto è ribaltare gli atenei. Pretendere che i professori facciano sul serio il loro lavoro.
    Buttare giù gli esamifici del tre più due. Non cadere nella logica dei quiz e delle risposte multiple. Non lasciare fuori dalla porta le aziende. Non chiudersi in una torre d’avorio. Non dannarsi per parlare con un ordinario affaccendato e latitante. Non chiedere la luna, ma qualcosa di concreto.
    Magari scendere in piazza contro la Gelmini, ma per dire: caro ministro, quello che ha fatto non basta, è solo un antipasto.

    La risposta degli studenti è stata purtroppo reazionaria. Sono scesi in piazza per dire: non si tocca nulla. È qui che entra in ballo il maledetto Holden.

    Questi ragazzi sono costretti a vedere il mondo con gli stessi occhi degli studenti di quarantadue anni fa. Seguono un copione già scritto, ma non da loro. È un remake, un anniversario, una commemorazione di quel ’68 che si ripete ogni anno, come fosse il 2 novembre o San Valentino.
    E da lì non riescono a deviare. Non hanno nulla in comune con quei fantasmi di allora. Non sono in bianco e nero.
    Ma appena scendono in piazza scoloriscono, vengono inghiottiti dal passato. Questo è un Paese ingabbiato in una camicia vecchia.
    Le parole della politica sono vecchie e invecchiando diventano esagerate.
    Si parla di regime, fascismo, Cln, resistenza.

    È un’ossessione.
    L’antiberlusconismo per sconfiggere Berlusconi sa solo ramazzare nel passato. Il guaio è che questi studenti persi nelle piazze si fidano di loro.
    Si fanno guidare dalla loro ossessione.
    La vera rivoluzione sarebbe non parlare solo di Berlusconi.
    Allora davvero si potrebbe inventare un’alternativa. E invece nulla.
    Il vecchio trasfigura la realtà. La deforma. Come fa Nichi Vendola.

    La polizia che fa un cordone davanti a Montecitorio e controlla senza degenerare, senza sangue e senza feriti, diventa una tenaglia militare.
    Roma - dice il nuovo leader della sinistra - blindata e sequestrata come Santiago del Cile.
    Ecco il maledetto trucco. Vendola con questi paragoni non fa male a Berlusconi ma alle vittime di Pinochet.
    Chi glielo spiega ora agli studenti che a Santiago si moriva davvero?

    La colpa non è della Gelmini, ma di quel vecchio bastardo di Holden e di gente come lui.
    I ventenni che si arrampicano sui tetti e fermano i treni forse ancora non l’hanno capito.
    La storia è questa.
    A quella che chiamano generazione Facebook probabilmente stanno rubando il futuro. Non è del tutto vero, ma a vederlo da lontano sembra molto oscuro. Questo crea incertezza. Ti senti naufrago. Non sai dove andare. Non hai punti di riferimento e devi ogni giorno improvvisare.

    Ti tocca vivere nell’incertezza.
    Non è sempre un male, ma se scopri che quelli che sono venuti prima di te si sono mangiati tutto e ora chiedono tagli e sacrifici un po’ ti girano.
    La rabbia è più che giustificata. Solo che dovreste andare davanti a Montecitorio a chiedere una batteria di riforme, senza perdere tempo: università, fisco, lavoro, previdenza, welfare. Stavolta davvero la parola d’ordine dovrebbe essere tutto e subito. I ventenni di vent’anni fa, per esempio, sono invecchiati aspettando le riforme. È la fine che farete anche voi se non vi date una mossa.

    L’Italia purtroppo è ancora tarata sulla società del posto fisso. L’esempio più classico è questo: se si va in banca per un mutuo vi chiedono un contratto a tempo indeterminato. Qualcosa che non funziona evidentemente c’è.
    L’università non fa eccezione. È un sistema che anno dopo anno si è incancrenito, svalutato, recluso.

    Questo lo sanno gli studenti, i professori e i genitori. Tempo fa Pier Luigi Celli, amministratore delegato della Luiss, scrisse una lettera aperta al figlio Mattia. Il senso era: vattene all’estero. È il segno di una resa e di un fallimento. L’unica ribellione possibile a questo punto è ribaltare gli atenei. Pretendere che i professori facciano sul serio il loro lavoro. Buttare giù gli esamifici del tre più due. Non cadere nella logica dei quiz e delle risposte multiple. Non lasciare fuori dalla porta le aziende. Non chiudersi in una torre d’avorio. Non dannarsi per parlare con un ordinario affaccendato e latitante. Non chiedere la luna, ma qualcosa di concreto. Magari scendere in piazza contro la Gelmini, ma per dire: caro ministro, quello che ha fatto non basta, è solo un antipasto. La risposta degli studenti è stata purtroppo reazionaria. Sono scesi in piazza per dire: non si tocca nulla. È qui che entra in ballo il maledetto Holden.

    Questi ragazzi sono costretti a vedere il mondo con gli stessi occhi degli studenti di quarantadue anni fa. Seguono un copione già scritto, ma non da loro. È un remake, un anniversario, una commemorazione di quel ’68 che si ripete ogni anno, come fosse il 2 novembre o San Valentino. E da lì non riescono a deviare. Non hanno nulla in comune con quei fantasmi di allora. Non sono in bianco e nero. Ma appena scendono in piazza scoloriscono, vengono inghiottiti dal passato. Questo è un Paese ingabbiato in una camicia vecchia. Le parole della politica sono vecchie e invecchiando diventano esagerate. Si parla di regime, fascismo, Cln, resistenza.

    È un’ossessione.
    L’antiberlusconismo per sconfiggere Berlusconi sa solo ramazzare nel passato. Il guaio è che questi studenti persi nelle piazze si fidano di loro. Si fanno guidare dalla loro ossessione. La vera rivoluzione sarebbe non parlare solo di Berlusconi. Allora davvero si potrebbe inventare un’alternativa. E invece nulla. Il vecchio trasfigura la realtà. La deforma. Come fa Nichi Vendola. La polizia che fa un cordone davanti a Montecitorio e controlla senza degenerare, senza sangue e senza feriti, diventa una tenaglia militare. Roma - dice il nuovo leader della sinistra - blindata e sequestrata come Santiago del Cile. Ecco il maledetto trucco. Vendola con questi paragoni non fa male a Berlusconi ma alle vittime di Pinochet.
    Chi glielo spiega ora agli studenti che a Santiago si moriva davvero?

    saluti
    E' una follia perchè Pinochet non era ottenebrato quando prendeva le sue violente decisioni. Berlusconi oramai non è più in sè. Non è più in grado intendere e di volere. In qualche modo è addirittura innocente, perchè è comletamente ottenebrato...lo sanno tutti da cosa (e non sto parlando di ragazze o party).

  3. #3
    email non funzionante
    Data Registrazione
    09 Jun 2010
    Messaggi
    4,990
     Likes dati
    0
     Like avuti
    4
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Rif: Follia Vendola: paragona Italia al Cile!

    E' bene diffondere tutto quello che dice Vendola cosi il popolo può capire che idiota sia. Purtroppo invece nei media italiani questo non avviene.
    Diciamo basta alla sinistra dei colpi di Stato e delle menzogne!

  4. #4
    ex unalei
    Data Registrazione
    27 Aug 2009
    Località
    Monza, Italy
    Messaggi
    3,386
     Likes dati
    10
     Like avuti
    28
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Rif: Follia Vendola: paragona Italia al Cile!

    Citazione Originariamente Scritto da QUINTO Visualizza Messaggio
    E' bene diffondere tutto quello che dice Vendola cosi il popolo può capire che idiota sia. Purtroppo invece nei media italiani questo non avviene.

    beh ..non tutti sono allineati e appecoronati al nuovo che avanza :gluglu:

    ***

    Roma non è Santiago e Vendola non è Allende

    Roma non è Santiago e Vendola non è Allende | l'Occidentale
    :sofico: :sofico:
    Sono l'unica persona al mondo che vorrei conoscere a fondo

  5. #5
    utente cancellato
    Data Registrazione
    11 Feb 2010
    Messaggi
    8,574
     Likes dati
    1,906
     Like avuti
    3,068
    Mentioned
    11 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Rif: Follia Vendola: paragona Italia al Cile!

    Citazione Originariamente Scritto da miluna Visualizza Messaggio
    beh ..non tutti sono allineati e appecoronati al nuovo che avanza :gluglu:

    ***

    Roma non è Santiago e Vendola non è Allende

    Roma non è Santiago e Vendola non è Allende | l'Occidentale
    :sofico: :sofico:
    io ho conosciuto il Cile sotto quel coglione komunista di Allende..
    e sotto AUGUSTO UGARTE PINOCHET...
    non c'èra paragone...

  6. #6
    email non funzionante
    Data Registrazione
    09 Jun 2010
    Messaggi
    4,990
     Likes dati
    0
     Like avuti
    4
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Rif: Follia Vendola: paragona Italia al Cile!

    Citazione Originariamente Scritto da Lancillotto del Lago Visualizza Messaggio
    io ho conosciuto il Cile sotto quel coglione komunista di Allende..
    e sotto AUGUSTO UGARTE PINOCHET...
    non c'èra paragone...
    le cose sono due: o Vendola è un ignorantone o è un bugiardo. In ogni caso è un pessimo elemento. hefico:

    tuttavia questa non sarebbe la prima stronzata che dice e manco la più grossa: ricordiamoci in eterno e diciamolo a tutti, quando disse che l'omicidio di sarah scazzi era colpa del berlusconismo:
    L'ultima di Vendola: Sarah Scazzi vittima del berlusconismo | l'Occidentale

    questo è proprio un demente pericoloso per la nazione. :giagia:
    Diciamo basta alla sinistra dei colpi di Stato e delle menzogne!

  7. #7
    ex unalei
    Data Registrazione
    27 Aug 2009
    Località
    Monza, Italy
    Messaggi
    3,386
     Likes dati
    10
     Like avuti
    28
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Rif: Follia Vendola: paragona Italia al Cile!

    Citazione Originariamente Scritto da Lancillotto del Lago Visualizza Messaggio
    io ho conosciuto il Cile sotto quel coglione komunista di Allende..
    e sotto AUGUSTO UGARTE PINOCHET...
    non c'èra paragone...
    ma la propaganda comunista dice il contrario e quindi i :gluglu: si sono immediatamente convinti al di la di ogni ragionevole dubbio .

    Nessuno e' stato sfiorato dall'idea d'andare a controllare magari vivendo per un bel po' in quel paese del bengodi . hefico:

    Boccaloni si ... scemi .. fino ad un certo punto
    Sono l'unica persona al mondo che vorrei conoscere a fondo

  8. #8
    Forumista esperto
    Data Registrazione
    05 Jan 2010
    Messaggi
    29,276
     Likes dati
    947
     Like avuti
    4,914
    Mentioned
    14 Post(s)
    Tagged
    2 Thread(s)

    Predefinito Rif: Follia Vendola: paragona Italia al Cile!

    Dipietro saprà di leggi (non ci credo) ma di italiano no.
    Ven dola sa forse un po meglio districarsi colla lingua
    ma di geografia e storia non ne sa punto.

  9. #9
    Me ne frego
    Data Registrazione
    06 Nov 2009
    Messaggi
    132,051
     Likes dati
    221,907
     Like avuti
    89,086
    Mentioned
    732 Post(s)
    Tagged
    9 Thread(s)

    Predefinito Rif: Follia Vendola: paragona Italia al Cile!

    Citazione Originariamente Scritto da yure22 Visualizza Messaggio
    Dipietro saprà di leggi (non ci credo) ma di italiano no.
    Ven dola sa forse un po meglio districarsi colla lingua
    ma di geografia e storia non ne sa punto.
    Sta sinistra è messa bene in quanto alla cultura. Pensa se per disgrazia governasse di nuovo, espatrio.repapelle:

  10. #10
    Missiroli Presidente
    Data Registrazione
    01 May 2009
    Località
    Lost Island
    Messaggi
    36,027
     Likes dati
    2,010
     Like avuti
    3,009
    Mentioned
    11 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Rif: Follia Vendola: paragona Italia al Cile!

    Paragone improbabile.
    Noi non abbiamo Pinera all'economia.
    Figliolo, lei è un asino...
    (D.Pastorelli, cit.)


 

 
Pagina 1 di 2 12 UltimaUltima

Discussioni Simili

  1. Risposte: 3
    Ultimo Messaggio: 23-12-13, 07:30
  2. Risposte: 12
    Ultimo Messaggio: 19-12-11, 12:13
  3. Salviamo l’Italia dalla follia sfascista
    Di C@scista nel forum Destra Radicale
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 07-12-10, 13:43
  4. Salviamo l’Italia dalla follia sfascista
    Di miluna nel forum Centrodestra Italiano
    Risposte: 19
    Ultimo Messaggio: 07-12-10, 00:39
  5. Risposte: 15
    Ultimo Messaggio: 25-07-07, 00:36

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito