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L’on. Domenico Scilipoti: Il Governo e Gli Enti territoriali inviino immediatamente ispettori.
Roma. 25/11/2010: “Rischiare di morire sul lavoro per portare il pane a casa, fa indignare”. E’ questo il commento preoccupato dell’On. Dott. Domenico Scilipoti, in riferimento alle sconcertanti condizioni di lavoro degli operai del nuovo impianto di biostabilizzazione dell’AMIU di Bari, documentate da video e denunciate in allarmati esposti. “Si imporrebbe a operai ecologici di avvicinarsi pericolosamente ed incautamente a macchinari e automezzi in movimento – continua il deputato di Italia dei Valori - tra rumori assordanti che impediscono la ricezione di suoni e allarmi, e di svolgere lavori manuali a ridosso di grosse pale meccaniche e mezzi dotati di pinze per la raccolta dei rifiuti”. “Il Governo e gli Enti territorialmente competenti inviino immediatamente ispettori. Se si riscontrano carenze, anche minime, sulla sicurezza, che vengano applicate immediatamente le norme a tutela della sicurezza e rimossi e destituiti tutti i responsabili. Non aspettiamo che ci scappi il morto per incuria, indifferenza, irresponsabilità o incompetenza – conclude l’On. Scilipoti, ogni vita umana è troppo preziosa per essere sciupata per motivazioni inaccettabili”.
Il Partito Per Il Sud ringrazia l’on. Domenico Scilipoti per l’importante intervento sui gravissimi rischi sicurezza occorsi dai lavoratori addetti al nuovo impianto di biostabilizzazione dell’AMIU di Bari. Ricordiamo che recentemente, nell’arco di un mese, due contenitori contenenti gas sono esplosi all’interno dell’impianto e che solo il caso fortuito ha evitato danni gravissimi sulla stessa pelle degli operatori. Oltre ai casi fortuiti vi sono poi gravi lacune strutturali che obbligano gli addetti a contatti manuali diretti con enormi macchinari che invece proprio l’automazione non dovrebbe consentire.
Ci permettiamo evidenziare che il video fatto pervenire in forma anonima alla testata web Onda Del Sud(oggetto di pubblicazione) rappresenta un grido d’allarme e una richiesta d’aiuto degli stessi operatori ecologici che evidentemente non hanno la forze di avanzare proteste ufficiali.