Il Guardian ha i cables provenienti dalla Santa Sede all’epoca della crisi gaelica: “Inaccettabile l’inchiesta parlamentare, attenta alla nostra sovranità”.
Fu un attimo: per un attimo, tutte le parti in causa si volsero a pensare a quello che avevano dovuto sopportare le vittime dello scandalo. Ma fu, davvero, un momento: poi, subito alla politica, subito alla diplomazia, per proteggere i reciproci interessi. Questo emerge dal cable che l’Ambasciatore irlandese presso la Santa Sede ha consentito alla diplomatica americanaJulieta Valls di comporre, dopo un colloquio privato, e che è stato inviato al Pentagono nel febbraio scorso, e che il Guardian ha e pubblica in mattinata, dopo averlo reperito dall’archivio di Wikileaks.
STATO SOVRANO – “Le prime preoccupazioni del Vaticano e degli ufficiali irlandesi fu per le vittime, ma la realtà è stata a volte oscurata dagli eventi che sono seguiti, che provocano peraltro un raffreddamento nelle relazioni Vaticano-Irlandesi. Il Vaticano crede che il governo irlandese non sia stato in grado di proteggere e rispettare la sovranità della Santa Sede durante le investigazioni”, scrivono i cables. E così, in questa fase, il Vaticano si comporta autenticamente come uno Stato indipendente dotato di una sua sovranità e di suoi interessi nazionali da far rispettare. Ma l’opinione pubblica non apprezza: “Molta dell’opinione pubblica irlandese considera le proteste del Vaticano come inaccettabilmente procedurali e insufficienti a confrontarsi con il reale problema di questi abusi orribili e coperti da autorità della Chiesa”, scrivono i diplomatici che informano il segretario di Stato del cardiopalma nei sacri palazzi durante il febbraio scorso. “Dopo l’intervento di papa Benedetto, tutti, presso il Vaticano e presso la Conferenza Episcopale Irlandese, sono d’accordo che i futuri interventi dovranno essere gestiti in Irlanda. Questa crisi avrà effetti profondi per anni, nel paese, dove nuove rivelazioni sono già attese”, continua il cable.