Voglio ricordare questa vergognosa vicenda.
Ecco come si è sviluppato il gioco delle parti:
STEP 1 -La proposta per addolcire la pillola
La Lega: tetto allo stipendio dei manager di banche e aziende che avranno gli aiuti
Non più di 350mila euro annui per i dirigenti di istituti e imprese che usufruiranno di finanziamenti pubblci
Rosi Mauro (Italy photo press)
ROMA - La Lega sposa la politica del nuovo presidente degli Stati Uniti Barack Obama. E propone un tetto di 350mila euro per gli stipendi dei dirigenti di banche e istituti di credito, nonchè dei dirigenti delle società o aziende che beneficiano in forma diretta o indiretta di interventi pubblici in funzione anticrisi.
LA PROPOSTA - E' questa infatti la proposta contenuta in un emendamento leghista al disegno di legge sul lavoro collegato alla Finanziaria. La proposta vede infatti come prima firma quella della senatrice Rosi Mauro. L'emendamento in particolare fissa i paletti per «il trattamento economico onnicomprensivo» di quei manager che lavorano in strutture alle quali fa riferimento il Testo Unico in materia bancaria e creditizia.
http://www.corriere.it/economia/09_m...4f02aabc.shtml
STEP 2 L'autorizzazione ai prefetti pur di dare i soldi
IL LEADER DELLA LEGA
«Soldi alle banche se aiutano le imprese»
L'avvertimento di Bossi: «Serve un sistema di controllo legato al governo»
Il leader della Lega Bossi
MILANO - «Se non si danno i soldi alle imprese è inutile aiutare le banche». È quanto sostiene il ministro per le Riforme Umberto Bossi sulle misure previste dal governo per sostenere gli istituti di credito in questa fase di crisi. Bossi, che ha parlato a margine di un convegno a Busto Arsizio, si è detto «d'accordo a nazionalizzare le banche, se questo vuol dare o ridare quello che è stato preso prima».
IL PIANO - Secondo Bossi, «prima c'erano le casse di risparmio, grandi banche svuotate dalla caduta della Dc e dei Socialisti che hanno creato le Fondazioni». Il ministro sostiene dunque che «il sistema produttivo era sostenuto dalle grande casse di risparmio ed è saltato tutto». Quanto al sostegno alle banche, secondo Bossi «gli abbiamo dato i soldi non per loro, ma per darli alle imprese». Dunque «serve un sistema di controllo legato al governo» che sia in grado di verificare l'effettiva erogazione di credito alle imprese. «Tremonti vuole affidare il controllo alle prefetture», ha proseguito Bossi che si è detto d'accordo su questa soluzione.
07 marzo 2009
http://www.corriere.it/politica/09_m...4f02aabc.shtml
[U]STEP 3[/U] I soldi saranno dati anche a tutti indiscriminatamente
Stoppati tutti gli emendamenti non in linea con il decreto sul settore Auto
Salvi i super stipendi, inammissibile
l'emendamento che imponeva un tetto
Non sarà discussa la proposta della Lega che voleva bloccare a 350 mila euro i compensi dei manager pubblici
NOTIZIE CORRELATE
E l'entità dell'assegno d'oro scompare dai siti istituzionali (17 marzo 2009)
L'aula di Montecitorio (Ansa)
ROMA - Non sarà messa in discussione la proposta avanzata da alcuni parlamentari della Lega di mettere un tetto agli stipendi dei manager di banche e imprese che, in difficoltà per la crisi, beneficeranno di aiuti pubblici. Le proposte sono infatti contenute nell'elenco degli emendamenti al decreto «Salva-auto» considerati inammissibili per materia.
LA PROPOSTA DELLA LEGA - In particolare, un emendamento prevedeva che non potesse superare il limite di 350.000 euro annui il trattamento economico dei dirigenti di banche o istituti di credito che beneficiano in materia diretta o indiretta di aiuti anti-crisi. Un altro emendamento, considerato inammissibile, prevedeva che gli emolumenti corrisposti a qualunque soggetto avente rapporti di lavoro con le amministrazioni statali, o con le agenzie oppure con enti pubblici economici e d enti di ricerca, nonchè con i magistrati, non potesse superare il limite del trattamento corrisposto ai membri del Parlamento
http://www.corriere.it/economia/09_m...4f02aabc.shtml
[U]STEP 4[/U] Ecco la gabola per non dire che si sono aumentati gli stipendi
Aiuti di Stato per circa 4 miliardi di euro, IN ITALIA E AUSTRIA
Unicredit, niente bonus ai manager
Il gruppo bancario ha chiuso il 2008 con un utile netto
di 4,01 miliardi di euro, meglio delle attese degli analisti
Alessandro Profumo (Imagoeconomica)
Alessandro Profumo (Imagoeconomica)
MILANO - Unicredit chiude l'esercizio 2008 con un utile netto di 4,01 miliardi di euro, come previsto dal gruppo e al di sopra delle attese degli analisti finanziari, ferme a 3,77 miliardi. Il coefficiente di patrimonializzazione "Core Tier 1 pro-forma" (valore che indica lo stato di salute patrimoniale di un istituto in base alla liquidità disponibile) è pari al 6,5% per i 3 miliardi di aumento di capitale, mentre il risultato della gestione è sceso da 13,34 a 10,17 miliardi. In calo anche il margine di intermediazione, sceso da 29,5 a 26,86 miliardi, a causa degli effetti della crisi finanziaria che hanno portato il risultato netto di intermediazione, copertura e fair value a una perdita di 1,98 miliardi, a fronte dell'utile di 1,28 miliardi nel 2007.
NIENTE BONUS AI MANAGER - Il Cda del gruppo bancario, riunitosi martedì, ha deciso inoltre di non distribuire bonus per il 2008 all'amministratore delegato Alessandro Profumo, ai Deputy Ceo e a tutti i componenti del Management Commitee, «in linea con il modello di governance che stabilisce un collegamento diretto fra i risultati aziendali e la remunerazione variabile del senior management». Il Cda proporrà invece all'assemblea di distribuire ai soci, come dividendo, azioni di nuova emissione da un aumento di capitale gratuito, da realizzare usando le riserve disponibili. Ai soci verranno distribuite 13 nuove azioni ordinarie ogni 36 azioni possedute e 1 nuova azione di risparmio ogni 5 azioni di risparmio possedute del valore nominale di 0,50 l'una. Gli azionisti di risparmio riceveranno inoltre una parte della cedola in contanti, pari a 0,025 per azione. Inoltre è stato deciso che i membri del prossimo Cda di Unicredit saranno dispensati dal divieto di concorrenza previsto dal Codice civile. Alla prossima assemblea sarà «formulata proposta ai soci di autorizzare l'esercizio di eventuali attività concorrenti da parte degli amministratori che verranno eletti».
AIUTI DI STATO PER 4 MILIARDI - Il consiglio di amministrazione ha dato mandato a Profumo di «negoziare strumenti di capitale governativi per il sostegno all'economia». Unicredit dovrebbe ricorrere ad aiuti di Stato per circa 4 miliardi di euro, da richiedere al ministero dell'Economia italiano, attraverso lo strumento dei "Tremonti bond", a quello austriaco dove il governo ha messo a disposizione un pacchetto di sostegno al sistema creditizio, e a investitori terzi. I termini finali delle operazioni saranno sottoposti di nuovo al consiglio. A Vienna il gruppo di piazza Cordusio è presente con Bank Austria, cui fanno capo le partecipazioni nella banche dell'Est. Relativamente ai "Tremonti bond", le obbligazioni che Unicredit emetterà potrebbero essere sottoscritte oltre che dal Tesoro anche da investitori privati, nel limite massimo del 30% previsto.
18 marzo 2009
Sintesi:
La lega aveva proposto:soldi alle piccole imprese
Cosa è accaduto?
I soldi vengono dati a tutti,anche alla fiat, si sono dati piu poteri ai prefetti e le banche fanno finta di non aumentarsi lo stipendio.
Beh che dire un ottimo risultato.




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