Fortemente scossa dalla crisi finanziaria ed economica, che in Islanda è stata particolarmente dura tanto dal portare la Repubblica Islandese ad un soffio dalla bancarotta, l’Islanda dopo aver cambiato i suoi rappresentati politici a furor di popolo si è apprestata a formalizzare la sua richiesta di ingresso nella UE.

L’Islanda situata a Nord Ovest del Regno Unito è una prospera Nazione del continente Europeo, è abitata da poco più di 320.000 persone ed è caratterizzata da intensi fenomeni geotermici e vulcanici, tale dal renderla unica ed affascinante.

Per molto tempo l’Islanda è stato un luogo incantato, fino alla crisi iniziata nel settembre 2008 la disoccupazione non arrivava all’1 % ed il reddito procapite dei suoi abitanti era uno tra i più alti del pianete con ben 53.000 $. Questo unito ad un’alta qualità della vita rendevano l’Islanda un luogo ideale per vivere.

Purtroppo la crisi finanziaria ha messo in ginocchio l’Islanda che si appoggiava essenzialmente su banche straniere e che non ha potuto farsi scudo di un sistema integrato e di una moneta unica e forte come gli stati appartenenti alla UE. La sua condizione di “prospero isolamento” l’ha resa più vulnerabile al tracollo finanziario. Oggi la disoccupazione è prossima al 10% ed i risparmi di un’intera nazione sono stati fortemente erosi dallo sbando dei mercati finanziari.

Ciò ha indotto gli islandesi a voler entrare, una volta per tutte dopo i tentennamenti passati, nella UE che, effettivamente, ha dimostrato di tenere relativamente bene alla crisi grazie alla sua integrazione economica; la UE nonostante non abbia brillato per tempestività è uscita discretamente dalla prima fase della crisi, quella finanziaria.

Dunque a breve un nuovo Stato sarà ufficialmente candidato ad entrare nella UE, l’Unione cresce si allarga e si rafforza ed inizia a divenire un’alternativa molto credibile all’incrinato modello americano basato su un consumismo frenetico ed incontrollabile sostenuto da un evanescente castello di sabbia finanziario.

Islanda pronta ad entrare nella UE - AgoraVox Italia