Sarkozy come Maroni: «Più duri sulla sicurezza»
| Esteri | Giusi Di Lauro
Pubblicato il giorno: 29/05/09
Il ritorno di SuperNicolas
Nicolas Sarkozy si rifà i muscoli con il tema che più gli ha portato fortuna nella sua ascesa politica: la sicurezza. E lo fa in un atteso discorso all’Eliseo, occasione per esporre un punto della situazione sui tassi di delinquenza in Francia.
I toni sono subito duri e l’attacco va ai suoi oppositori socialisti, senza però nominarli. «È ora di mettere fine alla dittatura dei buoni sentimenti», ha tuonato spiegando lo speciale pacchetto di misure che ha intenzione di adottare contro la violenza nelle scuole e la pericolosità delle banlieue, per tutelare il diritto alla sicurezza della cittadinanza.
E così Sarkozy dimentica le mollezze della sua vita con Carlà e ritorna ad essere il mastino delle banlieue, quel ministro dell’Interno che definì i ragazzi delle periferie come delle «racailles», la feccia, e che vinse la lotta contro i «casseur» che spaccavano tutto e bruciavano automobili, minacciandoli di usare contro di loro il «karcher», il compressore usato dai netturbini. La sua lotta contro le periferie la giocò soprattutto con il linguaggio altroché buonista, quanto cattivista.
Perquisite le cartelle
«Lotterò senza remore e senza concessioni contro la delinquenza, denunciando il buonismo», ha spiegato il presidente francese, presentandosi con cifre alla mano: «Nel mese di marzo c’è stata una crescita del 4% della delinquenza, un po’ più del 2% in aprile, e ora ci aspettano dati ben più gravi a maggio».
La necessità di queste nuove misure, oltre che dalla statistica nasce dalla preoccupazione crescente in Francia che in particolare le scuole non siano più sicure. Gli episodi accaduti in questo ultimo mese lo confermano, e in modo drammatico. Lo scorso 15 maggio, infatti, un’insegnante di una scuola media di Fenouillet, vicino Tolosa, è stata accoltellata in modo grave da uno studente di 13 anni. Il ragazzino era entrato in classe con il coltello durante la ricreazione e aveva colpito al torace l’insegnante di matematica, che l’aveva punito perché non aveva fatto i compiti. Sembra abbia colpito dopo aver chiesto all’insegnante di ritirare la punizione. Un altro ragazzino è stato picchiato a colpi di martello da un gruppo di coetanei fuori da una scuola di Bordeaux e lo scorso lunedì uno studente di liceo si è presentato in una scuola di Limoges con sette coltelli. A nulla è valsa la sua spiegazione circa la sua passione per il collezionismo di armi bianche.
Contro tutto questo, è tornato SuperSarkozy con disposizioni che fanno arricciare i nasi delicati della gauche caviar (la sinistra-caviale). E ricordano la battaglia del nostro centrodestra e i provvedimenti presi dal ministro dell’Interno Roberto Maroni, per spazzare via i resti del «buonista veltroniano», quello che affrontava «pacatamente» le emergenze rom, senza riuscire a risolverle, che non sapeva dire parole chiare contro l’immigrazione clandestina.
In Francia, dunque, sarà possibile perquisire le cartelle degli scolari, per impedire l’introduzione di armi in classe. E saranno istituite delle «ronde» definite «squadre mobili di agenti» per affiancare il lavoro dei presidi. Cominceranno a operare in 184 scuole individuate tra quelle più a rischio. Sarkozy annuncia ma resta sul vago circa l’installazione all’ingresso delle scuole di metal detector per evitare quindi che gli studenti introducano armi nelle classi.
Quartieri sensibili
Questa misura è vissuta come impopolare e imbarazza ad esempio la ministra dell’Interno, Michéle Alliot-Marie che non vuole fare delle scuole dei «commissariati». Ed è qui che Sarkozy lancia la sua sfida anti-buonista: «Certo che dispiace arrivare fin qui, ma come agire altrimenti in un tale contesto?».
Ma il presidente francese va più in là e annuncia la creazione del «reato di ingresso nelle scuole» per chi non ne sia autorizzato. Inoltre le violenze contro il personale dell’istruzione saranno considerate come aggravanti. Infine, aumenterà la videosorveglianza fuori dagli istituti scolastici: «Diecimila telecamere sono già state installate con finanziamenti dello Stato».
Una volta illustrata la sicurezza nelle scuole, Sarkozy passa quindi alle periferie. «La priorità è la riconquista dei quartieri sensibili, il Governo ha quindi l’intenzione di concentrarsi in un primo tempo sui 25 quartieri rovinati dalla delinquenza, 21 di questi sono situati nella regione parigina». Qui la presenza della polizia sarà rinforzata con 200 funzionari in più. Tra i loro compiti anche alcuni di carattere finanziario, come rilevare chi abbia un tenore di vita superiore alle sue possibilità per scoprire magari i loro guadagni illeciti.
Tutto questo è un anticipo, che l’opposizione definisce «elettorale», del grande piano che sarà pronto nel mese di settembre, di prevenzione della delinquenza e di aiuto alle vittime.
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