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Rif: Chiacchere romane
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FLenzi
Blad ha proprio ragione.
Si caro, hai ragione.
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Rif: Chiacchere romane
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THE MATRIX
Io la chiamo 'sinistra radicale' e non 'sinistra comunista' ritenendo che di comunismo ci sia ben poco là dentro.
Il termine sinistra è una questione storica in quanto stanno a sinistra nel parlamento.
IDV e Grillo ..... stanno al comunismo come il fascismo. Ma anche loro sono collocati a sinistra, come lo erano i comunisti che però non sarebbero veramente di sinistra nè di destra, ma solo comunisti.
Il PD ... non c'è problema a chiamarli sinistra in quanto appunto stanno a sinistra nell'emiciclo, attualmente rappresentano l'ala moderata dei conservatori ma non li collocherei a destra.
L'essere conservatori è una possibilità che capita a tutte le forze politiche nello stesso istante in cui si oppongono alla possibilità/necessità di riforme. Ed è evidente come il sole che non solo non propongono riforme diverse da quelle dell'attuale governo (qui ha ragione chi rozzamente dice che sono uguali), ma quando vogliono differenziarsi da esso non fanno altro che opporsi alle riforme e optare per il mantenimento della situazione in essere.
Attualmente tutta la sinistra, radicale e non, prende posizioni da conservatori, opponendosi strenuamente ad ogni cambiamento e non proponendo riforme diverse. Tutte le risposte sono sempre 'non s'ha da fare'. E basta.
:gratgrat: :gratgrat: :gratgrat: :gratgrat: :gratgrat: :gratgrat: :gratgrat:
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Rif: Chiacchere romane
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THE MATRIX
Si caro, hai ragione.
:crepapelle::crepapelle::crepapelle:
cmq navigando ho visto chi sarà il prossimo partito al governo...
ECCOLO
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Rif: Chiacchere romane
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FLenzi
Blad ha proprio ragione.
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THE MATRIX
Si caro, hai ragione.
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THE MATRIX
E veniamo al governo. O meglio, alla maggioranza che il 14 dovrebbe sostenere il governo.
Il piano sarebbe questo. Avere la fiducia il 14 anche per due voti e, per contro, avere la sfiducia dei finiani che così sono oggettivamente fuori e diventano ufficialmente opposizione e contro i provvedimenti del governo.
La necessità di prolungare qualche mese nascerebbe dalla volontà di portare avanti il federalismo fiscale del quale pare che passaggi importanti siano in calendario a gennaio.
La sicurezza di avere la maggioranza sarebbe indicata dal rinvio al Senato (ricordiamo che al Senato il governo la maggioranza ce l'ha comunque) della riforma dell'università. Sicchè la riforma passerà dopo senza i finiani che, da fuori, avranno armi spuntate rispetto a quelle usate fino ad ora.
La questione è che comunque i sostenitori del governo vogliono andare alle urne (marzo) per definire meglio la situazione (è comunque troppo ballerina) e lasciare le opposizioni (compresi i finiani) nei guai. Quindi una bella crisi pilotata, magari con la Lega che toglie la fiducia accontentando così quella parte del suo elettorato più intransigente. O forse grazie ai nuovi arrivati che, cambiando idea per l'ennesima volta, cercheranno di tornare, nuovi figliol prodigo, alle amorevoli braccia dei precedenti partiti (ma fa niente anche se non saranno più amorevoli).
Dunque, la prima parte si è realizzata (avevo detto due e invece sono tre, ma cambia poco).
Adesso abbiamo tutti alcune cose chiare in più:
1 - Non c'è una maggioranza alternativa all'attuale
2 - Fini e FLI sono ufficialmente all'opposizione e in futuro sarà ben difficile una ricomposizione.
3 - Falliscono, per la seconda volta in 4 anni, gli intrighi di palazzo per cambiare il governo senza passare per il voto degli elettori. E questa volta in modo eclatante.
L'ultimo punto lo ritengo alquanto importante e vorrei approfondirlo.
Va ricordato che dopo il ribaltone seguito al primissimo governo Berlusconi, abbiamo avuto nel 2006 la vittoria di Prodi. Grazie agli intrighi di palazzo interni alla sinistra Prodi fu fatto fuori e sostituito da altri Primi ministri.
Nel 2001 abbiamo avuto la seconda vittoria di Berlusconi che dura si 5 anni, ma a spizzichi e bocconi, costretto a galleggiare e a fare diversi governi sostituendo i ministri mano a mano impallinati da intrighi interni alla destra.
Segue poi l'ultima vittoria di Prodi. E anche qui assistiamo per l'ennesima volta al solito teatrino con ricatti vari nelle file del governo. La sinistra invita anche qui Prodi alle dimissioni prima della fiducia sperando nella possibilità di fare un governo diverso.
Prodi però questa volta resiste, va al confronto in aula, perde la fiducia e apre la via alle elezioni.
Vince di nuovo Berlusconi e, tempo pochi mesi, il teatrino ricomincia. Come è andata lo sappiamo tutti segnando un ulteriore passo avanti verso un governo e una maggioranza che non vengano definiti dal palazzo ma dagli elettori.