Il commento anglofono mi fa morire, l'ho scelto per quello :sofico:
In realtà i due "Mondo cane" mi avevano letteralmente schifato per l'eccessivo compiacimento con cui si commentano le scene più disgustose.
"Africa addio", a leggere certi giudizi della Rete e... vabbè, del Morandini, pareva la stessa cosa, se non peggio. Quindi non l'avevo mai guardato.
E' stato il libro di Massimo Fini, "Senz'anima, Italia 1980-2010" a spingermi a scaricarmi questo film e a giudicarlo autonomamente. Fini, infatti, scrive che tutte le critiche sono frutto di accuse ridicole e di pregiudizi ideologici. Sulle accuse non mi soffermo (fate conto che i due registi, Jacopetti e Prosperi, si sono dovuti persino scagionare da un'improbabile accusa di triplice omicido compiuto nel Tanganica), sui pregiudizi... beh, vi dico soltanto che gli autori erano stati accusati di simpatie fasciste dai media di sinistra alla fine degli anni Sessanta.
Passo alla mia recensione: mi sono ritrovato davanti a un'opera che è assolutamente da rivalutare, dati certi giudizi odierni. Spietata verso gli Africani, incapaci di governare il loro continente. Clementi, è vero, verso i Bianchi, ma fino a un certo punto.
C'è da dire che certe scene sono memorabili e meriterebbero di essere ricordate, come l'assalto degli Africani, armati solo di lance, verso gazzelle, elefanti e ippopotami, e il salvataggio delle specie protette, compiuto dagli elicotteri, per preservarle dai bracconieri.
E' prima di tutto un triste congedarsi nei confronti di un continente che nella letteratura europea aveva suscitato sogni di ricchezza, avventura, anarchia. E per il quale si prova(va) ancora nostalgia.
(Ve lo consiglio)





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