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    Blut und Boden
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    Predefinito Brembate non è Avetrana

    Yara Gambirasio, Brembate non è Avetrana

    BERGAMO, 29 NOV. – Brembate non è Avetrana. Solo silenzio e riservatezza attorno alla villetta a due piani dove Yara Gambirasio, la tredicenne scomparsa dal tardo pomeriggio di venerdì scorso, vive insieme ai genitori e ai fratelli.
    Tutta la famiglia è rimasta chiusa in casa per l’intera giornata. Non c’è stato alcuna ”processione” di parenti, conoscenti o compagni di classe della studentessa e il cancello di via Rampinelli si è aperto solo tre volte per favorire l’ingresso degli uomini della squadra Mobile che hanno parlato a lungo con i genitori.
    Questa mattina, il padre Fulvio, noto geometra, e la madre Maura, maestra d’asilo, non hanno varcato la porta di casa. Secondo fonti locali stanno cercando in tutti i modi di continuare una vita normale, pur nell’angoscia e nel dramma, per non preoccupare troppo i fratelli della piccola Yara.
    La mamma in mattinata è uscita nel giardino di casa per stendere della biancheria e ha fatto solo un mesto gesto triste nei confronti di qualche fotografo che cercava vanamente di attirare la sua attenzione. La villa di Yara, una costruzione ordinata in mattoni rossi, si trova in una zona residenziale di Brembata, a una decina di chilometri da Bergamo. È un quartiere silenzioso di ville e villette. Come accade sempre in queste circostanze mediatiche anche a Brembate sono arrivate numerose tv con le fly, giornalisti e fotografi. Ma tutti sono stati tenuti a debita distanza e quindi davanti alla villa è stato scongiurato l’assedio.
    M.R.

    Yara Gambirasio, Brembate non è Avetrana | BOLOGNANOTIZIE.COM


    A Brembate mi hanno detto: «Questa non è Avetrana, rispettateci»
    01.12.2010
    By Stefano Nazzi
    Sono tornato da Brembate di sopra, dove è scomparsa Yara, 13 anni soltanto. Sono andato per fare un servizio per il mio giornale, ho parlato con tanta gente. E tutti, in paese, dicono una cosa. Dicono: «Qui non è come ad Avetrana», «Qui non sarà come ad Avetrana» «Non ci vedrete nei salotti televisivi». Le parole che più ripetono a Brembate sono «Rispetto. Dignità. Dolore». Certo che il dolore è lo stesso che ad Avetrana. Certo che la sofferenza è uguale, è la stessa, l’angoscia è tanta da non poterla descrivere (anche se a Brembate ancora si spera, si spera forte). Ma è come se Avetrana, quello che è successo intorno ad Avetrana , con le sfilate di criminologi in Tv, con gli avvocati l’uno contro l’altro, con le esclusive vendute da chiunque, ma proprio da chiunque, con esperti strapagati non per fare gli esperti ma per cercare di dare consistenza televisiva a questa o a quella tesi, abbia segnato un punto di svolta. Quel punto di svolta a tante persone fa orrore. Non è moralismo, non c’è ipocrisia. Semplicemente è così: c’è chi dice «Non provateci, con noi non provateci». C’è chi vive il dolore e chiede solidarietà E rispetto.

    A Brembate mi hanno detto: «Questa non è Avetrana, rispettateci» | Kronaka.it


    Yara Gambirasio, Brembate Sopra non è Avetrana
    02/12/2010, 00:01 a cura di Redazione
    BERGAMO, 1 DIC. - A cinque giorni dalla scomparsa di sua figlia Yara, 13enne di Brembate, ingoiata dal mistero tra le 18.45 e le 19 di venerdì scorso, la madre è tornata nel luogo dove si sono perse le sue tracce Con lei i massimi vertici dei carabinieri della compagnia locale: uno a destra, l'altro sinistra, come a proteggerla dagli occhi indiscreti delle telecamere.
    Il suo viso è fermo, immobile, ma le mani gesticolano velocemente, sintomo di un'angoscia latente «Allenatevi ragazze, con impegno. Non vi fate demoralizzare. Così avrebbe voluto Yara e avrebbe fatto lei». Solo una frase per rincuorare le insegnanti e le compagne di ginnastica ritmica della figlia. Poi, lentamente, si avvia sempre scortata dai militari sul percorso setacciato ieri e oggi dai cani segugio.
    Desolata, scuote il capo. Il percorso individuato dal supercane Joker indica la strada opposta a quella che la piccola Yara avrebbe dovuto fare. Secondo la ricostruzione ipotizzata dall'unità cinofila Yara avrebbe percorso un sentiero che porta alla zona industriale fino a un allevamento di quaglie, poi avrebbe raggiunto il cantiere del centro commerciale dove ieri si sono concentrate le ricerche.
    La madre di Yara non arriva fin laggiù si ferma molto prima e torna mestamente a casa. A piedi in tutto non sono nemmeno due chilometri da casa Gambirasio. In questi duemila metri si nasconde il mistero. Brembate Sopra non è Avetrana e la mamma di Yara non è quella di Sarah Scazzi.
    A rivelare il profondo dolore che giace in fondo al cuore ci pensa il parroco don Corinno Scotti: «Più passano le ore e più la famiglia pensa al peggio». «Sono forti. Stanno resistendo - conferma Diego Locatelli, il sindaco - noi siamo tutti con loro».

    Yara Gambirasio, Brembate Sopra non è Avetrana - InfoOggi.it
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

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  2. #2
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    Predefinito Rif: Brembate non è Avetrana

    sabato 04 dicembre 2010, 08:00

    Quelle parole di troppo della mamma di Sara
    di Gabriele Villa

    «Per mia figlia non è stato così, per Sara non sono venuti i cani dalla Svizzera e nessuno ha fatto quello che noi chiedevamo per le ricerche». Comincia con queste sconfortanti osservazioni l'intervista di Concetta Serrano Spagnolo, la madre di Sara Scazzi, al Corriere del Mezzogiorno. È lo sfogo, comprensibile, in parte persino condivisibile, di una madre, di un'altra madre, che ha vissuto il dramma della scomparsa inspiegabile di una figlia, finita però come tutti tristemente sappiamo. Una madre cui ora, a poche settimane da quell'incubo, da quel terribile epilogo, tocca (...)
    (...) pure il supplizio di guardare da spettatrice, con gli occhi ancora gonfi di lacrime, una vicenda che sembra la fotocopia di quella che l'ha trascinata in questi mesi nel baratro del dolore e della disperazione. Avetrana, Italia. Ma Sud Italia. Brembate Sopra, Italia. Ma Nord Italia.
    È il solito scontro fra poveri e ricchi? Che questa volta evidenzia nella simile, terribile sceneggiatura, ancor più stridenti storture del tipo: i disagiati, i reietti e gli abbandonati da una parte, e dall'altra, invece gli attrezzati, i considerati e i coccolati?
    All'intervistatore che le chiede che cosa trova di diverso, tra mille analogie, mamma Concetta risponde dunque senza esitazioni: «Trovo di diverso le ricerche. Per mia figlia hanno utilizzato solo sei o sette cani che non erano nemmeno addestrati per cercare le persone, mentre lì stanno impiegando decine di unità cinofile e persino un cane specializzato che viene dalla Svizzera. Io sin dall'inizio ho chiesto l'intervento di questi cani, organizzando anche una raccolta di firme per potenziare le ricerche. Inoltre ho sentito che lì ci sono 500 volontari che girano per Yara, prego con tutto il cuore che la ritrovino presto, mentre per mia figlia i volontari della Protezione civile erano una decina». E ancora: «A Brembate le indagini sono state indirizzate subito verso il sequestro di persona, mentre per mia figlia si è perso troppo tempo dietro le più svariate piste: internet, Facebook, la fuga d'amore, l'allontanamento volontario. Quando si sono resi conto che la pista era un'altra, era già troppo tardi». Ma era già troppo tardi. Ma, dato quel che è accaduto, cara signora Concetta, i cani forse anche i più addestrati, svizzeri o svedesi che fossero, non sarebbero potuti arrivare fino al pozzo dove Sara è stata buttata, non avrebbero potuto indicare colpevole o colpevoli. Al massimo si sarebbero fermati davanti all'ingresso dello scantinato della morte. Dove però la sua Sara era già stata uccisa. E i volontari della Protezione civile fossero venuti ad Avetrana in cento, mille, o diecimila, non avrebbero potuto ugualmente chiudere la bocca ai tanti stolti chiacchieroni e depistatori, carnefici compresi, che nel circo mediatico hanno sguazzato, fin dall'inizio, per lucro o per protagonismo. Lo ammette, sommessamente, anche lei quando dice: «Certo, però se avessero trovato prima il corpo forse i responsabili della sua morte non avrebbero avuto tanto tempo per nascondere le prove e inventarsi così tante bugie e ci avrebbero risparmiato tante sceneggiate televisive». Ci permetta invece di non essere d'accordo con lei, signora Concetta, quando esprime il suo giudizio sui genitori di Yara e sulla gente di Brembate: «Rispetto il loro dolore ma non mi piace come si stanno comportando verso l'esterno. Questa loro eccessiva riservatezza denota la volontà di snobbare tutti. Loro vivono il loro dolore al calduccio protetti dalle telecamere mentre noi abbiamo dovuto subire l'assalto delle televisioni come se tutto questo ci facesse piacere. Questo mi rode tanto. In quel paese i familiari non parlano, nessuno ha visto niente, sono tutti chiusi. Se lo avessimo fatto noi che siamo del Meridione ci avrebbero definiti omertosi». Le cose non stanno esattamente così. In questo caso c'è un sindaco che è subito intervenuto per proteggere la privacy, imponendo a tv e giornalisti di mantenere le distanze. E, in buona fede, non crediamo proprio ci sia omertà a Brembate Sopra, ma siamo più propensi a pensare che nessuno, purtroppo, abbia visto nulla e che, dunque, gli investigatori stiano davvero brancolando nel buio. La mamma e il papà di Yara stanno soffrendo esattamente come lei soffriva e continua certamente a soffrire. Ma non se ne stanno rintanati per snobbare qualcuno o qualcosa. Hanno semplicemente scelto di non parlare davanti alle telecamere. Nemmeno, e questo magari noi l'avremmo fatto, per lanciare un appello alla loro Yara. Per dirle come ogni mamma e papà direbbero: «Torna a casa, ti aspettiamo a braccia aperte con l'amore di sempre». Il dolore che, al freddo o al calduccio, sta rincantucciato nel riserbo, creda signora Concetta, resta sempre dolore. Uguale al suo dolore. Misurarlo con il metodo che ci sembra lei stia usando è umano, forse, ma serve solo a far sentire più sola lei. Che sola ha lottato, con coraggio, fin dal primo istante per conoscere la verità sulla sua Sara.

    Quelle parole di troppo della mamma di Sara - Interni - ilGiornale.it del 04-12-2010


    Terroni mafiosi di merda.
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  3. #3
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    Predefinito Rif: Brembate non è Avetrana

    I cani che vanno bene per i terroni sono pitbull e dobermann.
    Sono Cristiano, Bianco, Etero, Insubre, Favorevole al porto d'armi. Domande?

  4. #4
    sinn fein
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    Predefinito Rif: Brembate non è Avetrana

    Quì fatico veramente a seguirvi...forse è per "addetti ai lavori" nati,cresciuti e pasciuti"oltre il Po:gratgrat:

  5. #5
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    Predefinito Rif: Brembate non è Avetrana

    Citazione Originariamente Scritto da carapintadas Visualizza Messaggio
    Quì fatico veramente a seguirvi...forse è per "addetti ai lavori" nati,cresciuti e pasciuti"oltre il Po:gratgrat:
    Ecco, appunto. Non seguirci proprio.
    E' proprio su un certo buonismo, che non voglio definire, che si è basato il progetto per annullarci se non addirittura eliminarci.
    Come popoli, come cultufre e come tradizioni.
    Sveglia!

  6. #6
    sinn fein
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    Predefinito Rif: Brembate non è Avetrana

    Spiegatemi solo questo:ma a voi interessa cambiare qualcosa in maniera democratica o solo crogiolarvi nella vs idea e raccontarvela fra voi!!Non capisco dove volete andare a parare con questi toni.Io posso comprendere che i messaggi devono essere differenti a seconda se sei sopra o sotto la linea Maginot..ma alla fine che risultato c'è.Se vuoi dire Berghem natiun tut el rest l'è meridiun..non mi spavento mica sai,solo che lo trovo anacronistico.Grazie LN di esistere

  7. #7
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    Predefinito Rif: Brembate non è Avetrana

    Citazione Originariamente Scritto da carapintadas Visualizza Messaggio
    Spiegatemi solo questo:ma a voi interessa cambiare qualcosa in maniera democratica o solo crogiolarvi nella vs idea e raccontarvela fra voi!!Non capisco dove volete andare a parare con questi toni.Io posso comprendere che i messaggi devono essere differenti a seconda se sei sopra o sotto la linea Maginot..ma alla fine che risultato c'è.Se vuoi dire Berghem natiun tut el rest l'è meridiun..non mi spavento mica sai,solo che lo trovo anacronistico.Grazie LN di esistere
    Italiano!

  8. #8
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    Predefinito Rif: Brembate non è Avetrana

    Bruciare i mafiosi non è reato.

    I mafiosi non sono esseri umani.
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
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  9. #9
    sinn fein
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    Predefinito Rif: Brembate non è Avetrana

    Citazione Originariamente Scritto da Eridano Visualizza Messaggio
    Bruciare i mafiosi non è reato.

    I mafiosi non sono esseri umani.
    Va bene i mafiosi ma quì si vuole"ardere" tutti i meridionali senza distinzione..ed io non concordo ritenendo pericoloso molto di più il nuovo nemico che il "vecchio".Comunque fate come vi pare..io il voto continuo a darlo ma certi personaggi e certi discorsi a mio avviso fanno più male che bene.iaociao:.......Faccio fatica a tenere a freno in politica nazionale i compagni ma anche quì è una bella combricolina da masticare...socmel!!
    Ultima modifica di carapintadas; 12-12-10 alle 07:09

  10. #10
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    Predefinito Rif: Brembate non è Avetrana

    Citazione Originariamente Scritto da carapintadas Visualizza Messaggio
    Va bene i mafiosi ma quì si vuole"ardere" tutti i meridionali senza distinzione..ed io non concordo ritenendo pericoloso molto di più il nuovo nemico che il "vecchio".Comunque fate come vi pare..io il voto continuo a darlo ma certi personaggi e certi discorsi a mio avviso fanno più male che bene.iaociao:.......Faccio fatica a tenere a freno in politica nazionale i compagni ma anche quì è una bella combricolina da masticare...socmel!!
    Su dai non prendere paura, per quanto mi riguarda non voglio fare la guerra a nessuno, anche se a volte eccedo nei toni, una cosa è certa tra federalismo e secessione preferisco la secessione certo potrei accontentarmi del federalismo a patto che roma/sud tolga le mani dal mio portafoglio, e che accetti una composizione dell'intero apparato pubblico su base regionale almeno all'ottanta per cento,questo vale ovviamente anche per le regioni del sud anche loro hanno il diritto democratico e rispettoso della convivenza civile tra i popoli di avere una amministrazione pubblica in gran parte autoctona, .

    Novis, per me le differenze culturali tra sud e nord sono profondissime.



 

 
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