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Mercato dei voti, la Procura di Roma ha aperto un'inchiesta. Famiglia cristiana: "Peggio di tangentopoli".
La Procura di Roma ha aperto una inchiesta sulla presunta “compravendita” di parlamentari. Gli accertamenti a carico di ignoti prendono lo spunto - è stato spiegato a piazzale Clodio - da alcuni articoli di stampa. L'esposto verbale fatto da Antonio Di Pietro, nel corso di un incontro con il Procuratore capo Giovanni Ferrara, riguarda in particolare il passaggio di due parlamentari dell'Idv, Domenico Scilipoti e Antonio Razzi, alla formazione 'Noi Sud'. La denuncia del leader dell'Italia dei valori andrà ad integrare gli accertamenti che già erano stati avviati dal procuratore aggiunto Alberto Caperna. Nel recente passato una inchiesta della Procura di Roma, riguardo una presunta 'compravendita' di un parlamentare (di una precedente legislatura rispetto a quella in carica ora), in particolare eletto all'estero, è finita in archivio perché "da una parte non c'era prova dell'avvenuta corruzione" e dall'altra gli onorevoli non hanno alcun vincolo di mandato, secondo quanto sancisce la Costituzione.
Secondo quanto si è appreso a piazzale Clodio, Di Pietro, dopo aver rappresentato la situazione riscontrata con gli onorevoli Scilipoti e Razzi, anche presentando alcuni articoli di giornale, si è riservato di presentare una memoria scritta. L'inchiesta dell'aggiunto Alberto Caperna, rispetto ai 'cambi di casacca' all'interno del Parlamento, procederà per il momento senza rubricare ipotesi di reato e contro ignoti, anche se il quadro che è stato rappresentato dal leader dell'Idv è molto simile a quello di una corruzione. "Ma per contestare una fattispecie servono riscontri precisi", si sottolinea.
Silvio Berlusconi assicura intanto di voler portare a termine la legislatura senza farsi condizionare da quelle che definisce "le pazzie politiche che sono in corso". Intervenendo all'inaugurazione dell'atrio Pietralata della nuova stazione Alta velocità di Roma Tiburtina, il presidente del Consiglio afferma: "Il governo non si lascia prendere dalle intemperie, dalle pazzie politiche che sono in corso. Siamo sicuri della stima della maggioranza degli italiani e vogliamo portare a frutto questi due anni e mezzo di legislatura che ancora mancano".
"Da adesso inizia il calciomercato". Ha risposto il presidente della Camera Fini a due insegnanti che, al termine dell'incontro con i ragazzi del liceo scientifico Majorana di Isernia, gli hanno rivolto un’in bocca al lupo' in vista del voto sulle mozioni di sfiducia al governo Berlusconi del 14 dicembre prossimo.
Dura la reazione del portavoce del Pdl Daniele Capezzone: "Quando Gianfranco Fini fa battute sul calciomercato, offende i deputati che invece, da Presidente della Camera, dovrebbe rappresentare. Siamo dinanzi ad uno strappo gravissimo: il Presidente della Camera, che già da mesi non è più super partes, ora passa alle insinuazioni contro i deputati...Un precedente che andrà ricordato a lungo". "Tesi curiosa la sua, peraltro: finché sembrava che la Camera potesse sfiduciare il Governo, si era dinanzi alla libera e democratica vita delle istituzioni - osserva Capezzone -; adesso che Fini si accorge che il suo ribaltone sta per fallire, improvvisamente sembra considerare venduti o comprati i deputati che è chiamato a presiedere".
''I quotidiani sono pieni di dettagli su questo tariffario, rispetto al quale le mazzette di Tangentopoli sono acqua fresca". E' questo il severo giudizio che Famiglia cristiana esprime in merito alle voci circolanti in questi giorni sulla stampa nazionale che riguardano la cosiddetta 'campagna acquisti' fra i parlamentari in vista del voto del 14 dicembre prossimo. “La sensazione - rileva il settimanale - è che, se non tutto, quasi tutto sia vero. E che i trenta denari abbiamo assunto forme più moderne, ma senza cambiare significato”. Tangentopoli, si legge ancora nell’articolo firmato da firmato da Giorgio Vecchiato, “doveva essere un momento di rinascita civile, di giustizia contro corrotti e corruttori. Ma si sa come è finita. Una volta assodato che volavano soltanto quattro stracci, troppo carcere preventivo con le tragedie che conosciamo ma sentenze definitive del tutto marginali, il mondo politico si è sentito libero di reiterare. Peggio ancora, di fare apertamente ciò che allora si faceva di nascosto. I risultati li vediamo ogni giorno".
Intanto, Tommaso Ginoble e Vittoria Dincecco, deputati del Pd, smentiscono che il 14 dicembre voteranno a favore del premier Berlusconi. "Respingiamo con sdegno - ha detto il deputato abruzzese al Messaggero - questo tentativo di coinvolgere le nostre persone in questo triste mercato. Il 14 voteremo la sfiducia al Governo affinchè il più rapidamente possibile vada a casa e smetta di fare danni all'Italia. La storia di ognuno di noi fatta di coerenza, lealtà e appartenenza al Pd e al centrosinistra, credo che rappresenti la migliore risposta a queste voci infami".
10 dicembre 2010




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