Berlusconi vinci, ma poi per favore molla la poltrona!
Non so se a parlare è più il tifoso milanista, alle corde in queste ore convulse di calciomercato, o il conservatore allergico al partito carismatico, ma in entrambi i casi si fa sempre più forte il desiderio di vedere il nostro Presidentissimo passare la mano.
I meriti di Berlusconi, come imprenditore, politico e sportivo sono tantissimi, ma nessuno è eterno, e se è vero che dei cicli storici come si aprono devono necessariamente chiudersi, crediamo sia venuto il tempo per il Cav. di farsi una meritata vacanza alle Bahamas, da pensionato di lusso, oppure di godersi il piacere della vita in famiglia da buon nonno.
Presidente, ascolta la voce dei tuoi figli che ti chiedono di lasciare ora e per sempre politica e sport! Ascolta il benevolo consiglio di quanti - da Giuliano Ferrara a Giampaolo Pansa - ti spingono a chiudere in bellezza questo "miracolo italiano"!
Perchè accanirsi in questo ruolo salvifico di "salvatore della Patria"? Perchè continuare a gestire questi conflitti d'interesse che sovrappongono la politica allo sport, le tasche degli italiani con le ambizioni, legittime, dei tifosi della squadra che hai reso negli anni la "più titolata al mondo"?
Oggi pomeriggio frange del tifo milanista daranno luogo ad una plateale contestazione della loro società. Alcuni di loro hanno lanciato l'idea (balzana) di "votare Kakà" sulle schede elettorali di sabato prossimo. Questa probabile cessione, unita ad un evidente disimpegno verso il Milan, può innescare un'ondata di malumore che si riverserà paradossalmente sull'immagine politica di Silvio Berlusconi.
Adesso, non è possibile che, dopo quindici anni dalla fatidica "discesa in campo", le fortune e le sfortune del centrodestra italiano debbano essere ancora intimamente legate alla persona di Silvio Berlusconi. Finora, è vero, i tentativi di killeraggio operati da Repubblica, magistrati e sinistrume si sono rivelati un boomerang per i nostri avversari, ma nulla ci dice che in eterno debba continuare ad andare necessariamente così.
Gli italiani dimenticano in fretta i propri eroi e ci mettono poco a farli cadere dall'altare alla polvere. Perchè correre eternamente questo rischio? Perchè farsi invischiare in questo gioco malato che prendendo spunto delle veline e delle Noemi ci sta rendendo ridicoli in tutto il mondo? Sarei tentato di dire che questo scandalo vede il Cav. unicamente nel ruolo di "vittima" delle altrui malignità, ma onestamente credo ci sia dell'altro.
C'è sempre nell'uomo Berlusconi questa volontà di "strafare", che mette costantemente a repentaglio i traguardi faticosamente raggiunti dallo statista. Berlusconi è una persona adulta eppure sembra destinato a giocare la parte del ragazzino birbante che si fa trovare sempre con le mani sporche di marmellata.
La prima volta ci si ride sopra, alla terza, alla quarta, alla quinta non si può fare altro che rimanere zitti imbarazzati. Negli ultimi mesi è sembrato che lo scontro politico non fosse più tra il PDL e il PD ovvero tra due forze politiche, ma tra Berlusconi e Repubblica... e che girasse attorno a questioni private di pessimo gusto che sono diventate il leit-motif di questa brutta campagna elettorale.
Come se non bastassero i guai da Novella 2000, ecco adesso che sono le gazzette dello sport a bastonare quotidianamente il Cavaliere per le attuali disavventure del Milan, colpendo così, di riflesso, anche tutti quegli italiani che lo votano. O, viceversa, che pur non votandolo, tifano per il Milan!
Ciò è inammissibile in una democrazia. Non è possibile che le fortune del centrodestra italiano passino anche per le fortune del Berlusconi imprenditore e del Berlusconi milanista. Non è possibile che sport e politica si trovino così intrecciati. Chi dinanzi al conflitto d'interessi faceva spallucce deve necessariamente ricredersi. Berlusconi deve mollare la politica o il Milan. Meglio, a mio avviso, che ora come ora si decida a mollare tutte e due le cose. Non si tratta di essere irriconoscenti verso il Cavaliere, ma al contrario preoccuparsi che quanto di buono da lui costruito non debba improvvisamente andare in malora.
Non è possibile che le vicende - private, politiche e sportive - di quest'uomo occupino costantemente le pagine dei giornali e che si venga ad ogni turno elettorale chiamati a raccolta da Silvio per difenderlo da chi gli vuole male.
L'Italia del dopo-Tangentopoli aveva bisogno di un nuovo e più maturo sistema politico fondato sull'alternanza bipartitica. Adesso, paradossalmente, ci ritroviamo una sorta di autocrazia modello russo, con un'opposizione scalmanata sui giornali e inconsistente nelle urne. Roba da far rimpiangere addirittura la Prima Repubblica!
Se, come tutto lascia presagire, queste elezioni confermeranno il buon momento del centrodestra, e il PDL ottenesse il risultato sperato all'interno del PPE, Berlusconi avrebbe tutto il diritto di fare un passo indietro lasciando ad altri il timone del comando, facendo uscire così l'Italia da questo referendum permanente sulla sua persona.
Se fosse davvero lungimirante il Cav. dovrebbe lasciare la scena da vincitore. L'happy end è a portata di mano, dopo potrebbe essere già tardi.
Mr. Right





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2 E intanto si intona "Voto podestà solo se resta Kakà" in riferimento alle imminenti elezioni europee.