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    Aghori
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    Predefinito Non tutti i poveri sono poveri

    Non tutti i poveri sono poveri




    Il Centro Studi L’Arco e La Clava ringrazia il Prof. Sermonti per la sua disponibilità e la sua gentilezza nel rispondere ai nostri articoli sul cosmopolitismo dandoci questo suo pezzo. Buona lettura.



    Il caso dei ladaki

    All’ ombra dell’ Himalaya, a tremila metri d’altitudine, c’è una terra inospitale e semidesertica senza alberi e senza fiumi. Si chiama Ladakh e i suoi abitanti ladàki. Scorticata dal sole in estate, è congelata per gli otto mesi invernali, quando le temperature scendono sino a – 40° , i venti formano uragani nei vuoti corridoi del deserto e non piove più. Vi abita da secoli una comunità forte, serena e sorridente. Per quattro mesi lavora i campi, lavora duramente ridendo e cantando, e la distinzione tra lavoro e gioco rimane indefinita.

    Negli altri mesi si celebrano feste e si raccontano storie. La tecnologia dei ladaki, oltre agli arnesi semplicissimi del contadino, consiste nel telaio, nell’aratro e nel mulino ad acqua. Non conoscono neppure il denaro. Eppure nel 1975, quando per la prima volta l’ antropologa Helena Norgerg-Hodge raggiunse il Ladakh per studiare la lingua locale, un indigeno le disse: “Qui non conosciamo affatto la povertà”. Solo otto anni dopo, lo stesso contadino le diceva: “Se solo poteste aiutarci, noi poveri ladaki, siamo cosi miseri”. Dopo 16 anni durante i quali aveva vissuto nel Ladakh per periodi di sei mesi, la Norberg-Hodge pubblica un’ operetta, Ancient future (Futuro arcaico. Lezioni dal Ladakh, Ariana editrice, Casalecchio, 2000) nella quale descrive l’impoverimento della popolazione, in conseguenza dell’arrivo del denaro, dei turisti e della tecnologia. In breve tempo è stata costruita una centrale idroelettrica, si sono diffuse medicina e istruzione di tipo occidentale, sono arrivate la polizia, le banche, il tribunale e la televisione. L’economia monetaria è stata incoraggiata le importazioni sostenute con sovvenzioni, il traffico esaltato, il turismo sviluppato. Si è avuta una proliferazione edilizia con la formazione di slum. La popolazione, che era quasi stazionaria, ha cominciato a crescere con il ritmo del tre per cento annuo.

    Rovinati dal progresso

    In poco tempo i ladaki hanno perso fiducia in se stessi. Sono scomparsi i visi sorridenti, la scintilla degli occhi, la solerzia, l’amicizia, la cordialità. E’ come se la malattia dell’avidità si fosse diffusa tra quella gente sobria. L’agente più dirompente è stato il turismo, che ha portato i modelli del guadagno, della comodità, dello spreco, della superbia, del distacco tra le per

    sone e della estraneità alla terra. Il progresso ha certamente portato alla diminuzione della mortalità infantile e all’aumento della vita media, ma i ladaki non temevano la morte, ora la temono. Ha portato a una dieta più ricca, a una maggiore libertà, ma ha ridotto il senso di responsabilità, la sicurezza e l’allegria.

    Presunzione calvinista

    Che cosa ha prodotto il declino della cultura dei ladaki? L’incontro con una cultura straniera? Ma il Ladakh è una terra di passaggio e ha conosciuto buddhisti, islamici e indù, senza perdere la su identità e la sua lingua. C’è evidentemente, nella nostra cultura occidentale , una condizione di insostenibilità, un germe di dissoluzione, ai quali siamo in qualche modo adeguati, ma che sono indigesti per i popoli con cui veniamo a contatto e ai quali trasferiamo troppo sbrigativamente i nostri modelli. E’ giusti che i ricchi aiutino i poveri, e i civili insegnino ai selvaggi, ma con moderazione e con garbo, senza la presunzione calvinista che la ricchezza sia comunque un attestato di superiorità. Dovremo rispettare i loro modi di vita e accettare che a volte siamo noi che abbiamo qualcosa da ricevere, e da imparare. Per un momento garbato ed umile, lasciamoci invadere dai ladaki.
    Gli Arya seggono ancora al picco dell'avvoltoio.

    •   Alt 

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  2. #2
    Il Mio Nome è Legione
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    Predefinito Rif: Non tutti i poveri sono poveri

    Citazione Originariamente Scritto da Sermonti Visualizza Messaggio
    E’ giusti che i ricchi aiutino i poveri, e i civili insegnino ai selvaggi, ma con moderazione e con garbo, senza la presunzione calvinista che la ricchezza sia comunque un attestato di superiorità.
    A dire il vero i calvinisti non assistono i poveri per principio (non solo l'elemosina non è un dovere religioso ma è condannata).
    Ultima modifica di Astaroth; 12-12-10 alle 19:39

  3. #3
    Mistica Fascista
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    Predefinito Rif: Non tutti i poveri sono poveri

    Citazione Originariamente Scritto da Astaroth Visualizza Messaggio
    A dire il vero i calvinisti non assistono i poveri per principio (non solo l'elemosina non è un dovere religioso ma è condannata).
    Ma penso che si riferisse proprio a ciò che dici quando parla di "presunzione calvinista".

  4. #4
    Il Mio Nome è Legione
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    Predefinito Rif: Non tutti i poveri sono poveri

    Citazione Originariamente Scritto da Giò91 Visualizza Messaggio
    Ma penso che si riferisse proprio a ciò che dici quando parla di "presunzione calvinista".
    E' più equivoca la cosa perché accusa gli occidentali di portare il progresso corruttore con le loro smanie di assistenza. Però si preoccupano delle condizioni materiali degli altri popoli proprio perché non sono abbastanza calvinisti.

  5. #5
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    Predefinito Rif: Non tutti i poveri sono poveri

    Citazione Originariamente Scritto da Astaroth Visualizza Messaggio
    E' più equivoca la cosa perché accusa gli occidentali di portare il progresso corruttore con le loro smanie di assistenza. Però si preoccupano delle condizioni materiali degli altri popoli proprio perché non sono abbastanza calvinisti.
    La 'smania di assistenza' serve solo a giustificare la smania di espandere il mercato e di arricchirsi ulteriormente ai danni di un popolo che non aveva affatto bisogno della televisione americana. Quando c'è un nuovo posto dove importare il nostro magnifico modello liberaldemocratico, il nostro magnifico progresso, c'è solo un'opportunità di fare tanti soldi.

    Imperialismo progressista. Come un cancro che si espande in tutto il mondo.
    Ultima modifica di Orco Bisorco; 12-12-10 alle 21:53

 

 

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