ROMA - Due astensioni e altri due, forse tre, voti a favore della mozione di sfiducia tornati in bilico. La campagna acquisti lanciata da Silvio Berlusconi in vista del voto di martedì prossimo in Parlamento sta iniziando a dare i primi risultati. A farne le spese sono l'Api, il movimento centrista di Francesco Rutelli, e l'Italia dei Valori. Malgrado le rassicurazioni di Antonio Di Pietro ("riconfermo tutta la fiducia in lui, è un valente medico omeopatico, un bravo deputato"), il parlamentare dell'Italia dei Valori Domenico Scilipoti ha ribadito l'intenzione di convocare per domani una conferenza stampa congiunta con Bruno Cesario, ex rappresentante dell'Api passato al Gruppo misto. "L'astensione il 14 dicembre? E' una possibilità. Al momento la mia posizione resta quella di ieri. Domani vedremo", si limita a dire Scilipoti. "Fino a quando sarò nell'Idv voterò in conformità con il mio gruppo. Farò quello che mi dice il partito. Se le cose dovessero cambiare farò delle scelte per l'interesse del Paese", aggiunge. Insieme a Scilipoti e Cesario ci sarà anche l'ex Pd Massimo Calearo e tutto lascia supporre che l'incontro con i giornalisti servirà ad annunciare il voto contro la mozione di sfiducia o tutt'al più l'astensione. Un'ipotesi, la defezione di Calearo e Scilipoti, che comunque non sembra allarmare i finiani. "Seppure fosse diventa 316 a 311", quindi ancora a favore di quelle forze che vogliono sfiduciare il governo, sottolinea il capogruppo di Futuro e libertà alla Camera Italo Bocchino. "Di Calearo - precisa ancora - già sapevamo".
Astensione certa invece, grazie alle promesse di maggiore autonomia e di nuovi fondi per la gestione del Parco nazionale dello Stelvio, da parte dei due deputati della Sudtiroler Volkspartei. "Non ci hanno detto se votate la fiducia vi daremo questo o quell'altro ma è vero - ammette Luis Durnwalder, presidente della Provincia autonoma di Bolzano - che su due o tre cose ci sono state trattative con Tremonti e Calderoli. Abbiamo trovato un accordo sul fondo di solidarietà e sulla segnaletica bilingue". Traguardi comunque insufficienti per votare la fiducia perché "il voto non è un dare e ricevere". "Questo governo - prosegue Durnwalder - è stato eletto dal popolo ma a favore di Berlusconi non voteremo mai. Non lo abbiamo mai fatto, neanche nel 2008 all'inizio di questo governo". Quindi il massimo che la Svp può offrire è l'astensione. In questo clima che resta di massima incertezza gli ultras delle due fazioni continuano a lanciarsi in pronostici ottimistici. Se da un lato il portavoce del premier, Paolo Boaniuti, promette che il 14 "i veggenti resteranno senza lavoro perché il governo avrà la fiducia al Senato e alla Camera", dall'altro il finiano Bendetto Della Vedova risponde che "Berlusconi non avrà la fiducia e quindi dovrà dimettersi".
Primi colpi del mercato parlamentare: si astiene la Svp, in bilico Scilipoti (IdV) - Repubblica.it




Rispondi Citando
ostridicolo:
