«Disprezzato il nostro impegno»: amministratori locali
di ogni schieramento soci dell’Azione Cattolica raccontano
il loro malessere e le incomprensioni nelle loro comunità
Da quando sono impegnato
nelle istituzioni come
amministratore locale,
mi sono state chiuse le
porte della parrocchia.
La politica deve restare
fuori.Ma il mio non è un
servizio alla comunità?
Nonè una forma dell’impegno di carità verso i
fratelli e la società? Invece che disponibilità˘
al confronto, ho incontrato ostilità˘ e diffidenza
». È l’amaro sfogo di un amministratore locale.
Uno degli iscritti all’Azione Cattolica che
unmesefa, lo scorso 13 novembre, si è ritrovato
a Roma alla Domus Mariae per partecipare
all’incontro degli amministrazioni locali «soci
» della maggiore associazione del cattolicesimo
italiano. Un momento importante perché
al di là degli inviti rivolti a più riprese dal Papa
e dalle gerarchie ai laici cattolici ad impegnarsi
in politica, i problemi ci sono e subito dopo
la Settimana sociale dei cattolici di Reggio Calabria
vi è stato questo incontro. Oltre 220 gli
amministratori locali presenti: una rappresentanza
significativa di quasi tutte le regioni italiane,
e trasversale. Con eletti nello schieramento
del centrodestra e, più numerosi, nel
centrosinistra. Presenti anche consiglieri comunali
di liste «civiche» e dell’Udc.
Un dibattito serrato.E soprattutto un confronto
vero su quanto sia in salita il cammino
di chi ha deciso di impegnarsi in politica. In
particolare per chi ha scelto di farlo nello
schieramento di centrosinistra. Difficile superare,
anche in parrocchia, la diffidenza verso
chi giudica la politica «una cosa sporca», «segnata
dagli interessi personali». A questo si
somma l’altra difficoltà: quell’«incomprensione
» che spesso il credente registra nelle formazioni
partitiche in cui milita. Il prezzo è quello
dell’isolamento. Un bel paradosso.
Le ragioni della «buona politica» sono state
richiamate dal presidente dell’Azione Cattolica,
Francesco Miano: «È una scelta di carità,
un servizio reso alla comunità indispensabile
per sostenere la condizione dei più deboli. Visto
che i forti hanno altri modi per tutelarsi».
Miano ha evocato «quel di più» del credente:
quel «avere uno sguardo lungo sulla storia,
senza essere schiacciati sull’oggi». Eppure sono
tante le incomprensioni denunciate all’incontro.
«Si preferisce organizzare seminari sulla
Santissima Trinità˘ piuttosto che approfondire
temi di grande rilievo per la vita dellacomunità
e per il bene comune possibile» sbotta tra
gli applausi Beatrice Draghetti, presidente
della provincia di Bologna, eletta dal Pd. Lamenta
«solitudine» e «mentalità˘ sospettosa
». Chiede apertura vera anche all’apporto
del mondo laico per individuare il terreno di
mediazione tra «valori e ricerca del bene comune
possibile». «Quell’incontro – commenta
- è la risposta giusta alla lacerazione».
«Perché in parrocchia non discutiamo anche
di sussistenza, di intervento pubblico e
privato, di bilancio partecipato o di urbanistica
sociale, della precarietà dei giovani?» si domandanoin
tanti. Fabio Pizzul, consigliere regionale
e capogruppo del Pd in Lombardia,
denuncia «l’appiattimento sul presente e sulla
difesa degli interessi» e gli effetti di una «deformazione
mediatica della realtà». Occorre
reagire. Interviene anche Massimo Fratini. È
consigliere del Pd al comune di Firenze. Solo
da poco è riuscito a ritrovare un suo ruolo in
parrocchia seguendo i giovani dell’Azione cattolica.
Lo dice chiaro: «Per me è ovvio cercare
“consenso” nel mio ambiente. Da dove partire
se no perché la mia non sia semplice testimonianza,
ma azione incisiva?». Racconta
del suo impegno quotidiano per raggiungere
il «bene comune possibile» a
difesa della dignità della persona
e della vita, fatto di
emendamenti e di correzioni
alle delibere.Unlavoro che rischia
di essere messo in discussione
dalle prese di posizione
«sui valorinon negoziabili
» del centrodestra che «guardano più al
plauso dei vescovi, che agli effetti concreti».
Ricorda - e non è il solo - di quanto sia importante
la competenza, ma come spesso finiscano
per «essere premiati» i politici che «si improvvisano
». Un segno del «degrado dei tempi
» per Mimmo Zapponi che è un veterano
dell’Azione cattolica. Ora è consigliere comunale
a Terracina per il centrosinistra. Rimarca
i tanti guasti creati dalla debolezza culturale
e «dalla nuova morale imperante» e denuncia
la disattenzione della Chiesa su questo punto.
Parla di «politica in crisi e di crisi del pensiero
» anche Alberto Mattioli, vice presidente
del consiglio comunale di Milano, del Pd. «Si
lavora con il respiro corto dei tempi del sondaggio
– spiega - che cancella la dimensione
strategica. Si subisce l’effetto delle paure».
«Si parla di difesa della dignità della persona,
manon sono forse persone iromo gli extracomunitari?
» fa notare Paolo Cova, consigliere
della provincia di Milano.
«Occorre porsi il problema della rilevanza,
del consenso e del potere» afferma Francesco
Angelini, consigliere comunale a Rimini
per il centrosinistra. «E mettere le mani nel
cuore della società ed essere incisivi» insiste
Luigi Bonadonna, anche lui amministratore a
Rimini. Chiede ai cattolici impegnati in politica
di «fare rete» a prescindere dagli schieramenti
Valerio Borghetti, consigliere provinciale
a Forlì: invocamenoStato e più sussidiarietà.
Parla di «città dell’uomo da costruire comeluogo
di appartenenza» il sindaco di Ferrara,
Tiziano Tagliani eletto
dal centrosinistra. Lo condivide
Barbagallo, che è consigliere
regionale Pd in Sicilia.
Denuncia la logica dello
scambio e del clientelismo
che crea consenso, ma «che
non è politica». Ai vescovi
che invocano la difesa della vita, chiede coerentemente
«un giudizio netto e critico» sulla
guerra preventiva, sulla precarietà del lavoro,
sullo stravolgimento urbanistico e del territorio.
Èancora più netta Carla Mantelli, consigliera
comunale a Parma, anche lei del Pd.
«L’uso selvaggio del suolo pubblico è
“immorale” quanto l’aborto», esclama a proposito
di ciò che nel concreto è eticamente
sensibile. Qualcuno protesta.
Milita nell’Udc il presidente della provincia
di Ragusa, Franco Antoci, e lancia un consiglio:
l’impegno in politica deve essere una
scelta di servizio alla comunità, non una professione.
Per questo è meglio mantenere un
proprio lavoro. Chiede il superamento della
logica del sospetto per chi si impegnain politica
e coerenza anche Michele Napoli, consigliere
regionale Pdl in Basilicata. Difende la dignità
della politica Lorenzo Santolocito, consigliere
di circoscrizione della capitale, anche
lui approdato al Pdl. Fa una richiesta precisa
all’Azione cattolica il sardo Giuseppe Patta:
aiuti vescovi e parroci a riformulare il loro rapporto
con la politica. Chiede più coraggio e
più profezia alla Chiesa Fernando Balestrini
amministratore a san Benedetto del Tronto.
Michele Cagnetti è di Terlizzi, in Puglia, ha
fondato una lista civica. «Gli altri canali – spiega
- erano tutti preclusi. Sono minoranza, ma
“profetica”».
Le possibili ragioni di questa distanza della
Chiesa le spiega Miana: «Di fronte all’attuale
configurazione del quadro politico, può
aver eluso il problema per non dividere la comunità
». «Ma A.c – aggiunge – non lo vuole
eludere. Vorremmo unire i credenti impegnati
in politica e rispettare le differenze. Non sarete
soli». L’impegno è preso. Chi ha rincuorato
tutti è stato monsignor Giancarlo Bregatini,
arcivescovo di Campobasso e presidente
della Commissione Cei per i problemi sociali e
il lavoro. «Tanto più la politica sarà capace di
ascoltare ed essere vicina ai problemi delle
persone, tanto più – ha affermato - crescerà
anche la dinamica democratica all’interno dei
partiti».Maoccorre saper parlare chiaro. Il vescovo
ha richiamato il bisogno di «profezia e
prossimità» e su punti precisi posti dalle Settimane
sociali: la cittadinanza per i figli di immigrati
nati in Italia, la riforma elettorale per
ridare la parola ai cittadini. Al centro occorre
porre la dignità della persona e del creato da
testimoniare con coraggio. Come ha fatto il
sindaco di Pollica, Angelo Vassallo. Lo sottolinea:
laico, voleva che la sua terra fosse giardino
per l’uomo, per questo è stato assassinato.
Tutti scattano in piedi,commossi, adapplaudire
di Monteforte, L'Unità 13 dicembre 2010




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