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    Predefinito Ecumenismo maomettano: 500 cristiani fatti a pezzi

    Preghiera
    di Camillo Langone
    30 ottobre 2010
    Leone di San Marco, hai ruggito in Veneto, adesso devi ruggire a Venezia.
    Grazie a te nell’entroterra è stato eletto un bel manipolo di sindaci autoctonisti: ho molto apprezzato sul Gazzettino le dichiarazioni antimoschea di un primo cittadino bellicoso come il nome del suo comune, Nervesa della Battaglia.
    Ma nel capoluogo, o capitale che dir si voglia, le cose vanno di male in peggio, le braghe sono sempre più calate. L’altro giorno ho scoperto una nuova testa di ponte dello straniero: il “People mover”. E’ un trenino sopraelevato che collega il parcheggio del Tronchetto con piazzale Roma.
    Leone di San Marco, gli architetti e gli assessori che lo hanno chiamato così, màngiali!
    Preghiera del 30 ottobre 2010 - [ Il Foglio.it › Preghiera ]


    Ecumenismo maomettano: 500 cristiani fatti a pezzi
    NIGERIA, MEZZALUNA DI SANGUE
    Donne e bambini scannati a colpi di machete nel nome di Allah
    Borghezio: “Silenzio assordante di chi nega il pericolo islamico”
    Jos (Nigeria) – di Redazione.
    Orrore dalla Nigeria: bande di pastori nomadi maomettani sono piombati su tre villaggi di contadini cristiani e hanno orrendamente massacrato centinaia di innocenti, in maggior parte donne e bambini. L'abominevole carneficina è stata consumata a Dogo Nahawa, Ratsat e Zot, località alle porte della capitale dello Stato, la città di Jos. Il bilancio ufficiale dell'eccidio è di oltre 500 morti. Le forze dell'ordine nigeriane sono riuscite ad arrestare un centinaio di criminali islamici.

    RESA E MASSACRO.
    L'attacco, secondo la ricostruzione delle autorità nigeriane, è stato organizzato con cura: parecchie centinaia di maomettani sono calati dalle montagne e hanno attaccato i villaggi sparando all'impazzata contro le abitazioni per costringere gli abitanti ad arrendersi e uscire dalle case. Subito dopo la resa della popolazione, il massacro: gli islamici hanno scannato più di 500 cristiani facendoli a pezzi a colpi di machete.

    PRECEDENTE ATTACCO.
    Un precedente attacco islamico, nello scorso gennaio, era miseramente fallito: i cristiani, allertati per tempo, si erano difesi con successo. Alla fine della battaglia si contarono 464 morti, quasi tutti maomettani. Questa volta i mussulmani sono riusciti a cogliere di sorpresa i cristiani e realizzare il loro progetto sanguinario.

    SILENZIO ASSORDANTE.
    Sull'olocausto nigeriano è interventuto l'eurodeputato leghista Mario Borghezio ricordando che "lo spaventoso massacro di cristiani in Nigeria ripropone la cruda realtà, spesso minimizzata dai mass media, di una caccia al cristiano orami scatenata in alcuni Paesi africani e asiatici dai fondamentalisti mussulmani".
    "Di fronte a una realtà così evidente di odio e di fanatismo religioso anticristiano - ha aggiunto Borghezio - quanto durerà il silenzio assordante di coloro che continuano a negare la realtà dei pericoli presenti e futuri dell'invasione islamica dell'Italia e dell'Europa?".
    Il Padano

  2. #2
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    Predefinito Rif: Ecumenismo maomettano: 500 cristiani fatti a pezzi

    La padania 12-12-2010
    I proiettili nelle buste non fermano Nello Rega
    «In prima linea contro i soprusi dell’islam»
    MATTEO VINCENZI
    CASTELBELFORTE (MN) - «Diamo rispetto, ma dobbiamo
    anche avere il coraggio di pretenderlo. Urge che ci spogliamo
    della paura verso chi impunemente cerca di tacciarci come razzisti,
    per il solo fatto di difendere la nostra civiltà».
    Questo l’appello, tra i vari, che Nello Rega, il noto scrittore
    e caposervizio di Televideo Rai-Redazione Esteri - con alle spalle
    esperienze come inviato in Algeria, Libano, Kosovo, Albania, Romania,
    Cipro – ha lanciato a margine dell’incontro tenutosi presso la sala
    polivalente di Castelbelforte (Mantova), dove ha colto l’occasione
    per presentare il suo libro “Diversi e Divisi. Diario di una convivenza
    con l’Islam”. Opera i cui proventi sono destinati al finanziamento
    di progetti umanitari e in particolare alla realizzazione di un oratorio
    per bambini in Libano.
    Il convegno è stato introdotto dalla prima cittadina Graziella
    Bussolini e dall’assessore ed ex sindaco Massimiliano Gazzani.
    Entrambi sono leghisti.
    Un libro dove viene raccontata la diversità tra la cultura occidentale
    e quella islamica, basata su fatti concreti, peraltro vissuti in prima
    persona dall’autore. Racconti “scomodi”, che da tempo non
    gli permettono di vivere la sacrosanta serenità quotidiana
    come sarebbe nel diritto di ogni persona.
    Rega, infatti, è continuamente minacciato di morte dagli integralisti
    islamici di Hezbollah. «Non abbasserò mai la guardia, perché credo
    nella libertà e nei nostri valori», ha subito evidenziato lo scrittore,
    prima di cominciare a raccontare la sua esperienza, poi non andata
    a buon fine a causa di diversità “insormontabili”, con una compagna musulmana.
    Le riflessioni di Rega sull’Islam hanno tuttavia spaziato a 360°.
    «L’Islam, purtroppo, ha un concetto inconcepibile delle donne,
    che commisura alla stregua di una lavatrice, neanche avessero
    un pulsante da pigiare e utilizzare a proprio piacimento».
    E dichiarando, con fierezza: «Se per difendere i diritti
    delle donne mi accusano di razzismo, allora lo ammetto
    io per primo: lo sono!».
    Affermazione cui sono seguiti gli applausi della sala.
    Parole durissime sono state indirizzate anche a chi impone
    alle donne di indossare niqab e burqa (una signora del pubblico
    lo ha indossato per prova, ndr), tessendo gli elogi dell’assemblea
    francese per averlo bandito con una recente legge.
    S’è velocemente soffermato anche sull’ultima minaccia
    di morte ricevuta.
    «Mia madre, nell’aprire la posta com’è solita fare ogni mattina,
    ha trovato due proiettili avvolti in un articolo di giornale che parlava
    del sottoscritto, a firma di Hezbollah: vi lascio immaginare il suo
    sgomento».
    A fine convegno la sindaca Bussolini ha tenuto ad aggiungere:
    «Sentire certe testimonianze, mi rende ancor più felice
    di appartenere a una fede fondata sulla carità, e sul valore
    della persona. Come donna mi sono sempre considerata
    una persona, ancor prima di una femmina».

 

 

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