
Originariamente Scritto da
QUINTO
Questo articolo dice cose giuste ma purtroppo il problema di come vengono trattati gli animali è un problema generalizzato in Europa e nel mondo e non dipende solo dai musulmani.
Rispetto per la vita e la sofferenza significa contrastare globalmente i soprusi, le ingiustizie e le torture commesse contro gli animali. Gli animali sono esseri senzienti, ogni specie è in possesso di un certo livello di percezione del dolore e della morte e conseguentemente ne prova angoscia.
Ogni anno nel mondo sono miliardi gli animali massacrati nei macelli. Spesso vivono in allevamenti intensivi senza possibilità di muoversi, nutriti forzatamente in modo contrario alla loro natura, trasportati in condizioni agghiaccianti sui tir, senza cibo né acqua per centinaia o migliaia di chilometri e macellati con metodi brutali (anche senza stordimento preventivo nel caso della macellazione rituale) tra il sangue e le urla dei loro simili. Galline ovaiole, oche, pecore, capre, mucche dopo una breve vita di atroci sofferenze, finito il loro ciclo produttivo di "macchine da latte o da uova", vengono spedite al mattatoio. Le mucche fecondate artificialmente e tenute sempre in gravidanza per produrre latte vengono munte con apparecchiature automatiche che causano loro mastiti ed infezioni. Quando la loro produzione cala vengono macellate. I vitelli sono allontanati dalle madri appena nati, nutriti con una dieta povera di ferro per rendere la loro carne anemica e quindi più bianca e più tenera e macellati a poche settimane dalla nascita. Alle oche vengono strappate le piume più volte all’anno senza anestesia per produrre morbide imbottiture e vengono ingozzate per la produzione del foie-gras. La morte dei pesci e crostacei avviene invece per soffocamento in una lunga, silenziosa agonia. Alcuni pensano che basterebbe, ipoteticamente, che i mattatoi fossero di vetro per far risvegliare la coscienza di molte persone.
Una forma estrema di rispetto verso gli animali è il vegetarianesimo, uno stile di vita le cui radici sono molto antiche. Ogni secolo ha avuto qualche illustre vegetariano: Pitagora, Platone, Leonardo Da Vinci, Lev Nikolaevic Tolstoj, Mohandas Karamchard Gandhi, Albert Einstein, Giordano Bruno, Charles Darwin, Cicerone, Johann Wolfgang Goethe, Seneca, George Washington, sono solo esempi di una numerosa schiera di persone vegetariane.
Non è tuttavia indispensabile essere vegetariani per dimostrare il proprio rispetto per la vita animale. Occorre l'impegno affinché le pratiche di allevamento, di trasporto e di uccisione degli animali soddisfino dei requisiti minimi che garantiscano una vita decente per gli animali, trattati come tali e non come macchine. Occorre l'impegno contro lo sterminio degli animali per fini superficiali e volgari "di moda" (pellicce, borsette, cinture, guanti, caccia sportiva, ...); moltissimi dei prodotti derivati dall’uccisione o dallo sfruttamento di animali come ad esempio cuoio, pelle, pellicce, seta, sono oggi sostituibili con materiali migliori, meno costosi e meno inquinanti. Occorre l'impegno per avere dei requisiti di trasparenza e qualità per i consumatori. Inoltre occorre stabilire una decente età minima di vita per ogni animale così da impedire ad esempio l'uccisione di vitelli e agnelli. Va severamente vietato l'uso alimentare di animali domestici che stabiliscono con l'uomo un particolare rapporto affettivo, come i cani e i gatti. Occorre una buona promozione di una dieta equilibrata, cosa che attualmente non viene fatto negli Stati più industrializzati. Adottare una dieta equilibrata implica un certo consumo vegetale e la preparazione di tali piatti richiede meno tempo e minore spesa. Inoltre adottare una dieta equilibrata determina un'ulteriore importante conseguenza: coltivando lo stesso terreno necessario a produrre 1 Kg di carne si possono ottenere decine di chilogrammi di verdure, legumi, cereali, frutta, cibi ad alto tenore proteico che potrebbero essere destinati al consumo umano contribuendo così a contrastare la fame nel mondo nutrendo un numero molto maggiore di persone. Questo eviterebbe anche i maggiori costi dovuti all'allevamento degli animali, il problema dello smaltimento delle deiezioni animali.
L'assenza di leggi appropriate e la scarsa vigilanza consente il permanere di allevamenti fuori controllo, che trattano immoralmente gli animali, che abbondano nell'utilizzo di ormoni, insetticidi, metalli pesanti ed antibiotici, mettendo cosi anche a rischio la salute del consumatore.