User Tag List

Risultati da 1 a 2 di 2
  1. #1
    email non funzionante
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Messaggi
    13,127
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Dal ribaltone al centrino!

    di A. Sallusti

    Dal tentato, e fallito, ribaltone parlamentare a quello mediatico.
    Ribaltare la realtà è ormai il segno distintivo di Gianfranco Fini e dei suoi compagni di strada, da Casini a Bersani.

    A leggere la maggior parte dei commenti apparsi sui giornali di ieri sembrava che Berlusconi e la maggioranza avessero di fatto perso e che a vincere fossero stati loro.
    «Governo Scilipoti», hanno definito in molti l'esecutivo uscito indenne dalla conta ironizzando sul deputato transfuga dell'Idv che sarebbe stato decisivo nella votazione.
    Ovviamente non è vero.
    Semmai, decisiva è stata la crisi di coscienza di tre deputati finiani che non se la sono sentita di tradire elettori e ideali (da soli hanno spostato sei voti).

    Decisiva è stata la compattezza dell'asse Pdl-Lega.
    La verità viene ribaltata anche sul ruolo e sulla forza del Fli, partito che si è dimostrato inutile alla maggioranza quanto all'opposizione che aveva scommesso di abbattere Berlusconi usando Fini come Cavallo di Troia.
    La verità è che i ribaltonisti sono usciti dal voto a pezzi (ieri, per la prima volta dall'inizio crisi, un emendamento del Fli non è passato in aula).
    Tanto che a poche ore dalla sconfitta, Fini, Casini e Rutelli hanno annunciato di voler unire i cocci. Costituiranno un unico gruppo parlamentare, prova generale di una coalizione da mettere in campo in caso di elezione.

    Un gruppo di centro che non guarda a sinistra, giurano.
    E mentono.
    Tutti e tre (Fli,Udc e Api) sono già alleati del Pd nel governo della Sicilia.
    Un gruppo unito come un sol uomo, giurano.
    E ri-mentono.
    La prova è che martedì, uno tra Fini e Casini dovrà rimangiarsi al Senato il voto già dato sulla riforma universitaria.
    Alla Camera, infatti, il Fli votò a favore e l'Udc contro.
    Prima prova, quindi, e primo rospo che uno dei centristi dovrà ingoiare.
    Ne seguiranno altri, perché i cattolici di Casini e i laicisti di Fini non saranno d'accordo su nessun tema etico, su come e dove indirizzare le poche risorse economiche che ci sono, su dove tagliare.

    Per la verità, e siamo alle comiche, non c'è accordo neppure sul nome da dare a questo schieramento: Alleanza per la Nazione, propongono dal Fli evocando An; Unione dei Centristi, ribattono dall'Udc cercando di sdoganare la propria sigla.

    Insomma, la grande novità della politica italiana nasce sotto i peggiori auspici e secondo i vecchi riti.
    Nasce per salvare il soldato Fini dalla sconfitta totale, dargli un po' di ossigeno perché possa illudere i suoi, molti dei quali propensi al ritorno in casa Pdl, che ci sia un futuro politico dopo la batosta di martedì.
    In sostanza è Casini che sta cercando di inghiottire i traditori di Berlusconi per traghettarli, insieme all'ex candidato premier dell'Ulivo Rutelli, nella pancia della sinistra, senza la quale, fuori dal Pdl, è impossibile pensare di vincere non dico le elezioni politiche ma neppure quelle di un consiglio comunale.

    Questa descritta non è un’ipotesi di fantapolitica ma il progetto neppure tanto segreto di Massimo D'Alema, l'eterno sconfitto che non sia rassegna a uscire di scena.
    Proprio D'Alema vede in Casini il nuovo Prodi, cioè il prestanome ideale per riportare gli ex comunisti alla vittoria elettorale e quindi a palazzo Chigi.

    Il centrino dovrebbe quindi essere l'embrione di un centrone fascio-catto-comunista da contrapporre all'asse Pdl-Lega.
    Che facciano.
    Quattro leader sconfitti non ne fanno uno vincente.
    Quattro idee sommate non ne fanno una buona.
    Lo si è visto in tutte le elezioni, così come nella votazione sulla sfiducia. Un’operazione di questo genere non farà che accelerare la fuga dei loro parlamentari (ed elettori) verso schieramenti con idee chiare e univoche. Berlusconi e Bossi aspettano a braccia aperte.

    dalla prima pg. e dalla pg.2 de ilgiornale.it 16 12 2010

    saluti

    •   Alt 

      TP Advertising

      advertising

       

  2. #2
    email non funzionante
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Messaggi
    13,127
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Rif: Dal ribaltone al centrino!

    Ora è il momento di tagliare le tasse!

    Nicola Porro pg.1 e pg.9 de ilgiornale.it 16 12 2010

    Caro presidente del Consiglio, accetti una critica.
    Essa non si fonda su un pregiudizio politico.
    E tanto meno ignora le regole spesso assurde con cui è costretto a governare e l’eredità pesantissima che arriva dal passato.

    Ieri l’Ocse ha certificato ciò che tutti sappiamo: l’Italia è salita al terzo posto tra i paesi più tassati del mondo sviluppato.
    Ci siamo presi la briga di andare oltre e fare due conti, grazie all’Istat.
    Eccoli.

    Negli ultimi dieci anni, dal 2000 al 2009, lo Stato italiano ha speso a più non posso come se fosse un ricco miliardario e di conseguenza ha raschiato anche il fondo del barile delle imposte. Eppure il suo fatturato (si chiama Pil) è andato così così.
    Mettiamo giù qualche numero. E partiamo dalla spesa.
    In nove anni le spese correnti (mica quelle per costruire strade od ospedali) sono aumentate di 220 miliardi di euro: si tratta per lo più degli aumenti della spesa pensionistica, dei consumi della pubblica amministrazione e degli stipendi dei nostri dipendenti pubblici.
    Mica poco.
    Nel frattempo la nostra crescita (quella che in genere si indica con percentuali dello zero virgola) è stata modesta. Negli stessi anni in cui incrementavamo le uscite di 220 miliardi per apparecchiare la tavola e per pagare il servizio, il fatturato italiano cresceva di 330 miliardi. Ma ciò che più conta è che lo Stato esattore per stare dietro alle sue spese folli, continuava nella sua opera di ipertassazione. In soli dieci anni i cittadini italiani hanno incrementato il loro contributo fiscale di circa 170 miliardi di euro. Cerchiamo di essere più chiari: nel 2009 abbiamo pagato più imposte rispetto al 2000, per la bellezza di 170 miliardi di euro.

    Gentile presidente, in dieci anni non si è affatto invertita la tendenza tipica dello Stato italiano.
    La strada è sempre la solita: si spende e si tassa. E si cresce poco.
    Rispetto a soli dieci anni fa i contribuenti italiani si sono visti sottrarre una montagna di quattrini. Il numero complessivo di quanto paghiamo per tenere in piedi questo Stato è stato nel 2009 pari a 700 miliardi, quasi la metà della ricchezza che i lavoratori e le imprese producono in un anno.
    Roba da capogiro.
    È proprio questa la cifra che ci ha fatto scalare la classifica dell’Ocse.

    In un’intervista fatta alla Bbc, Keynes, agli inizi degli anni ’30 diceva: «Cerchiamo di non sminuire questi magnifici esperimenti e di non rifiutarci di imparare da essi... Il piano quinquennale in Russia, lo Stato corporativo in Italia... Speriamo che abbiano tutti successo».
    Per fortuna fascismo e comunismo sono morti, purtroppo l’invadenza dello Stato nell’economia ha vinto: soprattutto da noi.
    In molti ritengono che sia tutta colpa del debito pubblico e agli interessi (circa 70 miliardi l’anno) che paghiamo per onorarlo.
    Essi sono solo la misura della nostra malattia.
    Una misura peraltro che è tenuta a bada dall’antibiotico dei tassi di interesse bassi.
    Paradosso dei paradossi, nel 2009 e nel 2010, la nostra spesa per interessi è magicamente diminuita (grazie all’euro e alla crisi che ha ridotto i saggi di sconto a zero) di 9 miliardi l’anno.
    Insomma dal punto di vista puramente aritmetico non ci sono scuse: il berlusconismo ha probabilmente tenuto in efficienza la macchina.
    Ma il punto è che siamo arrivati al punto di doverla rottamare, questa benedetta macchina.

    Scrivere è piuttosto semplice; governare no.
    Ma chi aspira a lasciare un segno in questo paese, deve pensare alla grande, alla grandissima.
    Il governo Berlusconi, grazie anche al ministro Giulio Tremonti, non poteva gestire meglio la crisi economica mondiale.
    E i numeri lo dimostrano.
    Abbiamo tenuto la febbre a bada.
    Ma così facendo il governo regala ai propri figli un problema e non una soluzione.
    In un paese in cui i tagli si contestano per principio, non è facile agire.
    Ma è necessario sottoscrivere un nuovo contratto con gli italiani.
    Altro che tagli tremontiani.
    Il presidente del Consiglio dovrebbe riuscire a imporre un piano molto semplice, ma coraggioso.
    Un taglio brutale del 10 per cento della spesa pubblica (70 miliardi) con il quale finanziare una riduzione fiscale di pari importo.
    Un gigantesco travaso di risorse.

    Sia chiaro, si tratta di un’operazione dolorosa, dolorosissima.
    Tagliare il 10 per cento di spesa pubblica, significa tagliare prestazioni e stipendi.
    Ma venire tassati al 50 per cento non lo è altrettanto?

    saluti!!!!!!!!!

 

 

Discussioni Simili

  1. Berlusconi: meglio votare PD che il "centrino"
    Di Alepk nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 33
    Ultimo Messaggio: 02-01-13, 17:51
  2. Il ribaltone no!
    Di DADO nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 17
    Ultimo Messaggio: 08-11-11, 23:38
  3. Dal tentato ribaltone alla nascita del centrino
    Di orpheus nel forum Centrodestra Italiano
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 16-12-10, 23:34
  4. Ribaltone 2....
    Di agaragar nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 117
    Ultimo Messaggio: 15-08-10, 18:05
  5. E' l'ora di Intel® Centrino
    Di Jaki nel forum Scienza e Tecnologia
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 25-04-03, 22:15

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  

1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50 51 52 53 54 55 56 57 58 59 60 61 62 63 64 65 66 67 68 69 70 71 72 73 74 75 76 77 78 79 80 81 82 83 84 85 86 87 88 89 90 91 92 93 94 95 96 97 98 99 100 101 102 103 104 105 106 107 108 109 110 111 112 113 114 115 116 117 118 119 120 121 122 123 124 125 126 127 128 129 130 131 132 133 134 135 136 137 138 139 140 141 142 143 144 145 146 147 148 149 150 151 152 153 154 155 156 157 158 159 160 161 162 163 164 165 166 167 168 169 170 171 172 173 174 175 176 177 178 179 180 181 182 183 184 185 186 187 188 189 190 191 192 193 194 195 196 197 198 199 200 201 202 203 204 205 206 207 208 209 210 211 212 213 214 215 216 217 218 219 220 221 222 223 224 225 226