
Originariamente Scritto da
Cabala Candelaia Circea
Cogli appieno lo spirito: conservatori e progressisti partono da un'origine comune, l'insoddisfazione nel e del presente.
I primi tendono a rifugiarsi nel passato, in ciò che hanno già visto, sperimentato, vissuto. I secondi tendono all'incognita del futuro, in ciò che mai hanno provato, ritenendo l'ignoto potenzialmente carico di miglioramento del passato e presente.
Tutti gli altri si collocano in apposite vie di mezzo, dai liberali ai socialdemocratici, dagli anarchici ai reazionari. Tutto parte dal presente, e nel presente nessuno ci vuole stare.
Questo è il motivo per cui i tradizionalisti sono, dal mio punto di vista, degli eterni nostalgici: tra X generazioni, essi guarderanno alla società attuale come tradizionale, mentre quelli di oggi guardano a quella precedente come ancora più tradizionale, in un gioco senza mai fine. Più si va indietro e più la tradizione aumenta d'intensità. Questo è il fondamento dei tradizionalisti. La proporzione diretta tra era ed intensità, tra ingenuità primoridiale e verità. L'uomo primordiale fu il primogenito, quindi il meno corrotto, il più saggio, il più vero.
I progressisti invece sono degli eterni visionari, degli psicopatici corridori, sempre in attesa di conoscere cosa ci sia dietro la prossima curva a gomito. In costante movimento, mai immutabile, perché chi si ferma si corrompe col passato e l'istante appena vissuto.
La politica e la propensione culturale ad essa associata è roba da psichiatri, non da sociologi o politologi. Nella religione e spiritualismo, si arriva a livelli ancora più estremi.