Ronnie Biggs, libero l’autore della Grande Rapina al Treno.
E’ nato l’8 agosto del 1929. L’otto agosto del ’63 ha firmato il colpo del secolo e ora, forse proprio l’8 agosto, per lui si aprono i cancelli del carcere inglese di Norwich. Ad ottant’anni suonati esce di galera sua maestà Ronnie Biggs. Un po’ di tempo fa, insieme a quindici compagni, assaltò il postale Londra- Glasgow portando via 2,6 milioni di sterline al governo britannico. Dopo 30 anni di latitanza e nove anni di galera la polizia della corona inglese ritiene abbia saldato il suo debito. Nessun dubbio, Ronnie. L’otto agosto ti gira proprio bene.
di CLAUDIA MIGLIORE
Ronnie Biggs, un personaggio in bilico tra la cronaca e la leggenda. Un’esistenza costellata di fughe rocambolesche ed episodi paradossali. Una sua fotografia ce ne restituisce una immagine perfetta: vestito da punk e con una birra in mano. E’ il 1979 e Ronnie compie uno dei tanti gesti plateali accogliendo l’offerta dei Sex Pistols di cantare nella colonna sonora del documentario “The Great Rock’n Roll Swindle – la grande truffa del rock’n roll”. I Sex Pistols, l’icona del punk, i provocatori per eccellenza affidano due canzoni del loro album al vecchio Ronnie. Perché? Perché è il 1979, sono passati sedici anni dalla rapina al postale Londra – Glasgow, dieci anni dalla fuga di Ronnie dopo l’arresto e dall’inizio della sua latitanza. Perché tutta Scotland Yard lo sta cercando, senza risparmio di fondi e di tempo, il commissario Jack Slipper lo insegue invano per tutto il mondo, e Ronnie Biggs torna in Inghilterra per cantare.
Un vita la massimo
Questo è uno dei tanti episodi che caratterizzarono la vita di un uomo che fino alla notte dell’8 agosto 1963 era stato nessuno. O meglio, uno qualunque dei quindici sbandati che avevano deciso di cambiare la loro vita, per sempre, assaltando un postale che trasportava 2,6 milioni di sterline (oltre 50 milioni di euro). Al Bridego Railway Bridge nel Buckinghamshire. Senza armi, senza un progetto. Né per l’assalto nè per il futuro. Quindici “sfigati” che subito dopo il furto si erano divertiti a giocare a monopoli con i pezzi da uno, cinque e dieci sterline della refurtiva. Non potevano andare lontano quindici così, anche se i sogni a volte aiutano a correre. Uno ad uno erano stati arrestati tutti. L’ultimo, Ronnie Biggs.
Ultimo. Non a caso.
Forse il playboy, il disertore della gloriosa RAF (Royal Air Force n.d.r.), non voleva essere come tanti e soprattutto non aveva nessuna intenzione di passare la sua vita in prigione. Così il 7 luglio del 1965 fugge utilizzando una scala di corda per scavalcare il muro che lo separa dalla libertà. Il 7 luglio 1965, con una nuova faccia e una nuova vita, inizia la sua partita a scacchi con la storia.
La Leggenda
Ogni passo, ogni momento, è un’occasione per prendersi gioco delle autorità. E’ a Parigi, poi a Melbourne, poi in Brasile. Il tempo passa e le sue gesta diventano leggenda. A Rio cominciano a vendere tazze da caffè e magliette con il suo nome. Ronnie si fa fotografare e organizza festini a pagamento nel suo giardino. Ogni mossa è uno scacco. Alle istituzioni, al conformismo, agli ambienti perbene inglesi. Arrivano i Sex Pistols, poi il rapimento da parte dei contrabbandieri di Barbados, poi una nuova canzone con i Die Toten Hosen, una band punk tedesca. Poi i tre ictus, la vecchiaia, la nostalgia della sua terra.
Scacco matto
Nel 2001 Ronnie Biggs ha 71 anni, è un uomo solo e malato, ma non ha perso la voglia di giocare. Un ultimo gesto plateale. Lo scacco matto. Torna a casa per restarci. Accompagnato dai cronisti del The Sun, si consegna alla polizia e chiede clemenza.
Secondo la legge inglese avrebbe dovuto uscire a cent’anni ma dopo nove anni e mezzo di galera, ad agosto di quest’anno, senza più voglia di giocare e forse di vivere, Ronnie Biggs sarà libero. La pietà del governo inglese ha superato la rabbia e la frustrazione per le mortificazioni subite. Il ladro di treni ha chiuso il sipario su una vita vissuta “oltre”. Oltre il senso comune che fa di un ladro un ricercato e non un eroe. Oltre le convenzioni che fanno di un ricercato un braccato e non un gaudente.
Quanto sia leggenda e quanto storia non è importante. Rimarranno di lui i ricordi ed un tesoro in danaro che non è mai stato ritrovato.
(28 giugno 2009)
Ronnie Biggs, libero l’autore della Grande Rapina al Treno. | Gialli.it



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