PYONGYANG MINACCIA LA COREA DEL NORD: GUERRA NUCLEARE QUESTIONE DI TEMPO
Malgrado gli sforzi diplomatici a tutto campo per stemperare la tensione scatenata dall'attacco nord-coreano a sorpresa del 23 novembre scorso contro l'isolotto sud-coreano di Yeonpyeong, il regime di Pyongyang è tornato a farsi minaccioso, avvertendo che un'eventuale nuova guerra con il Sud non potrà che essere di tipo nucleare, con il ricorso quindi ad armi atomiche.
Non solo: sul sito on-line "Uriminzokkiri", organo ufficiale governativo nell'ultimo Stato comunista esistente, si sottolinea che in realtà un altro conflitto nella penisola asiatica è soltanto questione di tempo. A causa della sconsiderata politica bellica dei sud-coreani, non si tratta di guerra o pace nella regione coreana, ma di quando scoppierà la guerra, è l'avverttimento. E se scoppierà, si incalza, condurrà al confronto nucleare, e non sarà circoscritta alla penisola coreana.
Su uno dei quotidiani ufficiali di maggiore spicco a Pyongyang, Rodong Sinmun, l'area è descritta d'altronde come il luogo più pericoloso del mondo; e ci è interamente imputabile alla prosecuzione della politica americana di aggressione contro la Repubblica Democratica Popolare di Corea (denominazione ufficiale del Paese; ndr), accusa il giornale. Nell'editoriale si torna a reclamare un formale trattato di pace con Washington e il ritiro dalla Corea del Sud dei 28.500 militari Usa attualmente di stanza. L'ennesima sortita minatoria del Nord è venuta malgrado l'attuale presenza a Pyongyang, in visita privata, del mediatore statunitense Bill Richardson, governatore democratico del New Mexico, in cerca di spiragli per una riapertura del dialogo. In giornata il negoziatore americano nei cosiddetti colloqui a sei sul programma nucleare nord-coreano, Sung Kim, incontrerà a Seul l'omologo sud-coreano Wi Sung-lac.