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    Predefinito Bergamo vista da oltreoceano

    Bergamo sul «New York Times»

    «Secoli di storia e una fiorente cultura contemporanea»



    Bergamo sul «New York Times» - Giornale di Bergamo

    Bergamo citata e premiata dal New York Times. O meglio da una delle sue firme, Shivani Vora (nel tondo), a fine ottobre in città per una tre giorni con la sorella.

    «La luna illuminava dolcemente piazza Vecchia, nella città settentrionale di Bergamo, in una serata di ottobre. Ombre di edifici rinascimentali, case con balconi in ferro battuto e colonne dal grande arco, mentre la luce creava uno splendore scintillante sul pavimento di mattoni rossi della piazza. Dalla torre del XII secolo arrivava l’eco dei 100 colpi che una volta indicava il coprifuoco delle 10 pm. Accompagnata da mia sorella, Aditi, ero nel mezzo di quella che avrebbe potuto essere soltanto un’altra fantastica e tranquilla piazza italiana. Ma al di sotto della quiete, eravamo circondate da secoli di storia e da una fiorente cultura contemporanea. Bergamo, a meno di un’ora di macchina o treno al nord est di Milano, è una città ai piedi delle prealpi Orobie, popolari tra gli sciatori italiani. Ma coloro che si limitano a passare di lì rischiano di perdere un mix di classe mondiale, fatto di differenti stili architettonici, collezioni d’arte impressionanti (spesso nascoste in luoghi improbabili) e una gastronomia speciale.

    Inizia così il suggestivo racconto della giornalista, che durante la sua visita non si è limitata ad apprezzare la città, ma anche i dintorni (e relativa cucina). «Le due valli vicino a Bergamo, la Seriana e la Brembana, hanno più di 100 miglia di piste da sci e percorsi per escursionismo, con altitudini superiori ai 9mila piedi. Dopo un test di resistenza in salita in Val Seriana, Aditi ed io abbiamo conosciuto un’altra delle specialità della zona: la vigorosa cucina. Fatta per lo più da prodotti a base di porco, come il salame, il Taleggio e la polenta, sia dolce che salata. La versione salata, abbinata a Taleggio fuso e grandi porcini saltati è stata parte del nostro pasto al famoso ristorante dell’hotel Milano, nella cittadina di Bratto. E, ovviamente, c’è la pasta: i casoncelli, simili a ravioli, e i pizzoccheri (entrambe le specialità vengono descritte dalla Vora con dovizia di particolari).

    Una menzione anche al vino, bevuto in uno dei locali di riferimento della movida bergamasca: «i Giardini un famoso bar per happy hour pieno di persone del posto, con bicchieri di vino rosso Valcalepio».

    21 dicembre 2010
    Dato che questa è una Magnum 44, cioè la pistola più precisa del mondo, che con un colpo ti spappolerebbe il cranio, devi decidere se è il caso. Dì, ne vale la pena? ("Dirty" Harry Callahan)

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  2. #2
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    Predefinito Rif: Bergamo vista da oltreoceano

    Il New York Times promuove Bergamo. «Una città dalla fiorente vita culturale»



    Il New York Times promuove Bergamo «Una città dalla fiorente vita culturale» - Cronaca - L'Eco di Bergamo

    Bergamo finisce in prima pagina sull'edizione online del New York Times. E la città è promossa a pieni voti da Shivani Vora, giornalista specializzata in reportage che scrive anche per The Wall Street Journal, Forbes, Fortune, Saveur. Il suo viaggio nella città, iniziato una sera di fine ottobre, quando la luna illuminava dolcemente Piazza Vecchia, le ha sicuramente suscitato emozioni forti.

    L'articolo apparso sul giornale americano esordisce in modo poetico: «Ombre di edifici rinascimentali, case con balconi in ferro battuto e colonne di grande arco, lucentezza scintillante sopra la pavimentazione di mattoni rossi della piazza». E poi i 100 colpi del Campanone, la Basilica di Santa Maria Maggiore «con un interno straordinariamente decorato»

    Accompagnata dalla sorella, Aditi, Shivani Vora non ha difficoltà a scrivere di non essersi trovata in uno dei tanti incantevoli luoghi italiani, ma in una città ricca di «secoli di storia e di una fiorente vita culturale moderna». La giornalista si sofferma sull'arte, sull'architettura di Bergamo, ma anche sulle specialità gastronomiche

    Una citazione ad hoc per Palazzo Terzi: «Quando lo scrittore Hermann Hesse visitò Bergamo nel 1913, chiamò il palazzo e la piazza che la circonda "l'angolo più bello d'Italia." Non ha perso nulla della sua bellezza negli anni successivi».

    «Una funicolare collega la città alta a quella bassa - continua il reportage - ma durante il nostro viaggio di tre giorni, abbiamo optato per itinerari a piedi, scendere le scalette con la lussureggiante e sovrastante edera»

    Un tour che non ha mancato di toccare Palazzo della Ragione, l'Accademia Carrara, la Chiesa di Santo Spirito, il teatro Donizetti e altri luoghi canonici. Per l'happy hour, un bicchiere di vino rosso di produzione locale Valcalepio

    La giornalista ha compiuto poi un viaggio in Val Seriana, dove peraltro è stata... presa per la gola. Nell'articolo compaiono abbondati citazioni e descrizioni di prodotti tipici: salumi, taleggio fuso con porcini, polenta, casoncelli, biscotti e per finire una torta di mele: «gustare quel dolce guardando le montagne - chiude la giornalista - è stato come provare tanti piaceri fusi in uno solo».

    20 dicembre 2010
    Dato che questa è una Magnum 44, cioè la pistola più precisa del mondo, che con un colpo ti spappolerebbe il cranio, devi decidere se è il caso. Dì, ne vale la pena? ("Dirty" Harry Callahan)

  3. #3
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    Predefinito Rif: Bergamo vista da oltreoceano

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  4. #4
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    Predefinito Rif: Bergamo vista da oltreoceano



    L'Eco di Bergamo, 21 dicembre 2010
    Dato che questa è una Magnum 44, cioè la pistola più precisa del mondo, che con un colpo ti spappolerebbe il cranio, devi decidere se è il caso. Dì, ne vale la pena? ("Dirty" Harry Callahan)

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    Predefinito Rif: Bergamo vista da oltreoceano

    Overnighter

    Bergamo, a Medieval Town of Art and Architecture Near Milan

    By SHIVANI VORA



    Bergamo, a Medieval Town of Art and Architecture Near Milan - NYTimes.com

    THE moon gently illuminated Piazza Vecchia, in the northern Italian town of Bergamo, one late October evening. Shadows speckled Renaissance-era buildings, houses with wrought-iron balconies and grand arched columns, while light created a glimmering sheen over the red brick squares of the plaza. From a 12th-century bell tower came the final echoes of the 100 tolls that once signified this town’s 10 p.m. curfew.

    Accompanied by my sister, Aditi, I stood in the middle of what could have been just another enchanting, tranquil Italian piazza. But underneath the quietude, we were surrounded both by centuries of history and a thriving modern cultural life.

    Bergamo (pronounced BARE-gah-mo), less than an hour by car or train northeast of Milan, is at the foothills of the Orobie Alps, popular with Italian skiers. But those who simply pass through risk missing a world-class mix of diverse architecture, impressive art collections (often tucked away in unlikely spots) and special gastronomy.

    A great place to start an exploration of Bergamo is Piazza Vecchia, the heart and center of Città Alta, the medieval part of the city, which sits on a hill above the rest of town. For nearly 400 years, starting in the early 15th century, Bergamo was part of the Republic of Venice; it was the Venetians who built the stone walls around Città Alta. And indeed, the areas around the square look distinctly medieval, with narrow and winding cobblestone streets.

    But the 1400s are just the beginning in Città Alta. The centuries before and after are all around you in Bergamo. This historical richness came alive for us when Guja Ajolfi, curator of Palazzo Moroni, a museum housed in a 17th-century palace, took us on a walking tour.

    We started at the Palazzo della Ragione, a Romanesque structure that dates from the 12th century; it is said to be the oldest existing town hall in northern Italy, though it ceased operating as one in the 17th century. We then saw Romanesque fused with Gothic at the Basilica of Santa Maria Maggiore, a 12th-century church with a stunningly ornate interior.

    Following a leisurely lunch, we wandered to Palazzo Terzi, one of the city’s several small palaces dating back to the 17th and 18th centuries. The palace is perched gracefully on the side of a hill overlooking the surrounding plains. When the writer Hermann Hesse visited Bergamo in 1913, he called the palazzo and the square that surrounds it “the most beautiful corner of Italy.” It hasn’t lost any of its loveliness in the years since.

    A funicular connects the upper and lower towns, but during our three-day trip, we opted for walking routes, down wide cobblestone steps and curving roads lush with overhanging ivy, that join them. Città Bassa, the city’s lower section, the core of which was designed in the early 20th century, has a more spacious, modern feel. But whichever part of town you are in, the art, much of it housed in small museums, mansions and churches, is exceptional.

    “People come to medieval towns like Bergamo because they are beautiful, but there are so many of these throughout Italy,” Ms. Ajolfi told us. “Bergamo is different than many because it’s essentially an open-air museum with important artworks everywhere.” In fact, Bergamo has one of the more under-the-radar collections of Renaissance and Baroque art in the country. Ms. Ajolfi showed us several examples within steps of Piazza Vecchia, including Baroque stuccos and Florentine and Flemish tapestries at Santa Maria Maggiore.

    But some of the city’s best art can be found at the Palazzo della Ragione, in the Città Alta, which is showing a rotation from the collection of the Accademia Carrara — nearly 2,000 works from masters like Botticelli, Raphael and Bellini — as that gallery undergoes a renovation, due to be completed next year.

    You’ll also find two prominent artists with local connections: Giovanni Battista Moroni, a late-Renaissance painter who was born in a nearby village and worked in Bergamo for most of his life, and Lorenzo Lotto, a Venetian painter from the early Renaissance who resided here for more than a decade.

    I saw my first Lotto by chance. One evening, Aditi and I went to drinks with Rebecca Stasko, a resident who helps visitors organize trips through her company, A Cup of Local Sugar. We were walking through Città Bassa when she stopped suddenly in front of the Chiesa di Santo Spirito and pulled us inside. There, hanging discreetly on a wall was one of his most famous paintings, “Madonna With Child and Saints,” circa 1521.

    By the time we reached our destination, I Giardini, a popular happy hour bar that was packed with locals, I was still thinking about how unusual it was that such a well-regarded piece of art was so quietly tucked away. Over glasses of locally produced red Valcalepio wine, Ms. Stasko explained that the painting’s location was just one example of the understatement that characterizes the city. “There might not be very famous must-see sights here, but the ones that are known aren’t always exhibited in a grand way,” she said. “They, like much of what the city offers, are beneath the surface.”

    While travelers might have to seek out some of the city’s artistic treasures, they can’t miss the imposing Teatro Donizetti in Città Bassa, an opera house that was built in the early 18th century and later dedicated to the composer Gaetano Donizetti, born in Bergamo. The frescoed ceilings in the auditorium and statues of composers adorning the entryway are typical of a 19th-century Italian opera house; residents say that the quality of the performances it hosts match their gilded surroundings.

    “The town feels this responsibility to uphold Donizetti’s name as a great composer,” said Gian Paolo Pasini, who is married to Ms. Stasko and is a regular operagoer in houses throughout the country, “so the productions at the theater are as high caliber as more famous opera houses.”

    Of course, for those with more athletic interests, drama of another sort is available outside town. The two valleys near Bergamo, the Seriana and Brembana, have more than 100 miles of skiing and hiking, and there are altitudes of more than 9,000 feet. After an endurance-testing uphill hike in the Seriana Valley, Aditi and I partook of yet another of the area’s draws: its hearty cuisine. Prominent are pork products like salami and Alpine cheeses like taleggio, and polenta, both sweet and savory. The savory version, paired with melted taleggio and large, sautéed mountain-grown porcini mushrooms, was part of our post-hike meal at the popular restaurant at the Hotel Milano, in the Orobie Alps town of Bratto.

    And, of course, there are pastas: ravioli-like casoncelli, stuffed with ground beef, breadcrumbs and cookies and cheese, served in a sauce of browned butter, sage and bacon pieces; and pizzoccheri, a buckwheat pasta, mixed with winter greens, melted fontina cheese, Parmesan, sage and potatoes.

    If those names are unfamiliar, it’s because when it comes to cuisine here, tradition reigns.

    “In many parts of Italy, it’s the tourists who are a restaurant’s main support,” explained Roberto Iannotta, owner of Hotel Milano. “In the Bergamo region, we don’t get as many visitors, so it’s the locals who support us, and they expect the most traditional recipes.”

    Aditi and I spent more than two hours tasting dishes prepared by Maria Tomasoni, Mr. Iannotta’s 81-year-old mother, who runs the kitchen. The ending to our meal was a torta di mele, an apple cake that is another local favorite. As we ate the sweet, buttery confection and took in the mountain views around us, Bergamo’s many pleasures melded into one.


    IF YOU GO


    GETTING THERE

    Orio al Serio airport is just outside Bergamo, which is about an hour’s drive from either of Milan’s airports. A train from Milano Centrale, Milan’s main train station, takes 50 minutes . Bergamo is easily walkable, has buses running throughout town and a funicular connecting Città Alta and Città Bassa, so a car isn’t necessary. However, visitors who want to venture into the countryside for skiing or hiking should plan on renting one.

    WHERE TO STAY

    GombitHotel (Via Mario Lupo, 6 39-035-247-009; gombithotel.it). The contemporary interior of this 13-room Design Hotel in Città Alta, which opened earlier this year and is among the city’s most upscale accommodation offerings, is a contrast to its surroundings: a medieval street next to a 13th-century tower. Rates start at 150 euros ($ at $ to the euro) and include breakfast.

    Agnello D’Oro (Via Gombito, 22; 39-035-249-883; agnellodoro.it). This more traditional, family-run hotel located on Città Alta’s main street has 20 rooms that are simple but clean and also has a restaurant serving local specialties. Rates start at 93 euros for a double. Breakfast is an additional 6 euros a person.

    WHAT TO SEE AND DO

    Donizetti Theater (Piazza Cavour, 15; 39-035-416-0601; teatro.gaetano-donizetti.com) offers operas and other musical performances.

    Accademia Carrara is currently closed for renovation until next year; the museum’s collection of Renaissance and Baroque works is displayed in a temporary space in the Palazzo della Ragione in Città Alta.

    Basilica of Santa Maria Maggiore and the adjoining Cappella Colleoni (Città Alta; 39-035-223-327).

    For information on skiing in the area, visit bergamotour.it.

    To arrange trips that can include cooking lessons with residents and private tours, contact Rebecca Stasko at A Cup of Local Sugar at [email protected].

    WHERE TO EAT

    Taverna Valtellinese (via Tiraboschi, 57; 39-035-243-331; tavernavaltellinese.it) is spacious, but the wood walls and floors and checkered tablecloths give this exceptionally high-caliber, reasonably-priced restaurant in the Cittá Bassa a cozy, warm feel.

    Hotel Milano Alpen Resort (via S. Pellico 3, 24020 Bratto, Castione della Presolana; 39-034-631-211; Hotel Presolana Bergamo Albergo Val Seriana Bratto Alpi Orobiche Hotel Milano Alpen Resort Meeting SPA), 45 minutes from Bergamo, offers a casual lounge bar and a more upscale enoteca that serves a wide range of local specialties cooked by the owner’s mother; there’s also an impressive wine list.


    Published: December 17, 2010

    A version of this article appeared in print on December 19, 2010, on page TR5 of the New York edition.





    The Basilica of Santa Maria Maggiore is a 12th-century church with a stunningly ornate interior.
    Dato che questa è una Magnum 44, cioè la pistola più precisa del mondo, che con un colpo ti spappolerebbe il cranio, devi decidere se è il caso. Dì, ne vale la pena? ("Dirty" Harry Callahan)

 

 

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