Un servizio dedicato alle difficoltà di città e stati americani, presentato dalla trasmissione americana 60 minutes (la stessa dell'intervista a Bernanke) mette il dito su quello che sarà il prossimo subprime.
Vediamo velocemente qualche dato:
La California presenterà nel 2011 un deficit di 19 miliardi, mentre lo status del suo credito è prossimo a quello dei titoli spazzatura (junk bonds). L'Arizona dalla disperazione sta vendendo gli edifici pubblici per riaffittarli in leasing. Il New Jersey, nonostente imponga ai propri residenti le tasse più alte degli USA, ha un deficit di 10 miliardi. L'Illinois spende il doppio di quello che raccoglie in tasse.
A parte questi casi più eclatanti ci sono nel complesso ben tre trilioni di dollari in municipal bond, obbligazioni emesse dai governi di stati e città, a rischio di fallimento.
Secondo qualcuno, intervistato nel servizio, potremmo vedere tra i 50 e 100 fallimenti municipali per un totale di diversi miliardi di dollari.
I Municipal bond, considerati da sempre tra i titoli più sicuri (un po' come i nostri titoli del debito pubblico) riposano nei portafogli dei risparmiatori, nei loro fondi pensione, tra gli asset delle banche (sempre come i nostri titoli del debito pubblico).
Una ulteriore caduta dei prezzi di questi bond, o i primi veri fallimenti, potrebbero innescare un nuovo effetto domino, portando al fallimento nuove banche. Come se non bastassero quelle già fallite negli ultimi anni, oltre 300 dal 2008 a oggi, di cui ben 160 nel corso del 2010!
In primavera inoltre finiranno gli aiuti e i sostegni del governo federale. Gli stati e le città già sott'acqua per quel che riguarda i pagamenti, avranno bisogno di ulteriore denaro e probabilmente cominceranno a saltare come pop corn.
Nessuno sa niente? Certo che si, il mercato non sta ignorando del tutto il problema. Abbiamo mostrato i grafici degli indici o etf che seguono il valore il valore dei municipal bond già due volte: sembra di vedere i grafici dei titoli italiani o spagnoli. Scendono, hanno fatto di recente nuovi minimi, ma ancora non hanno avuto cadute drammatiche. Qualcuno continua a sostenerli artificialmente, come del resto accade ai titoli europei.
Il problema vero è che i segnali in grado di attirare davvero l'attenzione del largo pubblico vengono soppressi dal fiume di liquidità che le banche centrali continuano a riversare sui mercati. Un po' come succedeva nel 2007 quando cominciarono a farsi sentire i primi default legati al subprime.
Così facendo le banche centrali non fanno che mettere il coperchio sulla pentola a pressione. La pressione continua a montare e non c'è alcuna misura o indicatore che ci dica realmente come stanno le cose. Quando esploderà sarà una domino come nel 2008.
Come dice qualcuno nel servizio il giorno della resa dei conti è sempre più vicino. La questione è chiara da anni, chiarissima dal 2008: oramai sono tutti falliti. Il vincitore tra tutti sarà quello che riuscirà a fallire per ultimo.
Anche se la maggior parte delle persone ancora una volta non presterà attenzione al problema finchè non sarà troppo tardi, sui mercati la partita stati europei contro stati americani è iniziata da tempo.
Possiamo dire che il calcio d'inizio lo abbia fischiato la crisi greca. In fondo gli americani hanno tutto l'interesse che il domino si sviluppi prima in europa, guai se partisse prima da loro. Diciamo che qualche prima pedina in europa è caduta, grecia e irlanda sono andate. Quando cominceranno a cadere le prime pedina negli USA, aspettiamoci di vedere lo scontro salire di livello.
Gli Usa sfrutteranno ancora una volta il loro naturale vantaggio di avere la valuta di riserva mondiale. Non è un vantaggio da poco. Tanto più che la loro linea è ben definita: Bernanke creerà tutti i dollari digitali di cui ci sarà bisogno per vincere questa guerra finanziaria oramai aperta tra USA ed Europa. L'anno si chiude con 2-0 per loro, e il punteggio l'anno prossimo più che quello di una partita di calcio rischia di salire alle cifre delle partite di football americano.
Stati USA vs Stati Europei





Rispondi Citando
