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Rif: LO SFASCIO
Citazione:
Originariamente Scritto da
gigionaz
Ottimo thread. Ottimo anche il tuo nuovo avatar.
Dunque.
Innanzitutto sono d'accordo con lo spirito del thread, che vuole mostrare come, anche nel comparto universitario, in Italia la spesa pubblica è fuori controllo.
A quanto ne so io l'aumento delle dei corsi e delle sedi (non so se anche delle facoltà) fa gioco assieme alla deriva anticentralista e al desiderio di spesa e di consenso di ogni amministratore, anche minimo.
Non voglio accusare le tendenze federaliste, e tanto meno la Lega, ma suggerire la domanda: come evitare l'aumento della spesa in attività senza senso (anche nell'istruzione) se si desidera decentrare tutto?
La trovate un'idea balzana?
Secondo me attraverso meccanismi virtuosi, come i costi standard, e attraverso la responsabilizzazione degli enti locali che se spendono di più localmente devono rivalersi sui cittadini locali, che non mancheranno certo di mandarli a cagare al più presto mandando su la fazione opposta alle successive elezioni locali
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Rif: LO SFASCIO
Citazione:
Originariamente Scritto da
Marximiliano
Secondo me attraverso meccanismi virtuosi, come i costi standard, e attraverso la responsabilizzazione degli enti locali che se spendono di più localmente devono rivalersi sui cittadini locali, che non mancheranno certo di mandarli a cagare al più presto mandando su la fazione opposta alle successive elezioni locali
Diciamo che questo succede già nei comuni...soprattutto quelli meno grandi. E l'alternanza NON porta mai reali benefici, semplicemente sposta l'ago del potere da un gruppo di persone ad un altro. A volte nemmeno quello....
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Rif: LO SFASCIO
Ma la Moratti che ha fatto per l'università se secondo i sostenitori della Gelmini siamo in una situazione tragica?
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Rif: LO SFASCIO
premetto che quello universitario non è più il mio ambiente da (troppo) tempo
ho una certa esperienza in studi mirati alle esigenze del territorio e delle popolazioni
bisogna però sapere:
A) l'università deve colmare le esigenze dei cittadini?
B) i laureati devono colmare le esigenze del paese?
C) oppure ambedue?
A) non potendo ovviamente superare certi livelli di spesa occorre coprire le esigenze della popolazione con una "rete" universitaria dislocata secondo opportuni studi territoriali
bisogna mettersi d'accordo su quali siano i tempi accettabili per raggiungere l'università ... ipotizzando un'ora e mezza direi ad occhio che con una settantina di poli hai coperto il 60% della popolazione
B) in questo caso....MA QUALCUNO L'HA STUDIATO QUESTO CASO???...visto che l'esigenza è del paese si può spendere un pochino di più
è ovvio che si tratterà di esigenze ben precise e non localizzabili
bisognerà creare quindi delle cittadine universitarie con alloggi per i fuori sede e studi gratuiti per le speranze migliori... investire sui cervelli
non credo siano necessarie più di tre università speciali (nord centro sud)
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Rif: LO SFASCIO
Citazione:
Originariamente Scritto da
gigionaz
Ottimo thread. Ottimo anche il tuo nuovo avatar.
Dunque.
Innanzitutto sono d'accordo con lo spirito del thread, che vuole mostrare come, anche nel comparto universitario, in Italia la spesa pubblica è fuori controllo.
A quanto ne so io l'aumento delle dei corsi e delle sedi (non so se anche delle facoltà) fa gioco assieme alla deriva anticentralista e al desiderio di spesa e di consenso di ogni amministratore, anche minimo.
Non voglio accusare le tendenze federaliste, e tanto meno la Lega, ma suggerire la domanda: come evitare l'aumento della spesa in attività senza senso (anche nell'istruzione) se si desidera decentrare tutto?
La trovate un'idea balzana?
gigio, il problema non è centralismo vs federalismo. Il problema è spesa storica vs costi standard. Poi è vero che applicare i costi standard non richiede il federalismo ovunque, ma in certi ambiti si.
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Rif: LO SFASCIO
Ma una domanda sorge spontanea.
A che ci servono 90.000 avvocati l'anno? (cifra sparata a caso).
E 2490909 ingegnieri informatici?
non sarebbe meglio cercare di dirottare gli studenti verso altri
corsi meno frequentati e con piu' richieste lavorative?
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Rif: LO SFASCIO
Citazione:
Originariamente Scritto da
ulell
Ma una domanda sorge spontanea.
A che ci servono 90.000 avvocati l'anno? (cifra sparata a caso).
E 2490909 ingegnieri informatici?
non sarebbe meglio cercare di dirottare gli studenti verso altri
corsi meno frequentati e con piu' richieste lavorative?
Mi spieghi come fai a DIROTTARE?
Cioè...io vorrei decidere da solo COSA fare della mia vita, per lo meno per quanto riguarda la formazione. Se ho una passione, e voglio tentare di fare degli studi che mi consentano di farla diventare la mia occupazione, perchè devo avere QUALCUNO che decida che invece dovrò fare altro.
E' il mercato che farà la selezione. Quando il mercato si satura in un ruolo, NATURALMENTE le persone tenderanno a cercare l'occupazione in settori più scoperti.
Il problema che il settore dell'avvocatura sta diventando pieno, ma grazie al nostro mostro burocratico riesce sempre a far sopravvivere tutti....oltretutto se il governo ci mette anche la tariffa minima.
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Rif: LO SFASCIO
Citazione:
Originariamente Scritto da
Seyen
Diciamo che questo succede già nei comuni...soprattutto quelli meno grandi. E l'alternanza NON porta mai reali benefici, semplicemente sposta l'ago del potere da un gruppo di persone ad un altro. A volte nemmeno quello....
Tipicamente l'alternanza dovrebbe portare dei benefici, dovrebbe essere percepita un po' come un premio per chi è eletto e un rimando a settembre per chi non lo è
Poi l'Italia è un paese atipico, lo so, però l'unico modo per migliorare le sorti del paese secondo me è trovare dei meccanismi virtuosi che si sostituiscano a quelli viziosi.
Se vincere le elezioni non diventa un premio e il perderle non diventa un insuccesso, viene spuntata una delle lance della democrazia :mmm:
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Rif: LO SFASCIO
LA VERITà è CHE CI SERVE GENTE CHE HA STUDIATO ALL'UNIVERSITA' DELLA VITA CHE RACCOGLIE I POMODORI E TIRA SU LA MALTA.
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Rif: LO SFASCIO
Citazione:
Originariamente Scritto da
ulell
Ma una domanda sorge spontanea.
A che ci servono 90.000 avvocati l'anno? (cifra sparata a caso).
E 2490909 ingegnieri informatici?
non sarebbe meglio cercare di dirottare gli studenti verso altri
corsi meno frequentati e con piu' richieste lavorative?
Mecojoni.
A parte il fatto che gli ingegnIeri informatici trovano tutti lavoro nel giro di un paio di mesi, ma uno sarà ben libero di laurearsi in quel cazzo che gli pare?
Tanto la quota di laureati che fa lavori che c'entrano indirettamente (quando non proprio un cazzo) con quello che hanno studiato è "leggermente" ampia già adesso.
Ne puoi fare una questione di modello culturale.
Ma lì bisogna citofonare a chi sta a capo dell'industria culturale di massa, grazie. Sì, proprio lui, quello a Palazzo Chigi.