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    Predefinito Cari politici, ricordate il bene comune come principio ispirativo del vostro agire

    È possibile parlare ancora oggi del "bene comune" come principio ispirativo fondamentale dell'agire politico? Se si guarda agli scenari e ai protagonisti della politica italiana di questi ultimi tempi, si sarebbe tentati di dire di no. La gente comune sente distante il dibattito politico, non concentrato sui problemi reali delle famiglie: lavoro, salute, casa, giovani, scuola, sanità, anziani. Intere aree del paese aspettano dal potere centrale un'attenzione che non c'è, non solo le aree tradizionalmente segnate da problemi irrisolti, come il Mezzogiorno, ma anche quelle provate da recenti traumi, come le alluvioni in Veneto, restate ai margini dell'agenda politica.

    Società liquida
    C'è chi - per sostenere l'inattualità del tema "bene comune" - invoca la "società liquida" postmoderna, dove tutti hanno il proprio modo di comprendere il bene, spesso in antitesi ad altre visioni: è questo che renderebbe impossibile individuare mete condivise, per cui ci si dovrebbe accontentare di regole minime per garantire la reciproca tolleranza, rinunciando a ogni interesse per il "bene comune". C'è chi, constatando la sproporzione fra le energie spese a proporre e sostenere leggi che riguardano pochi e quelle destinate ai problemi che riguardano tutti, conclude che siamo ormai nel tempo in cui la legge del più forte ha soppiantato la forza della legge, lasciando libero campo al potente di turno perché tuteli e promuova i propri interessi, anche a scapito di quelli dei più.

    La coincidenza di questa stagione politica con il 150° anniversario dell'Unità d'Italia non sembra aver gran che risvegliato la passione per il "bene comune", nonostante i pur alti e ripetuti richiami del massimo garante dell'unità nazionale, il presidente della Repubblica. Alcuni comportamenti privati di uomini politici, poi, segnati da un'impressionante decadenza etica, confermano la lontananza vistosa fra agire politico e tensione morale. Il "bene comune" appare disatteso, irrilevante: ne deriva una diffusa sensazione di disgusto verso gli scenari della politica, che in alcuni diventa tentazione di disimpegno e di qualunquismo, in altri perfino di rivolta. Una considerazione fatta molti anni fa da Corrado Alvaro può essere utile per reagire a un simile quadro: «La tentazione più sottile che possa impadronirsi di una società è quella di pensare che vivere rettamente sia inutile».

    Lo stimolo della Chiesa
    Per ritrovare il senso e la passione del "vivere rettamente" mi sembra necessario tornare alla forza ispiratrice e critica del "bene comune": è questo lo stimolo che la Chiesa ha il dovere di offrire. Il Concilio Vaticano II aveva definito il "bene comune" come «l'insieme di quelle condizioni della vita sociale che permettono, sia alle collettività che ai singoli membri, di raggiungere la propria perfezione più pienamente e più celermente» (Gaudium et spes, n. 26). Il servizio del "bene comune" implica, dunque, la responsabilità e l'impegno per la realizzazione piena di tutti e di ciascuno come condizione fondamentale dell'agire politico. Questo è possibile solo se il "bene comune" non è la semplice risultante della spartizione dei beni disponibili, ma una meta che trascende ciascuno con la sua esigenza morale e proprio così ci accomuna.

    Avere a cuore la promozione e la tutela della vita di tutti; servire la crescita di tutto l'uomo in ogni uomo, mettendo al centro la dignità di ogni persona umana, quale che sia la sua condizione, la sua storia, la sua provenienza e la sua cultura; obbedire alla verità, sempre: questo è impegnarsi per il "bene comune". Sarebbe, però, sbagliata l'idea che il "bene comune" sia definito nelle sue forme concrete una volta per tutte, senza discernere il senso che esso assume nella complessità delle situazioni storiche: «La costruzione di un giusto ordinamento sociale e statale, mediante il quale a ciascuno venga dato ciò che gli spetta, è un compito fondamentale che ogni generazione deve nuovamente affrontare» (Benedetto XVI, Deus Caritas est, n. 28). L'impegno per il "bene comune" è allora piuttosto uno stile di vita, un agire caratterizzato da alcune scelte di fondo, da richiedere a chi sia impegnato o voglia impegnarsi in politica, augurandoci che la riforma dell'attuale sistema elettorale torni a dare ai cittadini la facoltà di scegliere le persone di cui fidarsi. Riassumerei queste scelte in cinque indicazioni, che mi sembrano indispensabili per chi voglia servire il "bene comune".

    In primo luogo, l'impegno per l'etica pubblica e la morale sociale deve essere indissociabile dall'impegno etico sul piano personale: va rifiutata la logica della maschera, che coniughi "vizi privati e pubbliche virtù". Questo comporta il riconoscimento del primato della coscienza nell'agire politico e il diritto di ciascun rappresentante del popolo all'obiezione di coscienza su questioni eticamente rilevanti, ma vuol dire anche che la credibilità del politico andrà misurata sulla sobrietà del suo stile di vita, sulla generosità e costanza nell'impegno, sulla fedeltà effettiva ai valori proclamati (ad esempio a proposito dell'istituto familiare).

    In secondo luogo, nel rapporto con i cittadini il politico dovrà seguire la massima formulata così da don Lorenzo Milani e dai ragazzi della sua scuola di Barbiana: «Appartenere alla massa e possedere la parola». Il politico dovrà essere vicino alla gente, ascoltarne i problemi, farsi voce delle istanze di giustizia di chi non ha voce e sostenerle. I politici non siano al servizio del padrone di turno, ma del popolo. Nell'impegno in vista del "bene comune" i poveri, i senza parola, i socialmente deboli siano considerati come riferimenti cui è dovuto ascolto e rispetto: lo "stato sociale", l'istruzione e la tutela della salute per tutti, non sono una conquista opinabile, ma valori irrinunciabili, da tutelare e migliorare liberandoli da sprechi e assistenzialismi che non servono ai poveri.

    In terzo luogo, la dialettica politica andrà sempre subordinata alla ricerca delle convergenze possibili per lavorare insieme al servizio del "bene comune": corresponsabilità, dialogo e partecipazione vanno anteposti a contrapposizioni preconcette o a logiche ispirate a interessi personali o di gruppo. Il "bene comune" va sempre preferito al proprio guadagno o a quello della propria parte politica.

    Gradualità delle mete

    In quarto luogo, nel servizio al "bene comune" occorrerà saper accettare la gradualità necessaria al conseguimento delle mete: la logica populista del "tutto e subito" ha spesso motivato promesse non mantenute, quando non la violenza e l'insuccesso di cause anche giuste. Occorre puntare al fine con perseveranza e rigore, senza cedere a compromessi morali e ritardi ingiustificati e senza mai ricorrere a mezzi iniqui. Ogni scelta fatta in vista del "bene comune" non va misurata sulla sola efficacia immediata, ma soprattutto sulla sua valenza e il ruolo educativo al servizio di tutti. Così, in particolare, l'impegno per i valori fondamentali della tutela della vita umana in tutte le sue fasi, della promozione della famiglia, della giustizia per tutti, del rifiuto della guerra e della violenza in ogni forma e dell'impegno per la pace.

    Infine, chi intenda operare per il "bene comune" deve considerare come scopo del suo servizio il bene di tutti, anche degli avversari politici, che perciò non vanno mai considerati come nemici o concorrenti da eliminare, ma come garanzia di confronto critico in vista del discernimento delle vie migliori per giungere alla realizzazione della dignità personale di ciascuno.

    Questo insieme di regole minime si riassume in un appello ai protagonisti della politica, particolarmente urgente in questa fase di crisi: occorre un sussulto morale, che dia a tutti, specialmente ai giovani, ragioni di vita e di speranza! La scelta è fra una deriva egoistica e lesionista e, appunto, il "bene comune", il bene che - superando ciascun appetito individuale - libera e unisce tutti. La posta in gioco non è il guadagno di alcuni, ma il futuro che costruiremo insieme. Ci saranno politici pronti a rispondere oggi all'appello per un simile ritorno al primato del "bene comune"?
    Antifascista, cattolico-democratico, contrario al principio "destro" di "limite e conservazione" e sostenitore del principio di "non appagamento", dunque, di centrosinistra!

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  2. #2
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    Predefinito Rif: Cari politici, ricordate il bene comune come principio ispirativo del vostro agi

    Popolare... non puoi prendertela con i tradizionalisti e poi tirare fuori una fantasia medievale come il "bene comune"...
    Ultima modifica di Astaroth; 24-12-10 alle 12:23

  3. #3
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    Predefinito Rif: Cari politici, ricordate il bene comune come principio ispirativo del vostro agi

    Citazione Originariamente Scritto da Astaroth Visualizza Messaggio
    Popolare... non puoi prendertela con i tradizionalisti e poi tirare fuori una fantasia medievale come il "bene comune"...
    io non ho niente contro i tradizionalisti. Il "bene comune" è un principio che deriva dal Vangelo. Perciò secondo il tuo ragionamento il Vangelo è passato e non dovrebbe essere considerato...non va bene.
    Antifascista, cattolico-democratico, contrario al principio "destro" di "limite e conservazione" e sostenitore del principio di "non appagamento", dunque, di centrosinistra!

  4. #4
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    Predefinito Rif: Cari politici, ricordate il bene comune come principio ispirativo del vostro agi

    Citazione Originariamente Scritto da Popolare Visualizza Messaggio
    io non ho niente contro i tradizionalisti. Il "bene comune" è un principio che deriva dal Vangelo. Perciò secondo il tuo ragionamento il Vangelo è passato e non dovrebbe essere considerato...non va bene.
    Non si può dare "bene comune" perché i soggetti hanno interessi diversi. Ad ogni modo stai ricorrendo esattamente agli stessi argomenti dei tradizionalisti: la modernità va contro la nostra interpretazione del Vangelo, quindi non va bene.
    Ultima modifica di Astaroth; 24-12-10 alle 14:42

  5. #5
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    Predefinito Rif: Cari politici, ricordate il bene comune come principio ispirativo del vostro agi

    Citazione Originariamente Scritto da Astaroth Visualizza Messaggio
    Non si può dare "bene comune" perché i soggetti hanno interessi diversi. Ad ogni modo stai ricorrendo esattamente agli stessi argomenti dei tradizionalisti: la modernità va contro la nostra interpretazione del Vangelo, quindi non va bene.
    Esulo sul ragionare di fede............Si parla di PIL (prodotto interno lordo) , che non sarebbe un grande indicatore, poichè una catastrofe tipo un terremoto potrebbe farla aumentare. Si preferisce FIL (felicità interna lorda) per far ciò è necessaria una oggettività cioè il BENE COMUNE.

  6. #6
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    Predefinito Rif: Cari politici, ricordate il bene comune come principio ispirativo del vostro agi

    Citazione Originariamente Scritto da largodipalazzo Visualizza Messaggio
    Esulo sul ragionare di fede............Si parla di PIL (prodotto interno lordo) , che non sarebbe un grande indicatore, poichè una catastrofe tipo un terremoto potrebbe farla aumentare. Si preferisce FIL (felicità interna lorda) per far ciò è necessaria una oggettività cioè il BENE COMUNE.
    A tirare in ballo qualcosa di indeterminato come la "felicità" si peggiorano soltanto le cose, dal momento che i politici possono indirizzare la politica e l'economia, ma non assicurare la felicità (legata al soddisfacimento di preferenze diverse da persona a persona, e che niente garantisce fosse inferiore in epoche di maggiore indigenza e ignoranza delle masse popolari).
    Ultima modifica di Astaroth; 24-12-10 alle 14:54

  7. #7
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    Predefinito Rif: Cari politici, ricordate il bene comune come principio ispirativo del vostro agi

    Citazione Originariamente Scritto da Astaroth Visualizza Messaggio
    Non si può dare "bene comune" perché i soggetti hanno interessi diversi. Ad ogni modo stai ricorrendo esattamente agli stessi argomenti dei tradizionalisti: la modernità va contro la nostra interpretazione del Vangelo, quindi non va bene.
    ma ti dirò di più. Il concetto di bene comune non deriva dal medioevo ma da prima, dalle prime comunità cristiane, che non si aiutavano solo moralmente o religiosamente, ma anche materialmente.
    A me non sembra di fare delle "chiusure", poi se la leggi così...piuttosto sto rimarcando l'attualità del Vangelo da 2000 anni a questa parte. Dice le stesse cose, ma parlano ogni giorno alla nostra vita.
    Anche riguardo all'altra discussione te fai riferimento a miei commenti su una presunta strumentalizzazione politica della religione. Qui non c'è niente di tutto ciò.
    Antifascista, cattolico-democratico, contrario al principio "destro" di "limite e conservazione" e sostenitore del principio di "non appagamento", dunque, di centrosinistra!

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    Predefinito Rif: Cari politici, ricordate il bene comune come principio ispirativo del vostro agi

    Citazione Originariamente Scritto da Popolare Visualizza Messaggio
    ma ti dirò di più. Il concetto di bene comune non deriva dal medioevo ma da prima, dalle prime comunità cristiane, che non si aiutavano solo moralmente o religiosamente, ma anche materialmente.
    A me non sembra di fare delle "chiusure", poi se la leggi così...piuttosto sto rimarcando l'attualità del Vangelo da 2000 anni a questa parte. Dice le stesse cose, ma parlano ogni giorno alla nostra vita.
    Anche riguardo all'altra discussione te fai riferimento a miei commenti su una presunta strumentalizzazione politica della religione. Qui non c'è niente di tutto ciò.
    Perché i tradizionalisti dovrebbero disfarsi di "trono & altare" e della paccottiglia feudale, di fronte alle condizioni storiche mutate - mentre tu vai ripescando modelli primitivi di condivisione che appartengono a forme sociali altrettanto estinte?
    Ultima modifica di Astaroth; 24-12-10 alle 15:21

  9. #9
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    Predefinito Rif: Cari politici, ricordate il bene comune come principio ispirativo del vostro agi

    Citazione Originariamente Scritto da Astaroth Visualizza Messaggio
    Perché i tradizionalisti dovrebbero disfarsi di "trono & altare" e della paccottiglia feudale, di fronte alle condizioni storiche mutate - mentre tu vai ripescando modelli primitivi di condivisione che appartengono a forme sociali altrettanto estinte?
    Sicuro siano estinte? Ci sono comunità come quelle dei focolarini o di Nomadelfia (Grosseto) dove un largo gruppo di famiglie e persone fanno comunità a se. Lo spirito di queste comunità è di darsi reciproco dono e condivisione di quanto si possiede. "ciò che è mio è tuo". Ovviamente lo stile di vita in senso stretto che queste comunità portano avanti non è applicabile nella nostra società, però ci sono dei valori che stanno al di sopra della storia, in particolare quelli espressi dal Vangelo. L'attualità del Vangelo ha ispirato molti politici italiani che non hanno detto "torniamo a vivere nelle baracche perchè il Vangelo lo vuole", ma cerchiamo di applicare in maniera laica il Vangelo alla politica coerentemente al contesto in cui viviamo. Io credo sia questa la grossa sfida di oggi per qualsiasi cristiano impegnato. Hai capito adesso quello che intendevo dire a monte del discorso?
    Antifascista, cattolico-democratico, contrario al principio "destro" di "limite e conservazione" e sostenitore del principio di "non appagamento", dunque, di centrosinistra!

  10. #10
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    Predefinito Rif: Cari politici, ricordate il bene comune come principio ispirativo del vostro agi

    Citazione Originariamente Scritto da Popolare Visualizza Messaggio
    Sicuro siano estinte? Ci sono comunità come quelle dei focolarini o di Nomadelfia (Grosseto) dove un largo gruppo di famiglie e persone fanno comunità a se. Lo spirito di queste comunità è di darsi reciproco dono e condivisione di quanto si possiede. "ciò che è mio è tuo". Ovviamente lo stile di vita in senso stretto che queste comunità portano avanti non è applicabile nella nostra società, però ci sono dei valori che stanno al di sopra della storia, in particolare quelli espressi dal Vangelo. L'attualità del Vangelo ha ispirato molti politici italiani che non hanno detto "torniamo a vivere nelle baracche perchè il Vangelo lo vuole", ma cerchiamo di applicare in maniera laica il Vangelo alla politica coerentemente al contesto in cui viviamo. Io credo sia questa la grossa sfida di oggi per qualsiasi cristiano impegnato. Hai capito adesso quello che intendevo dire a monte del discorso?
    I conservatori che osteggi non fanno niente di diverso da quello che fai tu, e alla stessa maniera dichiarano "al di sopra della storia" ciò che sta loro a cuore nonostante le tendenze attuali si muovano in direzione contraria. Nell'età della competizione globale postmoderna la crociata militante "per la vita" non è in nessuna maniera può commovente o più "fuori dal tempo" delle nostalgie comunitarie e solidaristiche.
    Ultima modifica di Astaroth; 24-12-10 alle 15:41

 

 
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