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Risultati da 1 a 9 di 9
  1. #1
    Mé rèste ü bergamàsch
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    Predefinito Leonardo nuovo allenatore dell'Inter



    Bem-vindo Leo!
    Dato che questa è una Magnum 44, cioè la pistola più precisa del mondo, che con un colpo ti spappolerebbe il cranio, devi decidere se è il caso. Dì, ne vale la pena? ("Dirty" Harry Callahan)

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  2. #2
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    Predefinito Rif: Leonardo nuovo allenatore dell'Inter

    Citazione Originariamente Scritto da Bèrghem Visualizza Messaggio


    Bem-vindo Leo!
    perchel'inter lo ha preso? il motivo mi è oscuro

  3. #3
    Mé rèste ü bergamàsch
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    Predefinito Rif: Leonardo nuovo allenatore dell'Inter

    Moratti: "Forza Leo, grazie Benitez"

    F.C. Internazionale Milano

    APPIANO GENTILE - A dare il benvenuto al nuovo allenatore dell'Inter, il presidente Massimo Moratti le cui parole hanno aperto la conferenza stampa di presentazione al centro sportivo "Angelo Moratti" di Appiano Gentile.

    "Leonardo mi ha obbligato a essere qui oggi - dichiara sorridendo il presidente -. È la prima volta che qualcuno me lo chiede. L'avete capito anche voi, si vede che sono felicissimo di questa scelta fatta nei confronti di Leonardo e da parte sua nei confronti dell'Inter. Una scelta che nasce da una stima che ho sempre avuto nei suoi confronti e da una stima che tutti quelli che l'hanno conosciuto provano grazie alla sua capacità di imparare velocemente e di distribuire simpatia e praticità. Credo che queste doti siano poi quelle che potrà mettere in pratica nella nostra società che, con la Coppa del Mondo per Club qui presente, fa capire quanto rimane ambiziosa. Questo non vuole dire mettere fretta al nuovo allenatore, nemmeno pressare, ma significa seguire quello che è l'istinto e l'amore nei confronti de nostri tifosi. Questo dovrebbe servire ed essere utile per arrivare poi a raggiungere degli obiettivi importanti. Auguro a Leonardo tutto il bene possibile, con affetto e tanta sfida ancora".

    Presidente, è emozionato?

    "È tutto un'emozione: quello che abbiamo vissuto ultimamente, la vittoria della Coppa, la possibilità di concretizzare non quella che è un'amicizia, ma veramente un obiettivo, una stima che diventava qualcosa di più, che diventava una responsabilità per le persone. Capisco che per Leonardo questa sia una responsabilità grossa e bella, ma è la stessa che mi assumo anch'io. Mi prendo tutta la responsabilità di questa scelta della quale sono assolutamente tranquillo'.

    Che cosa l'emozione in questo momento?

    "Un'emozione è un bellissimo sentimento che nasce dalla speranza di mettere a proprio agio Leonardo, di rispondere a quelle che sono le esigenze della società e soprattutto alle emozioni e ai sogni dei tifosi. Perchè nel calcio si può fare il presidente e vivere ancora il calcio come un sogno. Questo è vero nella maniera più assoluta, altrimenti poi se ne allontana perchè non si diverte più".

    Capitolo calciomercato. Dopo l'innesto di Andrea Ranocchia, ci sarà l'intervento della società in altre reparti?

    "Adesso che è andato via Benitez ne compriamo cinque di giocatori (ndr.:sorride). Con Leonardo ci siamo parlati chiaramente così come avevo fatto con Benitez. Non era un'imposizione da parte mia, perchè non ho questo modo di fare, ma solo un'indicazione, la stessa che do adesso e che nasce dal fatto che io sarà tifoso, ma sono convinto che il nostro sia un gruppo molto forte e lo ha dimostrato anche recentemente. Se non lo avesse dimostrato qualche giorno fa ad Abu Dhabi, lo ha ampiamente dimostrato qualche mese fa, non certo mille anni fa. Come ha detto Leonardo, conoscendo i giocatori uno per uno, il carattere e la professionalità di ognuno, non mi spaventerei troppo della necessità di nuovi innesti. Poi, resta il fatto tecnico: io non faccio l'allenatore, non posso avere esattamente l'idea di quello che sarà necessario e in questo veramente do retta alla persona che ne è responsabile. In questo seguivo anche Benitez nelle sue eventuali indicazioni. Poi, dopo, che un acquisto si possa concretizzare o meno non si sa, però certamente saremo tutti attenti a capire e a fare in modo, con l'aiuto di Marco Branca che è qui con noi, di realizzarli, sia in entrata che in uscita. Certamente Leonardo ha avuto un'esperienza che è importante, quella di gestire l'allenatore e capire quello che è il sistema-club, il sistema-squadra, quindi ha un'idea di quella che è la gestione economica e di cosa sia il meglio, in termini di obiettivi, per la società. Si farà molto bene dal punto di vista calcistico, si deve cercare di fare molto bene anche dal punto di vista del bilancio. Con questo non voglio togliere l'entusiasmo perchè è di questo che si vive ed è di questo che vivo anch'io e, se si presenterà l'occasione, farò volentieri qualcosa a favore della squadra".

    In chiusura, Moratti: "Da parte di tutta la società e con molta riconoscenza, un ringraziamento va a Rafael Benitez per aver contribuito a portarci la coppa del mondo per club".

    Mercoledì, 29 Dicembre 2010
    Ultima modifica di Bèrghem; 29-12-10 alle 14:59
    Dato che questa è una Magnum 44, cioè la pistola più precisa del mondo, che con un colpo ti spappolerebbe il cranio, devi decidere se è il caso. Dì, ne vale la pena? ("Dirty" Harry Callahan)

  4. #4
    Mé rèste ü bergamàsch
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    Predefinito Rif: Leonardo nuovo allenatore dell'Inter

    Leonardo: "Inter, un sogno e una sfida"



    F.C. Internazionale Milano

    APPIANO GENTILE - Durante la conferenza stampa di presentazione, che è durata oltre 45 minuti, Leonardo ha affrontato molti argomenti, rispondendo alle domande dei giornalisti presenti al centro sportivo "Angelo Moratti".

    "L'Inter è una sfida forte, affascinante, inaspettata. Arrivo all'Inter, uno dei più grandi club al mondo, nell'anno più importante della sua storia, nell'anno durante il quale l'Inter ha vinto tutto. L'Inter oggi è una realtà, la realtà più importante. Cercavo il sogno, il grande stimolo, la grande sfida: più grande dell'Inter, in questo momento, non c'è".

    Mercoledì, 29 Dicembre 2010
    Dato che questa è una Magnum 44, cioè la pistola più precisa del mondo, che con un colpo ti spappolerebbe il cranio, devi decidere se è il caso. Dì, ne vale la pena? ("Dirty" Harry Callahan)

  5. #5
    Mé rèste ü bergamàsch
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    Predefinito Rif: Leonardo nuovo allenatore dell'Inter

    Leonardo: "Io, un uomo libero"

    F.C. Internazionale Milano

    APPIANO GENTILE - È il presidente Massimo Moratti a dare il benvenuto a Leonardo nella conferenza che presenta il nuovo allenatore dell'Inter alla stampa presso il centro sportivo "Angelo Moratti" di Appiano Gentile. "Leonardo mi ha obbligato a essere qui oggi - esordisce con un sorriso il presidente nerazzurro -, in realtà è la prima volta che qualcuno me lo chiede...Mi fa molto piacere, sono felice di questa scelta fatta nei confronti di Leonardo, come lui lo è di essersi unito a questa squadra. Il nostro rapporto nasce da una stima reciproca, una stima che lui ha coltivato grazie alla capacità di imparare velocemente e distribuire simpatia e professionalità, doti che da oggi metterà in pratica nella nostra società che, da parte sua, dimostra ancora una volta il suo essere ambiziosa e l'amore che tutti noi abbiamo nei confronti dei tifosi dell'Inter e dei loro sogni, che sono anche i nostri. Auguro a Leonardo tutto il bene possibile, con affetto e tanta stima".

    Poi, la scena è tutta per il nuovo allenatore nerazzurro che, prima di rispondere a qualsiasi domanda, confessa pensieri ed emozioni all'esordio di quella che definisce innanzitutto "la sua grande sfida": 'È una situazione molto affascinante quella che sto vivendo attualmente. Vedo facce conosciute in un mondo dove tutto è legato ai rapporti. Conosco tante persone qui, sono 13 anni che sono a Milano e, a essere sincero, sono anche molto emozionato perchè quello di oggi è un giorno di grande sensazioni. Se questo è il sogno che aspettavo di realizzare? Io sono romantico, non cercavo un lavoro, ma qualcosa che potesse stimolarmi tanto, una grande sfida e più grande di questa credo che non ci sia".

    "Ci ho messo poco ad accettare la proposta del presidente Moratti - confessa Leonardo - ma non ho mai pensato davvero che tutto ciò sarebbe potuto accadere. Il nostro è un rapporto nato nel modo più naturale possibile, ma le gerarchie non cambiano: l'allenatore è l'allenatore, il presidente è il presidente. Quello dell'allenatore è un ruolo molto intenso, delicato e quando ho smesso di allenare il Milan, ho riflettuto molto, ma l'opportunità che mi ha offerto l'Inter mi ha fatto rendere conto che questo era quello che davvero volevo fare. Questo è un momento nel quale devo osservare, pensare a quello che c'è: nessuna rivoluzione. Andare avanti con quello che c'è, imparare e aggiungere la mia esperienza: questo è quello che farò qui. Cercherò di eliminare ciò che c'è di negativo, mantenendo il tanto che c'è di positivo e soprattutto farò in modo di farmi conoscere".

    "Arrivo nell'anno più importante della storia dell'Inter - prosegue Leonardo - e questo è qualcosa di incredibile. Sono molto carico, felice, ho tantissimo entusiasmo. Che cosa chiederò alla squadra? Credo che la squadra sia fatta e che non ci sia da inventare. L'Inter ha una sua identità, i giocatori sanno cosa devono fare, io non devo inventare, ma mettere i giocatori nelle migliori condizioni per rendere al meglio. Questa squadra deve vivere la serenità di chi ha vinto, di chi è grande, deve solo tornare a fare quello che faceva nel grande periodo di successi. Se credo nella rincorsa scudetto? Certo, ci credo eccome, abbiamo tanti punti di distacco, ma basta poco per inserirsi nel gruppo delle prime squadre".

    Tanti anni trascorsi nel Milani, ma uomo da Inter, ecco chi è Leonardo: "Sarò sincero, ho sempre cercato di essere una persona libera, con la mia identità. È vero: ho tante cose in comune con il Milan, ringrazierò sempre il club rossonero nel quale sono stato calciatore, dirigente e allenatore. Ma il Milan mi ha portato qui, Capello mi ha portato qui e mi ritrovo in tanti aspetti dell'Inter, perchè ripeto, io cerco di essere sempre libero. Io ho la mia verità, non ho rimpianti perchè ho sempre detto a chiunque quello che volevo e l'ho detto nel modo in cui volevo. Questa è una sfida troppo forte, inaspettata, non avrei potuto dire di no".

    Si parla poi di chi ha preceduto Leonardo. Di Rafael Benitez ("un allenatore vincente dovunque sia andato, poi capitano delle situazioni particolari nella vita") e soprattutto di colui che ha portato l'Inter alla conquista della tripletta, chiarendo subito che: "Io non sono José Mourinho. Siete perplessi? Lo sono anch'io, ma andrò avanti in questa sfida. Ho fatto l'allenatore per un solo anno e ho studiato per i successivi sei. Ho chiamato José perchè credo che arrivare all'Inter senza passa da lui sarebbe stato impossibile, lui qui è ovunque. Lo conoscevo da tempo e si è dimostrato straordinario anche questa volta. Ci siamo confrontati su tante cose e non parlo di lui perchè è il grande Mourinho, ne parlo perchè conosce tanti aspetti di questo club e qui ha lasciato tanto. Lo ringrazio e sono molto felice di quello che mi ha dato. Lo considero un fuoriclasse, credo che dietro le sue brillanti conferenze stampa ci sia un lavoro infinito, un lavoro che oggi è ancora qui".

    Dopo Mourinho e dopo Benitez, ora l'Inter ricomincia da Leonardo: "Non sarà proprio un ripartire perchè questa squadra è già una realtà. Ho già parlato con tutti, non solo con i giocatori. Ho cercato di vivere il quotidiano di questa realtà, di vivere il centro d'allenamento e ho trovato in tutti un'accoglienza davvero positiva per la quale ringrazio tutti".

    Si accenna infine anche al calciomercato: "Non è il momento di parlarne - replica Leonardo - Voglio partire dai giocatori che ho a disposizione e poi vedremo che tipo di opportunità si presenteranno davanti a noi. È questa la linea condivisa da me, da Marco Branca e da tutti. Kakà in nerazzurro? Conoscendolo credo che non andrà mai via dal Real Madrid senza aver fatto bene". Sull'argomento interviene anche il presidente Moratti: "Quella che ho portato avanti con Benitez non era un'imposizione, ma un'indicazione che esiste ancora adesso. Sono convinto che il nostro sia un gruppo ancora molto forte e, conoscendo i giocatori uno per uno, non mi spaventerei troppo. Poi, c'è sicuramente un fatto tecnico e darò retta a chi di questo se ne occuperà, come davo retta a Benitez, oggi darò retta, oltre che a Marco Branca a Leonardo. Certo, l'esigenza è quella di far bene sotto tutti gli aspetti che fanno parte di una società".

    In chiusura, la parola torna al presidente Moratti: "Ci tengo a ringraziare Rafa Benitez per il lavoro svolto con noi dall'inizio della stagione".

    Mercoledì, 29 Dicembre 2010
    Dato che questa è una Magnum 44, cioè la pistola più precisa del mondo, che con un colpo ti spappolerebbe il cranio, devi decidere se è il caso. Dì, ne vale la pena? ("Dirty" Harry Callahan)

  6. #6
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    Predefinito Rif: Leonardo nuovo allenatore dell'Inter

    Leonardo: "Questo è il mio sogno più grande. Credo nello scudetto, non devo inventare nulla qui. Io traditore? Ho sempre cercato di essere libero. Ho sentito Josè, lui è ovunque"



    LEONARDO: QUESTO E' IL MIO SOGNO PIU' GRANDE. CREDO NELLO SCUDETTO, NON DEVO INVENTARE NULLA QUI. IO TRADITORE? HO SEMPRE CERCATO DI ESSERE LIBERO. HO SENTITO JOSE',LUI E' OVUNQUE" | iostoconmancini su OleOle

    tratta da: fcinternews.it

    Tu parlavi di sogno: è un sogno l'avventura all'Inter?

    "Vedo facce molto conosciute, vivo una situazione affascinante. Tutto è molto legato a rapporti, ed io ne ho numerosi con tante persone qui, tutto ciò rende compatto il tutto. Sono tredici anni che sono a Milano, sono emozionato perché è un giorno di grandi sensazioni. Quando parlavo di sogno un'estate fa, è perché io sono un romantico: cercavo un sogno in generale, qualcosa che potesse stimolarmi tanto, una grande sfida. Più grande di questa, credo proprio che non ce ne siano.

    Una scala da uno a dieci per l'emozione, la voglia ed anche un po' di paura...

    "Il calcio ti dà opportunità, ti fa vivere tutto ciò anche in una giornata sola, quella della partita, dove si vivono emozioni immense. Oggi vivo emozioni infinite, questa sfida è così profonda tanto da essere impossibile dire di no. Inoltre c'era un rapporto spontaneo e splendido con il presidente, scherzavamo insieme anche dieci anni fa, sempre in maniera disinteressata. Ed ora siamo qui, sembrava tutto improbabile, ma tante cose mi hanno portato qua oggi. E' un giorno molto speciale, c'è un rapporto di stima ma ora io sono l'allenatore e lui il presidente, il rispetto della gerarchia è totale".

    Non si è mai sentito un interista 'lontano' anche quando era al Milan, visto il suo modo di fare comunicazione più vicino a quello di Moratti o dell'Inter?

    "Sarò molto sincero. Io ho sempre cercato di essere libero, voglio la mia identità, il mio modo di fare. Poi se creo un rapporto con una società, sarò sempre me stesso in quella situazione. Ho tante cose in comune con il Milan, non dimenticherò mai quello che ho vissuto e ringrazierò sempre il Milan, lì ho fatto giocatore, dirigente ed allenatore e nemmeno per un secondo me lo scorderò, perché con il Milan e Capello sono arrivato qui. Fabio mi ha voluto in Italia, poi Galliani che stimo tantissimo. Però le diversità ci sono dovunque, ma le cose in comune c'erano come sono qui all'Inter. Cerco di fare patti molto chiari. Io ho la mia verità di questa situazione, non ho rimpianti e non mi sento colpe: sono sempre stato libero, ho sempre detto come volevo stare in ogni realtà e le persone lo sanno, nessuno può dirmi nulla. Non potevo dire no ad una sfida così bella ed inaspettata".

    Qual è la prima cosa che chiederai alla squadra?

    "Arrivo nell'anno più importante di una società così immensa. Sono incroci incredibili, ed io mi sento molto carico ed entusiasta di quello che ho trovato. Le vittorie creano complicità ed entusiasmo, è quello che sento all'Inter. Non c'è niente da chiedere in particolare, l'Inter ha vinto tutto e ha una sua identità. Io non devo inventare niente, i giocatori sanno cosa devono fare, devo semplicemente metterli nelle migliori condizioni per vincere. Non credo all'appagamento, la mia Inter deve avere la serenità di chi ha vinto ed è grande. Bisogna tornare a fare le grandi cose del miglior periodo di un anno fa".

    Quanto ti dà fastidio di esser stato presentato come un traditore?

    "Non voglio fare il bravo ragazzo come si dice (ride, ndr). Rispetto ogni giudizio, come ho sempre voluto la mia libertà di giudizio. Ogni persona può vedere alla sua maniera questo trasferimento, ma io ho la mia ed il calcio è emozioni. Rispetto qualsiasi giudizio".

    Trovi differenze o punti in comune tra il primo giorno al Milan e quello qui all'Inter? E sull'organico, dal punto di vista tecnico, differenze?

    "I paragoni sono difficili perché sono due realtà diverse inserite nello stesso contesto. Un'annata è diversa dall'altra anche nella stessa squadra, ho vissuto un Milan diverso da quello di oggi. Io lì arrivavo a fare il tecnico dopo 12 anni in società, conoscevo tutti e mi agevolava, però c'era anche un nuovo rapporto da ricostruire. All'Inter è molto diverso, alla Pinetina è la terza volta che vengo: devo imparare tante cose anche se conosco tante persone qui. Arrivo anche dopo 13 anni al Milan, la situazione è molto forte ma mi sento un privilegiato di poter vivere questa situazione".

    Ci sono già le magliette nerazzurre di Kakà... I tifosi sognano un clima brasiliano.

    "Conoscendo Kakà, credo che mai lascerà il Real Madrid prima di aver fatto bene lì. Lo sento spesso, ha grande voglia di fare, sta per rientrare ed ha davanti un'annata che sta vivendo in maniera entusiasmate quel club. Vuole fare bene al Real".

    Quanto ci hai messo per accettare l'Inter?

    "Molto poco. La voglia è cresciuta nel tempo, non ho mai pensato davvero che tutto ciò potesse succedere. Ci siamo incrociati tante volte, con incontri affettuosi nonostante facessi il dirigente al Milan. L'allenatore però ha agevolato il nostro trovarci, perché è un ruolo che cambia spesso e ci ha dato l'occasione di essere liberi di scegliere in un momento come quello".

    Credi alla rincorsa scudetto?

    "Sì, eccome. Il campionato è lunghissimo. La situazione è particolare, perché hai 13 punti da prendere e due partite in meno, da gestire al meglio psicologicamente. Pensando oggi sono tanti punti, ma basta poco per inserirti nel gruppo che può vincere. L'inizio sarà fondamentale".

    Dopo 13 anni di Milan, ora saranno gli avversari di tutti i giorni. Come vivrai tutto ciò?

    "Perché loro sono la capolista, certo. Si sono rafforzati, sono una delle favorite. Ma ora c'è da pensare a noi, a quello che oggi bisogna fare per rientrare nel gruppo delle favorite al titolo. Il campionato del Mondo ha dato grande carica, c'è da pensare soltanto all'Inter. La sudamericana mancante in finale ha fatto parlare tanto, ma vincere anche quando sei strafavorito non è mai facile, anzi. Questo è un punto di partenza".

    Pensi che la sintesi sia quel "ritrovare la sua grandezza" che hai detto?

    "Qui c'è stato Benitez che ha sempre fatto cose straordinarie, poi i problemi possono esserci per tutti in qualsiasi società. Non credo che questo lasci grandi problemi, si deve ripartire anche con gli insegnamenti che ha dato Benitez. Anche se per me questa squadra c'è già, in realtà non c'è da ripartire, l'Inter c'è già".

    Che uomini hai sentito in questi giorni?

    "Tutti, non solo giocatori. Non abbiamo tempo, il 6 gennaio siamo già in campo: volevo conoscere tutti, vivere il quotidiano ad Appiano, respirare l'aria che fa poi produrre le partite. Ho trovato in tutti una grande accoglienza, non sapevo cosa aspettarmi e invece ringrazio. E' stato molto positivo".

    La sua maggiore preoccupazione da domani, quale sarà?

    "Ora devo osservare ed imparare, quindi agire pensando a quello che c'è. Non voglio rivoluzionare niente, aggiungere solo le mie idee di base che cercherò di trasmettere. Ho già toccato con mano tante cose in due giorni, moltissime positive da mantenere e pochissime negative da eliminare. Voglio far conoscere chi sono veramente, non solo come allenatore per il gioco che vorrei - che è molto simile a quello che c'è già - ma come gestore della squadra. I rapporti si stabiliranno".

    Con chi pensi di confrontarti con esperienza all'Inter?

    "Parli di Mourinho? (sorride, ndr). José con me è stato straordinario. Io l'ho chiamato, e arrivare all'Inter e senza passare da lui è impossibile. Mourinho è ovunque. Lo conoscevo, è stato davvero splendido: ci siamo confrontati su tante cose, mi ha dato i suoi pareri. Non perché sia il 'grande José', ma perché è un uomo intelligente che qui è presente ancora ed ha lasciato qualsiasi cosa. Sono felicissimo di tutto quanto mi ha dato. Lo considero un fuoriclasse, dietro le brillanti conferenze stampa c'è un lavoro infinita, dedica la sua vita a quello. Il lavoro si vede ancora qui".

    Non sei un po' perplesso ad arrivare qua all'Inter?

    "Io non sono José Mourinho, ho fatto un anno di allenatore, con mille errori e forse con qualcosa di positivo. Oggi inizio il mio secondo 'mandato', dopo un anno da allenatore e sei mesi di studio".

    In questi mesi di lavoro, ti stuzzica il mestiere di tecnico ancora?

    "Bella domanda. Quando ero al Milan, una volta terminato ho riflettuto sul mio futuro, non ero certo di continuare. Però credo che questa opportunità mi ha fatto avere la certezza di quello che voglio fare, aspettavo una cosa che mi facesse "alzare dal letto" d'improvviso, l'Inter mi ha fatto essere convinto di ciò che voglio".

    L'altro giorno Oddo ha approvato la tua scelta, invece Pato ha detto 'Spero che non vinca molto'.

    "Non è stata una frecciata di Alexandre. Ho sentito tutto, se mi avesse augurato di vincere non sarebbe stato normale. Era una battuta, dai, ci sta tutto. E ci sta anche che i ragazzi abbiano difficoltà a dare un parere, si prova ad essere più normali possibili per non creare delle situazioni".

    Cosa vorresti portare di tuo a questa Inter? E cos'era l'Inter per te in 13 anni di Milan?

    "Non ho mai vissuto il Milan come nemico dell'Inter, e non lo dico perché sono qui. Milano è una città di cultura, si vive bene la rivalità con momenti più o meno tranquilli, ma in 100 anni di storia c'è sempre rispetto. Al Milan ho vissuto il Milan, dando il 100% con la massima fedeltà, senza pensare all'Inter come rivale. Per quanto riguarda la parte di mio gioco a dare a quest'Inter, ci sono tante cose che condivido dell'ultimo anno e mezzo. Poi ci sono caratteristiche, come forza fisica o grande concentrazione, con un gioco concreto e una difesa molto solida. Questo non è lontano da quello che vedo io, ma la base la condivido quasi pienamente".

    Si è cambiata una gestione, dopo Benitez. Cosa pensi degli infortuni?

    "C'è un momento di assestamento, è una cosa naturale. Sicuramente ci sono stati tanti infortuni durante il suo periodo, però tanti infortuni sono stati recuperati in modo veloce, al Mondiale c'era fuori solo Walter Samuel con Sneijder che si è fatto male. Ci sono state cose positive e negative. Non voglio fare processi qui, bisogna pensare al futuro ed al presente, dobbiamo trovare una formula per non trovare ulteriori infortuni".

    L'anno scorso nel MIlan c'era grande entusiasmo nella rincorsa all'Inter, ad un certo punto. Qual è la tua ricetta per ridare la gioia a questa squadra?

    "Non credo che ci sia un mago che possa fare ciò. La squadra ha grandi risorse, lo stimolo e la voglia sono il marchio dell'Inter. C'è solo da trovare il modo migliore di mettere in condizioni normali - perché la loro condizione basilare è questa - i ragazzi, dall'allenamento alle piccole cose. Non ci credo all'appagamento, non posso credere che una squadra che vince non è più tranquilla. Questa Inter ha deciso di riscattarsi in numerosi casi, anche al Mondiale, dunque non c'è niente da dimostrare da parte di questa squadra, bisogna solo pensare alle cose belle fatte e continuare su questo piano. Guardando l'Inter oggi, la vedo sulla vetta di tutto".

    Sul mercato, cosa ci dice?

    "Non c'è niente da dire. Parlavo anche con Branca, se c'è l'occasione di inserire un giocatore da mettere in un certo contesto lo prendiamo, ma serve anche tempo per costruire. Non bisogna intervenire così per farlo, se ci sarà un'opportunità ci inseriremo. E' questo il pensiero che noi tutti condividiamo".

    Che lingua userai, delle tanti che conosci, con i campioni dell'Inter?

    "La leadership mi piace perché ci sono tanti modi di attuarla. Non c'è un modo di comandare, ma tanti modi. Ogni giocatori, o ogni persona, ha una chiave. Bisogna semplicemente trovarla, perché ci sono sempre situazioni individuali, e poi arriva il gruppo. Non è una cattivera, è così. Il mio linguaggio può essere diverso tra un giocatore e l'altro, poi c'è ovviamente la base della squadra, ma quella c'è già".
    Ultima modifica di Bèrghem; 29-12-10 alle 15:08
    Dato che questa è una Magnum 44, cioè la pistola più precisa del mondo, che con un colpo ti spappolerebbe il cranio, devi decidere se è il caso. Dì, ne vale la pena? ("Dirty" Harry Callahan)

  7. #7
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    Predefinito Rif: Leonardo nuovo allenatore dell'Inter

    In tutta onesta' aveva fatto bene e non sono mai riuscito a capire cosa diavolo Berlusconi pretendesse da lui la stagione passata,durante la quale era stato al passo con una Inter obiettivamente piu' forte e molto davanti ad una juve che aveva speso cifre da Real Madrid sul mercato.
    Bo'.
    Inoltre il Milan giocava maglio la stagione passata di questa!

    Certo che il nostro guardiolino,l'uomo ragno che ha fatto gavetta in ogni angolo del mondo con umilta' ,buoni risultati ,campionati vinti e coraggio mi piaceva,Walterone sarebbe stato la mia prima scelta,ma mi sta pure bene Leonardo.
    Mi pare che sia umile,nonostante sia,non dimentichiamolo,un campione del mondo,semplice ma bravo tecnicamente.
    Ultima modifica di Steppenwolf; 30-12-10 alle 21:51
    "Tanti amici tanto amore!"

  8. #8
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    Predefinito Rif: Leonardo nuovo allenatore dell'Inter



    Dato che questa è una Magnum 44, cioè la pistola più precisa del mondo, che con un colpo ti spappolerebbe il cranio, devi decidere se è il caso. Dì, ne vale la pena? ("Dirty" Harry Callahan)

  9. #9
    Mé rèste ü bergamàsch
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    Predefinito Rif: Leonardo nuovo allenatore dell'Inter

    Nuovo staff tecnico 2010/2011


    F.C. Internazionale Milano


    Allenatore - Leonardo




    Viceallenatore - Giuseppe Baresi




    Assistente allenatore - Daniele Bernazzani




    Allenatore portieri - Alessandro Nista




    Preparatore atletico - Stefano Rapetti

    Ultima modifica di Bèrghem; 04-01-11 alle 02:05
    Dato che questa è una Magnum 44, cioè la pistola più precisa del mondo, che con un colpo ti spappolerebbe il cranio, devi decidere se è il caso. Dì, ne vale la pena? ("Dirty" Harry Callahan)

 

 

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