di A. Sallusti prima pg. de ilgiornale.it 27 12 2010
Chi sarà il successore di Silvio Berlu*sconi?
Sull’argomento da anni si stanno esibendo un po’ tutti, ma il quesito è rimasto fino ad ora senza soluzione.
O meglio, si sono rincorsi i soliti nomi: gli ex alleati Fini e Casini, Tremonti, Gianni Letta eccetera eccetera.
Non è così.
Per il dopo Berlusconi, alla guida del gover*no, ci sarà un giovane che non è mai stato in concorrenza con il capo, che non ha altre mire, che nel corso degli anni ha combattu*to ma non si è bruciato in prima linea sui fronti delle tante guerre che hanno caratte*rizzato l’antiberlusconismo.
Che ormai i tempi siano maturi per una designazione appare evidente.
Nei giorni scorsi il pre*mi*er ha detto che non vorrebbe ricandidar*si alle prossime elezioni del 2013, che l’alter*nativa c’è già e va cercata dentro l’attuale esecutivo.
Attualmente il cerchio si stringe attorno a tre nomi: Angelino Alfano, mini*stro della Giustizia, Franco Frattini, mini*stro degli Esteri, e Mariastella Gelmini, mi*nistro dell’Istruzione.
I tre hanno in comu*ne molte cose. Sono giovani (dai 37 ai 50 anni), hanno ricoperto incarichi importan*ti e prestigiosi senza scivolare sulle tante bucce di banana messe sul loro cammino, hanno tessuto negli anni importanti relazio*ni dentro e fuori il Paese, arrivano dalla pri*ma ondata di forzisti (zoccolo duro di qual*siasi maggioranza di centrodestra), non hanno scheletri negli armadi.
La cosa potrebbe stupire.
Ma come, con tanti pretendenti super navigati e blasonati si pensa a un outsider?
Già, è proprio così.
Ovviamente tutto questo vale nell’ipotesi che sia Berlusconi stesso a gestire il passag*gio e che ciò non debba avvenire sull’onda di una emergenza.
Lo scenario è quello di un Berlusconi che, a tempo debito, lascerà lo scettro formale del comando ma conti*nuerà a essere leader del suo partito e pun*to di riferimento per la coalizione e per gli elettori.
Del resto è impensabile che un big, politicamente vecchio, che è stato ostile al Pdl immaginando scenari diversi, che ab*bia già tramato o addirittura tradito, che ab*bia posizioni minoritarie dentro la grande casa dei moderati possa ambire a una suc*cessione concordata.
Per gente come Fini, Casini e altri insospettabili, l’unica possibi*lità è il blitz.
Di recente ci hanno provato e sappiamo come è andata.
saluti




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ostridicolo: Poverino...
