le previsioni si sprecano.
ROMA
Sul Legittimo impedimento la Consulta si prepara a dare torto alla magistratura di Milano, ma sostanzialmente dandole ragione? E’ questo l’esito che le indiscrezioni raccolte da «La Stampa» raccontano: una cosiddetta «sentenza interpretativa di rigetto» che manterrà in piedi la legge che sta facendo da scudo giudiziario al Cavaliere, ma intanto restituisce al magistrato il potere di dire «questo impedimento vale, questo no». Una tale salomonica sentenza in fondo andrebbe bene a tutti (anche al giudice costituzionale Luigi Mazzella, che ha inviato ai colleghi un appunto per sostenere la costituzionalità della legge) sia a chi in Parlamento l’ha voluta e potrà dire che ha superato il vaglio della Consulta, sia a chi nei tribunali l’ha subita e si riappropria dei suoi poteri.
Andrà bene alla maggioranza, che il giorno dopo l’indiscrezione è già saltata alle conclusioni e prefigura una nuova legge sul Legittimo impedimento, ma di rango costituzionale. Già, perché questa sarà la soluzione che il Pdl ha in mente: usare la sentenza come traccia a cui ispirarsi e inserire nella carta costituzionale le nuove prerogative del premier. Stesso metodo adottato per il Lodo Alfano.
Una sentenza del genere, però, andrà bene a Antonio Di Pietro, che potrà ancora esercitare il suo ruolo di soggetto referendario, avendo raccolto le firme per l’abrogazione della legge e con l’estate avrà il suo momento di gloria. «Sono curioso - dice Di Pietro - di sapere cosa succederà poi al referendum abrogativo, ma credo che anche con questa interpretazione della legge, si dà il via libera di fatto al referendum. E a quel punto sarà il popolo a decidere se sia giusto, opportuno e moralmente corretto che un capo del governo sia esente da responsabilità. Se la sentenza fosse questa, ne prenderei atto e basta». Ma Di Pietro teme comunque qualche brutto scherzo. «In un paese normale entro giugno il referendum lo farebbero con le amministrative per risparmiare i soldi, qui lo faranno apposta a ridosso delle ferie estive per cercar ridurre la possibilità che raggiunga il quorum: le solite furbate all’italiana».
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Mossa Pdl: copiamo il parere sullo scudo- LASTAMPA.it




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