Franco, Francesco e Stefano nel 150° dell’Italia unita
di Fabrizio Penna
"...Fia caro e lagrimato il sangue Per la Patria versato, e finché il sole Risplenderà sulle sciagure umane."
U. Foscolo, I Sepolcri.
Il 7 gennaio 1978 morivano a Roma in via Acca Larentia tre giovanissimi militanti del Msi, uccisi da barbari estremisti e da inetti funzionari dello Stato. Ogni anno il ricordo di quella tragedia unisce un intero mondo. Un mondo che non è più solo politico, un mondo disperso nei mille rivoli delle vite umane, del riflusso, del carrierismo, del menefreghismo, delle differenti modalità in cui si è scelto di impegnarsi nella vita, delle tante scelte sbagliate e delle tante strade giuste imboccate. Ma ogni anno come oggi quel mondo si unisce nel ricordo.
Il ricordo, la memoria che si fa tradizione è ciò che unisce una comunità, un mondo appunto. Finchè qualcuno ricorda una cosa questa continuerà ad esistere. E così vale per eventi come questo. Eventi che nella storia possono apparire marginali, ma che, come viti in un grande motore, sono funzionali all’ingranaggio e sono bivi del se e dell’allora. Se quel giorno non ci fosse stata quella strage, la storia avrebbe avuto un corso differente, migliore o peggiore non si saprà mai. Sono passati anni, ma nessuna verità e nessuna giustizia è mai giunta. Resta solo il ricordo. Oggi che lo Stato celebra ufficialmente l’inizio dell’anno numero 150 dell’Italia unita, iniziando queste celebrazioni proprio dal simbolo di tutti gli italiani, il tricolore non possiamo non pensare che proprio perché amavano quel tricolore, perché erano giovani e belli che Franco, Francesco e Stefano sono stati massacrati come i ragazzi di Curtatone e Montanara, come i giovani del risorgimento nelle carceri austriache, baldi e fieri come il ragazzo di Portoria. Oggi, forse, non ha più senso continuare con le analisi socio-politiche sul doppio attacco, terroristi comunisti e Stato, subito dai giovani della Destra, su la reazione dell’ambiente giovanile e su quella del partito ufficiale, sulle inchieste mai sfociate nella giustizia, come il caso Battisti o come quello dei martiri di prima valle. Quest’anno è bello cercare un senso alla memoria e alla tradizione a tutto ciò per cui vale al pena di vivere e lottare. Ad Acca Larentia la targa ricordo posta ormai più di trenta anni fa che i tre ragazzi sono caduti per l’Italia. E questo è il filo unico che unisce dolori e gioie, amarezze e spensieratezza, melanconici tramonti e radiose albe. L’Italia e il tricolore come quello che vediamo nelle foto bianco e nero del 7 gennaio 1978. Un tricolore che copriva il sangue di tre giovani.




"...Fia caro e lagrimato il sangue Per la Patria versato, e finché il sole Risplenderà sulle sciagure umane."
Rispondi Citando
