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Astolfo
Anni fa, quando c'erano le lire, parlando col datore di lavoro e chiedendo perchè non assumesse altre persone, mi ha risposto che a fronte di stipendi di 1.500.000 lire, ogni lavoratore gli costava minimo 5.000.000 al mese. Non è così?
no .....è una emerita cavolata.....
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blobb
la risposta anche se più articolata è semplicemente che se produciamo merci con basso valore aggiunto, poco tecnologici ti scontri contro economie tipo cina
Ma anzi dovremmo produrre merci con più alto valore aggiunto. Ma il circolo vizioso è che se le paghe sono basse i lavoratori in grado di aggiungere valore se ne vanno all'estero dove sono meglio pagati, e di conseguenza ciò provoca le paghe basse. Circolo vizioso, appunto. E poi io credo che il problema dell'Italia siano le materie prime, carenti e da importare a caro prezzo. Soprattutto l'energia.
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Perseo
I diritti dei lavoratori in Italia sono stati cuciti attorno a una concezione dell'economia che poteva reggere negli anni 50-60 quando c'era meno debito pubblico e mercati meno saturi.
Ma adesso quel tipo di economia non regge più, in tutto il mondo, non solo in Italia.
Non c'è altro da dire
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blobb
no .....è una emerita cavolata.....
Comunque non c'è solo il salario netto a costargli.
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Astolfo
Ma anzi dovremmo produrre merci con più alto valore aggiunto. Ma il circolo vizioso è che se le paghe sono basse i lavoratori in grado di aggiungere valore se ne vanno all'estero dove sono meglio pagati, e di conseguenza ciò provoca le paghe basse. Circolo vizioso, appunto. E poi io credo che il problema dell'Italia siano le materie prime, carenti e da importare a caro prezzo. Soprattutto l'energia.
il giappone è povero come noi di materie prime come la corea.....
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Guy Fawkes
Il problema è che il limite tra diritti e privilegi ognuno lo traccia un po' dove vuole. La situazione non è facile, ed ovviamente bisogna mettersi di impegno, ed ognuna delle parti deve accettare di incontrare l'altra, per giungere finalmente ad un accordo.
Alla FIOM, e più in generale alla CGIL, manca questo, la capacità di accettare di rinunciare a una parte di questi diritti/privilegi ottenuti in decenni di scontri sindacali in cui loro erano, meglio si sentivano, il perno della Triplice. La situazione in Italia è cambiata, però: non c'è più il padronato, il lavoro è cambiato e soprattutto la gente è cambiata. Gli altri sindacati hanno più o meno accettato questo fatto, loro no: rinunciare significa rinunciare l potere che hanno ottenuto nel frattempo, e che sntono loro di diritto (barra privilegio).
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Astolfo
Comunque non c'è solo il salario netto a costargli.
Gli stipendi lordi degli italiani sotto la media Ue del 32,3% - Corriere della Sera
leggi qui e vedrai che il problema non sono gli operai...
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blobb
il giappone è povero come noi di materie prime come la corea.....
Ma vuoi mettere la famosa etica giapponese? Non dico arrivare a quei livelli, ma neanche l'opposto come è l'Italia! Vogliamo poi citare la Svizzera?
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Defender
La motivazione è la realtà: o accetti o delocalizza.
Puoi impedire di delocalizzare? Ovviamente no.
Puoi accettare? Ovviamente sì.
Cominciamo a delocalizzare i liberi profesionisti. :D
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blobb
no, sono i sindacati che hanno barattato i "diritti" e la "sicurezza" in cambio di bassi salari.
io che non ho barattato un cazzo voglio essere libero di sgobbare il doppio e di guadagnare il doppio