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    Predefinito O dominio della borghesia o dominio della classe operaia!

    L’accordo Fiat mostra l’essenza della democrazia borghese.
    L’accordo Fiat del 22.12.2010, non firmato dalla Fiom, prevede l’asservimento completo della forza lavoro alle esigenze del capitale e del profitto. L’essere umano al servizio della tecnologia e non il contrario.Viene abolito il contratto nazionale ed aziendale ed è accettato dai sindacati firmatari un “ordine di servizio dell’azienda”, che taglia diritti contrattuali e legali.
    Viene aumentato il tempo di lavoro, la gestione dell’orario è in assoluta sinergia con le esigenze aziendali, si riducono le pause, non si pagano i primi due giorni di malattia, si legano parti di salario alla presenza. Il testo concordato prevede poi che possano svolgere attività sindacale solo le organizzazioni firmatarie dell’accordo, che nominano i loro rappresentanti sindacali. I lavoratori , secondo l’accordo, non possono scegliersi i loro rappresentanti ed il loro sindacato.
    L’art. 14 della legge n.300 del 1970 così recita:
    ” Il diritto di costituire associazioni sindacali, di aderirvi e di svolgere attività sindacale, è garantito a tutti lavoratori all’interno dei luoghi di lavoro.”
    L’art.15 dice:
    ” E’ nullo qualsiasi patto od atto diretto a
    a) subordinare l’occupazione di un lavoratore alla condizione che aderisca o non aderisca ad un’associazione sindacale ovvero cessi di farne parte.”
    L’art. 19, richiamato nell’accordo prevede:” Rappresentanze sindacali aziendali possono essere costituite ad iniziativa dei lavoratori in ogni unità produttiva, nell’ambito:
    a) delle associazioni aderenti alle confederazioni maggiormente rappresentative sul piano nazionale;
    b) delle associazioni sindacali, non affiliate alle predette confederazioni, che siano firmatarie di contratti collettivi nazionali o provinciali di lavoro applicati nell’unità produttiva.
    Nell’ambito di aziende con più unità produttive le rappresentanze sindacali possono istruire organi di coordinamento.”
    (Con D.P.R. 28.07.1995, n. 312, in seguito a referendum, è stato abrogato l’art. 19 primo comma lettera a e primo comma lettera b, limitatamente alle parole “ non affiliate alle predette confederazioni” ed alle parole “nazionali e provinciali”.)
    L’art. 39 della costituzione italiana recita:
    ” L’organizzazione sindacale è libera.
    Ai sindacati non può essere imposto altro obbligo se non la loro registrazione presso uffici locali o centrali, secondo le norme stabilite dalla legge…”
    Appare chiaro che legalmente l’accordo firmato contrasta con le norme di legge e della costituzione e, di conseguenza, non ha valenza legale. Ancora una volta si dimostra che nella democrazia borghese la libertà, , la legge, il rispetto per la dignità umana esiste solo a parole e solo quando serve al profitto. Il lavoratore dovrebbe accettare di non potersi liberamente associare ad un’organizzazione sindacale, di non scegliere i suoi rappresentanti ed il tutto in contrasto con le leggi. Il lavoratore dovrebbe accettare di essere più schiavo e più macchina di quanto non sia , accettando perdita di diritti e peggioramento delle condizioni di lavoro e di vita, sotto il ricatto dell’investimento si o no. Non si sono mosse campagne di stampa nè partiti ed associazioni per questo attacco della Fiat, insieme a Cisl, Uil ed altri figuranti sindacali, alla libertà ed alla democrazia verso la classe lavoratrice. Alcuni hanno parlato di futuro. E’ un ritorno al passato, ad un secolo e mezzo fa. Il futuro per i cartoni animati della politica, del sindacato, delle aziende, dei mass-media è poter sfruttare la classe operaia come agli albori del capitalismo. Il comunismo, non le illusioni parlamentari, è l’unica strada per una società vera e nuova. Il capitalismo mostra sempre più la sua vera natura di sfruttamento , guerre, miseria, fame.
    Questo sistema non è riformabile!

    “Il grido di battaglia non è affatto tra monarchia o repubblica,
    ma tra dominio della classe operaia o dominio della borghesia.”
    Marx

  2. #2
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    Predefinito Rif: O dominio della borghesia o dominio della classe operaia!

    Capitalismo, mondo di “Disio senza speme”.
    Comunismo, causa di tutta l’”Umanità”.

    L’essere umano ha da sempre desiderato una vita serena, tranquilla, libero dai bisogni. Ed ogni azione di qualsiasi individuo, al di là dei giudizi morali, è mossa dalla volontà di giungere a questo obiettivo.
    Quante volte abbiamo ascoltato qualcuno dire:” Ah …se avessi tanto denaro quante cose potrei fare.
    Farei questo…quest’altro…quest’altro ancora…”.
    La possibilità di una vita sognata in questo mondo passa attraverso il denaro e la sua quantità determina le condizioni di vita materiali.
    L’autonomia , l’emancipazione, la libertà sono dovuti allo “Schiavo giallo”, il denaro, battezzato così da Shakespeare.
    Questa prodigiosa materia capace di “rendere nero il bianco, bello il brutto, diritto il torto, nobile il basso, giovane il vecchio e valoroso il codardo.”
    Partendo da questa realtà ogni essere umano, dotato di intelligenza ed onestà intellettuale, dovrebbe ammettere che la persona non sarà mai libera di emanciparsi e non avrà mai pari opportunità se le condizioni materiali non saranno pari per tutti.
    Un essere umano non sarà mai libero se dovrà vendere il suo corpo o la sua anima per sopravvivere.
    E fin quando un solo essere umano è costretto ad elemosinare la vita, la società non può dirsi libera, giusta, eguale, fraterna.
    Ogni individuo ha i suoi desideri, i suoi sogni, ma in questo mondo per la quasi totalità rimangono desideri e sogni senza alcuna speranza di realizzazione.
    La conseguenza delle delusioni è prendersela con cause che sono effetti della causa principale: questa struttura socio-economica è fondata sull’interesse privato e non sociale.
    “ Se il ben inteso interesse è il principio di ogni morale, ciò che importa è che l’interesse privato dell’uomo coincida con l’interesse umano. Se l’uomo non è libero in senso materialistico, cioè se è libero non per la forza negativa di evitare questo o quello, ma per la capacità positiva di affermare la sua vera individualità, non si deve punire il delitto del singolo, ma distruggere i luoghi antisociali dove il delitto nasce, e dare a ciascuno nella società il posto di cui ha bisogno per l’estrinsecazione essenziale della sua vita.
    Se l’uomo è formato dalle circostanze , si devono rendere umane le circostanze.
    Se l’uomo è sociale per natura, egli sviluppa la sua vera natura solo nella società, e la potenza della sua natura deve trovare la sua misura non nella potenza dell’individuo singolo, ma nella potenza della società.”
    La sacra famiglia
    K. Marx, F. Engels.
    “Dobbiamo operare affinchè alcun essere umano sia schiavo di un altro essere umano né materialmente né moralmente.
    Dobbiamo creare un mondo basato sulla fratellanza, uguaglianza, libertà e, quindi, sulla pace, sull’amore, ove ognuno dia il suo contributo sociale e dalla società riceva la possibilità di soddisfare i suoi bisogni materiali e morali.
    Un mondo ove uomini e donne abbiano la possibilità di vivere come meglio credono e ove sono loro a decidere del presente e del futuro.
    Gli occhi oltre il cielo
    Giuseppe Calocero.
    C’è molto da fare!
    I mass-media dominanti propagandano sfiducia e rassegnazione, i loro luoghi comuni dicono che il mondo è stato sempre così e così sarà.
    Dicono falsità!
    Il mondo economico e sociale ha subito varie trasformazioni nella storia a seconda dello sviluppo delle forze produttive, è stato, è, sempre dinamico, mai statico.
    In ogni modello socio-economico, che si è succeduto nella storia, crescevano gli embrioni della società seguente.
    Nella società odierna vi sono gli embrioni della nuova frontiera dell’umanità.
    Bisogna accudirli, farli crescere!
    C’è molto da fare!
    “Per i suoi principi, il comunismo è al di sopra del dissidio tra borghesia e proletariato, poiché lo considera giustificato nel suo significato storico soltanto per il presente, non per il futuro; esso intende appunto sopprimere tale dissidio.
    Riconosce perciò, finchè il dissidio permane; che il risentimento del proletariato contro i suoi oppressori è una necessità, che rappresenta la leva più importante del movimento operaio ai suoi inizi; ma va oltre tale risentimento, perché il comunismo è appunto una causa di tutta l’umanità, non soltanto degli operai.”
    La situazione della classe operaia in Inghilterra.
    F. Engels.

  3. #3
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    Predefinito Rif: O dominio della borghesia o dominio della classe operaia!

    Occorrerebbe riformulare i termini dal momento che la borghesia dell'epoca è ben diversa da quella di oggi e gli operai generici a cui si rifacevano rappresentino ormai una ristrettissima minoranza nelle nostre fabbriche.

    La borghesia di allora è il capitalista senza frontiere che tiene i suoi capitali in paradisi fiscali e con speculazioni e controlli azionari gestisce e controlla la vita di intere popolazioni.

    L'operaio di oggi è invece il giovane laureato costretto a lavorare in un call center da precario a vita.

    Il mondo cambia ma i rapporti, la sete di potere, il voler sottomettere il prossimo per lucro personale ,...no!

    Saluti
    Ultima modifica di Il Pasquino; 30-12-10 alle 17:40

  4. #4
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    Predefinito Rif: O dominio della borghesia o dominio della classe operaia!

    Bla bla bla bla bla bla ...............l'unica fatica di una certa sinistra (non a caso seppellita in tutte le ultime tornate elettorali ) consiste ne far muovere la lingua coi soliti teoremi e i soliti termini ormai annoverati fra gli arcaismi.

  5. #5
    Pasdar
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    Predefinito Rif: O dominio della borghesia o dominio della classe operaia!

    Siamo in era capitalistica, il socialismo non ha nemmeno cominciato a svilupparsi, è ovvio e perfettamente naturale che la borghesia sia la classe dominante.
    «Non ti fidar di me se il cuor ti manca».

    Identità; Comunità; Partecipazione.

  6. #6
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    Predefinito Rif: O dominio della borghesia o dominio della classe operaia!

    Ma quale classe operaia? Siamo nell'era del terziario, l'operaio è una minoranza nemmeno più organizzata.

  7. #7
    Pasdar
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    Predefinito Rif: O dominio della borghesia o dominio della classe operaia!

    La classe operaia è qualcosa di astratto nella quale per comodità si raggruppa tutto il personale dipendente non pubblico e non dirigente.
    «Non ti fidar di me se il cuor ti manca».

    Identità; Comunità; Partecipazione.

  8. #8
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    Predefinito Rif: O dominio della borghesia o dominio della classe operaia!

    La classe maggioritaria lavoratrice non è costituita solo dai lavoratori delle fabbriche (operai), ma anche dai lavoratori del terziario (impiegati), ossia da coloro che per vivere devono (s)vendere le proprie capacità lavorative mentali e manuali in cambio di uno spesso magro salario o stipendio.
    Ultima modifica di Gian_Maria; 31-12-10 alle 11:26
    Solo le pecore hanno bisogno di leader. La Democrazia richiede partecipazione diretta e assunzione di responsabilità.
    Se non stai attento, i mass media ti faranno odiare gli oppressi e amare le persone che opprimono.

  9. #9
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    Predefinito Rif: O dominio della borghesia o dominio della classe operaia!

    Citazione Originariamente Scritto da Spirit Visualizza Messaggio
    Ma quale classe operaia? Siamo nell'era del terziario, l'operaio è una minoranza nemmeno più organizzata.
    Terziario e aggiungo parassitario. :44344:

    grazie OCCIDENTE, grazie anglo-americani, grazie Israele, grazie ucraini.



    la libertà avanza ...........

  10. #10
    .
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