LO ESIGE LO SPOT E REPUBBLICA ELOGIA L'ASSE SILVIO-PUTIN
Da "LIBERO - EDIZIONE MILANO" di martedì 28 dicembre 2010
L`inserto che benedice i rapporti Roma-Mosca Nell`inserto pubblicitario distribuito insieme al New York Times, il quotidiano loda i rapporti economici e culturali tra Roma e Mosca, che per mesi ha criticato
LA MARCHETTA Il giornale di Ezio Mauro s`è accorto dell`importanza degli scambi e della cooperazione, che tra i nostri Paesi risalgono a cinque secoli fa
di DAVIDE GIACALONE
Bandiera rossa trionfava solo nella canzone, mentre la marchetta russa ha trionfato in redazione. In quella di La Repubblica, che ieri ha spedito in edicola un fantastico inserto inneggiante agli amichevoli rapporti fra Vladimir Putin e Silvio Berlusconi, senza dimenticare il fattivo contributo di Dimitri Medvedev, capaci di trascinare la Federazione Russa e l`Italia in un crescendo rossiniano di scambi economici e culturali. Aprendo il giornale, al bar, veniva spontaneo sbirciare nella copia del vicino, tanto per essere certi di non averne comprato una taroccata.
Dopo giorni di servizi sul gas (lacrimogeno) arriva un inserto denso di gas (esilarante). L`arcano è presto spiegato: il lunedì Repubblica esce con un inserto, tratto dal New York Times. Solitamente si tratta di un modo per rilanciare la solfa di sempre: guardate come il mondo ride di noi, come gli altri si dedicano a cose più serie, come siamo strafichi e internazionali.
Fatto è, però, che i colleghi della grande mela hanno a loro volta pubblicato un inserto a cura della Rossyskaya Gazeta, e quelli di Repubblica l`hanno incollata d`un fiato, immagino con lo stesso gusto che si prova a trangugiare il bario.
Non diremo che il rublo non olet, perché anche ai tempi dell`Unione Sovietica quelli del Partito Comunista Italiano si facevano finanziare, dai compagni, in bigliettoni verdi.
Diciamo che il dollaro emana un accattivante profumo.
Che la pubblicità è una gran bella cosa. E che, forse, nessuno s`è accorto di quel che stava accadendo. Fatto è che nelle pagine del più agguerrito quotidiano antiberlusconiano s`è ritrovato un soffietto da gettare nella disperazione Sandro Bondi. Hai voglia a comporre versi, qui un bolide della retorica è stato sparato in pista a tutto gas. E vai con l`importanza degli scambi e della cooperazione nei settori dell`energia (sì, proprio quella del gas) e dei servizi, vai con l`abbraccio su moda e manifattura, senza mai dimenticare la cultura, visto che il prossimo anno, di cui si prevede l`inizio fra qualche ora, è quello della cultura italiana in Russia e della cultura russa in Italia. Il tutto senza dimenticare i campionati del mondo di calcio, che si terranno in terra russa, nel 2018.
L`unica nota, probabilmente di sottile polemica, consiste nel ricordo che i rapporti fra Italia e Russia risalgono ad almeno cinque secoli fa, il merito, pertanto, non è tutto di Berlusconi.
Già, ma posto che la retrodatazione è più che giusta, ciò significa anche che sono destinati a durare qualche tempo in più dell`attuale governo, che esiste la storia, come gli interessi geostrategici, che se San Pietroburgo (di cui Putin fu sindaco) l`hanno fatta gli architetti italiani vuol dire che ciò che ci affianca non è solo il lettone regalato dal brevilineo russo al non longilineo italiano. E se tutto questo è vero, come è vero, se si aggiunge che il gas russo interessa e alimenta, anche i tedeschi, mentre i francesi entrano in società con noi, nel mentre la gran parte del gas che usiamo lo prendiamo in Algeria, allora, che cosa cavolo abbiamo letto nelle pagine di Repubblica, fino alla singolare comparsa, della Rossyskaya Gazeta, via Nyt? Un tempo solo Armando Cossutta s`abbeverava alla Pravda, ma aveva un vantaggio, sugli stupefatti ospitanti del fantastico inserto: capiva quel che leggeva e, come se non bastasse, lo condivideva pure. E vero che anche Cossutta veniva pagato, è vero che in cambio faceva copiare gli articoli sovietici all`Unità, ma, almeno, lo faceva con convinta partecipazione.
Non solo del portafoglio.
Rassegna Stampa
carlomartello





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